Il presidio
Villa Santa Maria, i sindacati: «Nei guai anziani e famiglie»
Le organizzazioni dei pensionati segnalano i rischi anche per i 50 operatori e chiedono un tavolo di confronto sull’argomento al sindaco Tambellini
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LUCCA
Villa Santa Maria, i sindacati fanno il punto sulla rsa che si trova a un bivio: concessione per un lungo periodo o chiusura. E in entrambi i casi vi sarebbero problemi per ospiti e personale. Sull’argomento intervengono i sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil. «La discussione sul futuro della rsa di Villa Santa Maria – si legge in una nota – riguarda direttamente le 34 persone anziane non autosufficienti, quelle in attesa di risposta, le rispettive famiglie e le 50 persone che vi operano. Se analizziamo i dati relativi alle risposte servizi dati agli anziani non autosufficienti sul territorio risulta il divario sempre crescente fra l'incremento del bisogno riconosciuto (anziani presi in carico) ed anziani esclusi e le risorse invariate e a volte in diminuzione comportano per le persone e le loro famiglie risposte, già insufficienti che tendono a diminuire. A questo si aggiunge il problema delle liste di attesa (vedi risposte non date sull'accesso alle rsa)».. Rispetto al dibattito in corso sul futuro di Villa Santa Maria, i sindacati fissano alcuni punti: «Dobbiamo partire da una visione d'insieme delle politiche riguardanti gli anziani e gli anziani non autosufficienti, il problema non può essere quello di fare cassa su coloro che sono in condizione di disagio; va bloccata e invertita la politica che programma in continuità l'indebolimento della gestione/controllo del pubblico rispetto al privato e privato sociale nelle sue diverse articolazioni. Una scelta che sulle rsa a Lucca, viene da lontano. Appalto con Kcs, nel 2015 l'appalto in concessione della Rsa della Pia Casa e di Monte San Quirico. Appalti che hanno comportato un servizio inferiore agli anziani residenti con problemi per gli operatori (vedi gli esuberi ancora non assorbiti)».
Oggi aumentano le preoccupazioni per la rsa di Villa Santa Maria dove è in discussione la qualità e la continuità del servizio dato agli anziani residenti e la messa in discussione del posto di lavoro per gli operatori. A questo si aggiunge la decisione della Regione di liberalizzare l'assegnazione delle quote sanitarie sulla residenzialità a disposizione delle persone e non più dei Comuni, aprendo la residenzialità per gli anziani non autosufficienti a pure logiche di mercato.
Come sindacati dei pensionati) richiediamo al sindaco Alessandro Tambellini, di aprire un tavolo di confronto sull'insieme delle questioni riguardanti le politiche a sostegno degli anziani e degli anziani non autosufficienti e in questo quadro affrontare i problemi della Rsa di Villa Santa Maria che nell'immediato coinvolge i 50 operatori che Vi operano, 34 anziani e le loro famiglie. Gli operatori e gli anziani di oggi e quelli di domani».
Villa Santa Maria, i sindacati fanno il punto sulla rsa che si trova a un bivio: concessione per un lungo periodo o chiusura. E in entrambi i casi vi sarebbero problemi per ospiti e personale. Sull’argomento intervengono i sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil. «La discussione sul futuro della rsa di Villa Santa Maria – si legge in una nota – riguarda direttamente le 34 persone anziane non autosufficienti, quelle in attesa di risposta, le rispettive famiglie e le 50 persone che vi operano. Se analizziamo i dati relativi alle risposte servizi dati agli anziani non autosufficienti sul territorio risulta il divario sempre crescente fra l'incremento del bisogno riconosciuto (anziani presi in carico) ed anziani esclusi e le risorse invariate e a volte in diminuzione comportano per le persone e le loro famiglie risposte, già insufficienti che tendono a diminuire. A questo si aggiunge il problema delle liste di attesa (vedi risposte non date sull'accesso alle rsa)».. Rispetto al dibattito in corso sul futuro di Villa Santa Maria, i sindacati fissano alcuni punti: «Dobbiamo partire da una visione d'insieme delle politiche riguardanti gli anziani e gli anziani non autosufficienti, il problema non può essere quello di fare cassa su coloro che sono in condizione di disagio; va bloccata e invertita la politica che programma in continuità l'indebolimento della gestione/controllo del pubblico rispetto al privato e privato sociale nelle sue diverse articolazioni. Una scelta che sulle rsa a Lucca, viene da lontano. Appalto con Kcs, nel 2015 l'appalto in concessione della Rsa della Pia Casa e di Monte San Quirico. Appalti che hanno comportato un servizio inferiore agli anziani residenti con problemi per gli operatori (vedi gli esuberi ancora non assorbiti)».
Oggi aumentano le preoccupazioni per la rsa di Villa Santa Maria dove è in discussione la qualità e la continuità del servizio dato agli anziani residenti e la messa in discussione del posto di lavoro per gli operatori. A questo si aggiunge la decisione della Regione di liberalizzare l'assegnazione delle quote sanitarie sulla residenzialità a disposizione delle persone e non più dei Comuni, aprendo la residenzialità per gli anziani non autosufficienti a pure logiche di mercato.
Come sindacati dei pensionati) richiediamo al sindaco Alessandro Tambellini, di aprire un tavolo di confronto sull'insieme delle questioni riguardanti le politiche a sostegno degli anziani e degli anziani non autosufficienti e in questo quadro affrontare i problemi della Rsa di Villa Santa Maria che nell'immediato coinvolge i 50 operatori che Vi operano, 34 anziani e le loro famiglie. Gli operatori e gli anziani di oggi e quelli di domani».
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