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Aperto il tavolo di confronto 

Villa Santa Maria al bivio: concessione o chiusura

Villa Santa Maria al bivio: concessione o chiusura

LUCCA. Villa Santa Maria, Comune a un bivio: concessione ventennale o chiusura. Aperto il tavolo di confronto ma l’opposizione attacca: “No alla chiusura”. Come annunciato durante il consiglio...

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LUCCA. Villa Santa Maria, Comune a un bivio: concessione ventennale o chiusura. Aperto il tavolo di confronto ma l’opposizione attacca: “No alla chiusura”. Come annunciato durante il consiglio comunale di giovedì sera dall'assessore alle politiche sociali Lucia Del Chiaro, ieri a palazzo Orsetti si è aperto il tavolo di confronto fra amministrazione comunale e rappresentanti dei lavoratori per tracciare in maniera più possibile condivisa il percorso relativo alla Rsa di Villa Santa Maria.

Le ipotesi. Il confronto, iniziato attorno alle 12, è andato avanti per oltre due ore. In un clima di grande franchezza l'assessore Del Chiaro ha illustrato a Cigl Cisl e Uil i due possibili scenari che si aprono, “tenendo conto – ha detto – che le due categorie che dobbiamo tutelare sono gli anziani e i lavoratori e che la nuova legge regionale, con applicazione dal primo gennaio 2017, ha modificato il ruolo che i Comuni devono svolgere, passando da fornitori di servizi a erogatori di quote sociali che il cittadino può spendere dove preferisce».

Le due strade alternative illustrate ai sindacati sono, da una parte, andare a gara con una lunga concessione per villa Santa Maria, valutandone le opportune modalità in quanto il concessionario dovrebbe farsi carico di tutta una serie di spese per effettuare i notevoli lavori da compiere alla struttura. L'altra soluzione è ricercare la migliore collocazione condivisa secondo le norme vigenti per gli anziani e i dipendenti ».

I nodi. «È chiaro – ha ribadito l'assessore – che il tema è di difficile gestione e che non esistono soluzioni facilmente percorribili. Anche per questo riteniamo essenziale il confronto aperto con i rappresentanti dei lavoratori. Il nostro impegno infatti è di mettere in essere la soluzione migliore a tutela degli ospiti della struttura e di chi nella struttura oggi lavora». Durante l'incontro l'amministrazione ha fornito risposta a una serie di questioni di dettaglio poste dai rappresentanti dei lavoratori, registrando da parte dei sindacati la richiesta, ovviamente accolta, ad andare avanti, passo passo, nella piena trasparenza e condivisione di tutti i percorsi, essendo per gli uni e per gli altri il medesimo obiettivo quello della tutela e garanzia degli ospiti e la salvaguardia occupazionale. Ora le organizzazioni sindacali riporteranno le risultanze di questo primo incontro all'interno delle rispettive assemblee, per ritornare a riunirsi al tavolo il 27 novembre.

Le opposizioni. In una nota firmata da tutti i consiglieri di opposizione si attacca l’amministrazione: «Il consiglio comunale di ieri sera ha mostrato tutti i limiti di una maggioranza, che governa la città senza idee e progetti. La questione delle Rsa, le residenze sanitarie per le persone anziane che necessitano assistenza, è stata posta con un consiglio comunale straordinario chiesto dalle sole opposizioni perché delle tre strutture esistenti, due sono state date in concessione lo scorso anno con traumi occupazionali e problemi legati alla riduzione del servizio, e la terza (Villa Santa Maria) è in appalto con proroga (14 volte) fino al 31 dicembre 2017. La preoccupazione per il personale è alta: si teme sia l'ipotesi della concessione, per la riduzione del servizio che imporrebbe, in analogia con quanto già successo alla Pia Casa ed a Monte San Quirico, che l'ipotesi della chiusura della struttura che comporterebbe un taglio di personale maggiore e per gli ospiti la ricollocazione altrove con tutti i traumi conseguenti. La scelta di rendere marginale Villa Santa Maria è stata evidentemente perseguita già da anni, si pensi che oggi ci sono 34 ospiti, mentre in passato ce ne stavano quasi 70, ed al di là dei progetti sul futuro oggi ci sono molte persone in lista di attesa, è quindi evidente la volontà di risparmiare sulle cure degli anziani. Per quanto riguarda i dipendenti, oggi sono circa 50 per cui sono molte le famiglie preoccupate, e trattandosi di occupazione prevalentemente femminile il problema è più complesso».

«Come opposizioni – prosegue la nota – abbiamo chiesto un impegno a garantire il servizio, a mantenere i posti di lavoro e a recuperare un servizio migliore anche nelle due strutture già in concessione. Chiederemo nuovamente un consiglio comunale straordinario».



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