Ladri in azione persino in libreria
Rubano edizioni costose che poi rivendono sulle bancarelle di altre città
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LUCCA. Ladri affamati... di cultura. Non sono solo i negozi di abbigliamento a lottare quotidianamente contro malviventi sfacciati e senza paura, pronti a far sparire vestiti e accessori a ritmi vertiginosi. Il problema dei furti riguarda anche altri tipi di attività, persino le più impensabili. Ad esempio le librerie. Lo sanno bene allo store della Mondadori, che sorge nelle magnifiche stanze di palazzo Cenami. Ladri di libri organizzati in piccoli gruppi e provenienti da Firenze, fino a qualche tempo fa erano soliti far razzia di costosi volumi. «Prendono libri di arte, di fotografia – spiegano i beni informati – Di solito puntano alle edizioni più curate e di maggior prezzo. Arrivano a portare via fino a 200-300 euro». Lo schema è semplice: un gruppetto di 2-3 persone entra in libreria e si sparpaglia nelle sale. Uno tiene sotto controllo i commessi e gli altri agiscono. Per compiere queste razzie indossano grossi giacconi, con delle tasche interne all’interno delle quali riescono a inserire libri di grandi dimensioni. Per non parlare poi dei dvd: spariscono in tempi record e per questo negli ultimi tempi la libreria ne tiene molti di meno.
Pare che la refurtiva venga rivenduta sulle bancarelle di libri di Firenze e che dietro questi traffici ci sia un vero e proprio business, gestito da gruppi organizzati. Negli ultimi tempi i raid sono diminuiti, ma comunque non mancano i ladruncoli occasionali: si va dall’anziano cleptomane, allo studente squatrinato amante delle graphic novel, passando per la casalinga bramosa di scoprire (gratis) le Cinquanta sfumature di grigio e i suoi epigoni. Ma sono malviventi improvvisati. Spesso dimenticano di togliere l’anti-taccheggio dalle pagine del libro e quando arrivano all’uscita scatta l’allarme. Gli addetti intervengono ma possono fare ben poco: se la refurtiva non supera un certo valore non si può sporgere denuncia. E in ogni caso sarebbe una perdita di tempo. Così il mal fattore scoperto posa la merce, abbozza un’improbabile scusa e se ne va con la coda tra le gambe. (g.p.)
Pare che la refurtiva venga rivenduta sulle bancarelle di libri di Firenze e che dietro questi traffici ci sia un vero e proprio business, gestito da gruppi organizzati. Negli ultimi tempi i raid sono diminuiti, ma comunque non mancano i ladruncoli occasionali: si va dall’anziano cleptomane, allo studente squatrinato amante delle graphic novel, passando per la casalinga bramosa di scoprire (gratis) le Cinquanta sfumature di grigio e i suoi epigoni. Ma sono malviventi improvvisati. Spesso dimenticano di togliere l’anti-taccheggio dalle pagine del libro e quando arrivano all’uscita scatta l’allarme. Gli addetti intervengono ma possono fare ben poco: se la refurtiva non supera un certo valore non si può sporgere denuncia. E in ogni caso sarebbe una perdita di tempo. Così il mal fattore scoperto posa la merce, abbozza un’improbabile scusa e se ne va con la coda tra le gambe. (g.p.)
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