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Lucca

Centinaia in corteo fra racconti e numeri choc

di Rossella Lucchesi
Centinaia in corteo fra racconti e numeri choc

LUCCA. Nella giornata nazionale della lotta alla violenza sulle donne anche Lucca ha fatto la sua parte con una serie di manifestazioni, alle quali hanno partecipato centinaia di persone. Gli...

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LUCCA. Nella giornata nazionale della lotta alla violenza sulle donne anche Lucca ha fatto la sua parte con una serie di manifestazioni, alle quali hanno partecipato centinaia di persone. Gli incontri si sono susseguiti in diverse location, ma il momento clou è stato senz’altro l’evento promosso da Comune e Provincia in collaborazione con l’associazione Luna che gestisce il centro antiviolenza, la Cigl, la Polizia di Stato e numerosi altri sodalizi associativi del territorio. È la dottoressa Piera Banti, coordinatrice della task force del Codice rosa del pronto soccorso di Lucca con la referente infermieristica dello stesso Cristina Da Castello, insieme ad alcune esponenti del movimento “Se non ora quando” a fornirci i dati di uno dei più raccapriccianti drammi sociali del nostro tempo che ogni giorno assume contorni sempre più preoccupanti. Numeri che fanno riflettere. Numeri di una guerra silenziosa che si svolge dove meno te lo aspetti, ma soprattutto con chi meno te lo aspetteresti. Basti dire che dal 2004 al 2015 in Italia sono state uccise 1868 donne, una ogni due giorni. E 76 dal gennaio all’agosto 2016, di cui quattro bruciate, una ogni tre giorni. Tredici i femminicidi avvenuti in provincia di Lucca dal 2007 ad oggi, l’ultimo dei quali quello di Vania Vannucchi. 1174 i casi di maltrattamento di adulti e 192 pediatrici registrati al Codice rosa negli ultimi quattro anni. Dal 2015 ad oggi 55 le donne e 64 i minori accolti nelle case rifugio di Lucca.

Una piaga che sembra non avere fine «che, spiegano dal Codice rosa, si presenta come una violenza ciclica. Tutto inizia con le umiliazioni e le offese per arrivare alla violenza psicologica e alle percosse, mentre la vittima è sempre più fragile e incapace di reagire e di ribellarsi, tanto che spesso si autoaccusa e torna insieme al suo carnefice del quale ormai è totalmente succube». La manifestazione di ieri vuole dunque essere uno stimolo a denunciare i fatti di violenza che quasi sempre avvengono dentro le pareti domestiche o sono frutto di rapporti malati con uomini padroni.

Una partecipazione massiccia che ha raccolto anche molti passanti, uomini, donne e tanti giovani, studenti e sportivi che con orgoglio si sono appuntati alla giacca la coccarda rosa e il fiocco bianco, simboli della lotta alla violenza contro le donne, prima di seguire il corteo, partito da palazzo Ducale, nel cui cortile Carrara campeggiava una “processione” di scarpette rosse. Prima tappa il loggiato di palazzo Pretorio dove, dopo l’introduzione dell’assessore Ilaria Vietina, sono state lette storie di violenza, la prima delle quali tratta da una notizia rinvenuta nell’archivio storico comunale che racconta di un fatto del 1810 ai danni di una ragazza lucchese. Applausi per il drammatico racconto dell’esperienza della giovane marocchina Marwa Karakri. Secondo step alla panchina rossa in piazza della Misericordia per spiegare il significato del femminicidio e fornire dati inquietanti, poi la sosta nell’atrio di palazzo Santini con le poesie lette da alcuni esponenti di associazioni maschili a sostegno del progetto. Il corteggio è quindi proseguito verso via Fillungo per rientrare in piazza San Michele.

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