Almeno 7 furti in curriculum per i tre arrestati a Barga
Furono fermati lo scorso settembre a Fornaci dopo un colpo a Ponte all’Ania Le indagini dei carabinieri hanno ricostruito altri colpi a partire da maggio
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BARGA. Come si sospettava sin dall’inizio quella a Fornaci non era la prima “impresa” dei tre banditi che, la sera del 3 settembre, vennero arrestati alla stazione ferroviaria della frazione barghigiana dopo aver commesso un furto a Ponte all’Ania. Lo hanno dimostrato le indagini dei carabinieri del Nor e della stazione di Fornaci, che hanno denunciato per furto aggravato i tre giovani, tutti di nazionalità albanese, di 26, 19 e 18 anni, e tutti senza fissa dimora.
Le indagini dei militari hanno portato a scoprire che i tre, nel periodo compreso tra maggio e settembre (quando furono arrestati) si sarebbero resi responsabili di almeno altri sette colpi: 6 in abitazione e uno in un negozio. Teatro delle loro scorribande la Valle del Serchio ma non solo: i sette furti sono stati infatti commessi nei territori di Castelnuovo e Barga, ma anche a Lucca, presumibilmente utilizzando il treno come mezzo per spostarsi nelle località “prescelte” per i loro colpi, quasi come dei pendolari che andavano al lavoro. Dei pendolari del crimine appunto, come si sospettò da subito.
Nei loro colpi i banditi si sarebbero impossessati di materiale informatico, oggettistica varia e gioielli in oro, per un valore di circa 5mila euro. Refurtiva recuperata e restituita ai proprietari.
I tre si trovano tuttora in carcere.
Le indagini dei militari hanno portato a scoprire che i tre, nel periodo compreso tra maggio e settembre (quando furono arrestati) si sarebbero resi responsabili di almeno altri sette colpi: 6 in abitazione e uno in un negozio. Teatro delle loro scorribande la Valle del Serchio ma non solo: i sette furti sono stati infatti commessi nei territori di Castelnuovo e Barga, ma anche a Lucca, presumibilmente utilizzando il treno come mezzo per spostarsi nelle località “prescelte” per i loro colpi, quasi come dei pendolari che andavano al lavoro. Dei pendolari del crimine appunto, come si sospettò da subito.
Nei loro colpi i banditi si sarebbero impossessati di materiale informatico, oggettistica varia e gioielli in oro, per un valore di circa 5mila euro. Refurtiva recuperata e restituita ai proprietari.
I tre si trovano tuttora in carcere.
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