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Sul mercato immobiliare c’è anche Villa Politi
di Emanuela Ambrogi
Lo splendido complesso dal Colle di Lugliano domina su tutta la Val di Lima Attualmente è di proprietà dell’istituto religioso delle suore Barbantini
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BAGNI DI LUCCA. C’è anche la splendida Villa Politi, dimora settecentesca che dal Colle di Lugliano domina sui quattro lati l’intera Val di Lima, tra gli immobili storici e di prestigio finiti sul mercato. Oggi la costruzione che si trova poco prima di entrare nell’abitato di Lugliano, dopo aver percorso una salita lastricata, sembra quasi una “bella addormentata”. Il complesso – dove si erge maestoso un albero piantato nel 1.600 come indica una lapide – domina un panorama di rara bellezza dai primi del ’700, ma è dimenticato o sconosciuto ai più. Di proprietà della famiglia Politi, ricchi commercianti di seta che esportavano in tutta Europa (nel casato appaiono anche alti prelati), la villa è passata all’Istituto religioso delle suore Barbantini nel 1950. Da qualche tempo è in vendita, ma intanto viene offerta anche come luogo di vacanza sul web.
La struttura, considerata ideale per un albergo a cinque stelle o una spa di lusso, offre una visuale a tutto tondo che spazia dalle Pizzorne alla Garfagnana, dalla valle della Lima fino al paese di Ghivizzano. La villa ha un parco all’italiana, reso ancora più attraente da un labirinto arboreo formato da 93 piante di bosso, unico nella zona (ne esisteva uno simile alla Villa, vicino alla ex casa Giorgi, ma fu distrutto per fare spazio alla costruzione dell’attuale ufficio postale e al parcheggio). Al termine del labirinto c’è una strada che potrebbe permettere di arrivare a uno spazio utilizzabile come area sosta.
Perché, ci si chiede, non far diventare il labirinto e il parco luogo di gita e di scoperta? «La dimora rappresenta un potenziale enorme – spiega Virgilio Contrucci, cultore della storia locale e camerlengo della Vicaria Val di Lima – ma non è valorizzata. Quanti conoscono Villa Politi e il suo labirinto? E vogliamo parlare di questo albero del 1600? In quanti hanno visto poi i resti del castello che si trovano in cima al paese di Lugliano, ultimo feudo della famiglia Suffredinghi, di origine longobarda? ».
Lugliano è anche meta per tanti curiosi alla ricerca del mitico tempio che conserverebbe una statua d’oro dedicata al dio Giano, e seppellita per evitare che barbari e invasori la razziassero. Sulle tracce di questa leggenda, sono da sempre molti villeggianti di Bagni di Lucca che non perdono l’occasione per un’escursione in un posto splendido, a 401 metri di altezza, un borgo di struttura medievale arricchito sulla somma da un bel castello. «Non stupisce la leggenda sul tempio del dio Giano: tra le ipotesi sull’origine del nome Lugliano – riprende Contrucci – la più accreditata è quella che il nome derivi dal termine latino “Lucus Jani” a indicare l’insediamento sorto su un bosco che sarebbe stato sacro a Giano. Altri propendono per la tesi che Lugliano sarebbe la trasposizione del nome di un colono romano, Lollius, proprietario della terra della zona. Quello che è certo è che Lugliano è ricordato in una pergamena dell’Archivio arcivescovile già nell’anno 853. Fu feudo della famiglia Sufferdinghi, poi ceduto dall’imperatore Federico II di Svevia al Comune di Lucca». A Lugliano è da vedere al Castello il misterioso sasso dell’impiccato, dove la leggenda narra che fossero eseguite le sentenze capitali, così come sono curiose le gallerie che attraversano da una parte all’altra l’abitato e ancora visibili in alcune cantine del paese.
La struttura, considerata ideale per un albergo a cinque stelle o una spa di lusso, offre una visuale a tutto tondo che spazia dalle Pizzorne alla Garfagnana, dalla valle della Lima fino al paese di Ghivizzano. La villa ha un parco all’italiana, reso ancora più attraente da un labirinto arboreo formato da 93 piante di bosso, unico nella zona (ne esisteva uno simile alla Villa, vicino alla ex casa Giorgi, ma fu distrutto per fare spazio alla costruzione dell’attuale ufficio postale e al parcheggio). Al termine del labirinto c’è una strada che potrebbe permettere di arrivare a uno spazio utilizzabile come area sosta.
Perché, ci si chiede, non far diventare il labirinto e il parco luogo di gita e di scoperta? «La dimora rappresenta un potenziale enorme – spiega Virgilio Contrucci, cultore della storia locale e camerlengo della Vicaria Val di Lima – ma non è valorizzata. Quanti conoscono Villa Politi e il suo labirinto? E vogliamo parlare di questo albero del 1600? In quanti hanno visto poi i resti del castello che si trovano in cima al paese di Lugliano, ultimo feudo della famiglia Suffredinghi, di origine longobarda? ».
Lugliano è anche meta per tanti curiosi alla ricerca del mitico tempio che conserverebbe una statua d’oro dedicata al dio Giano, e seppellita per evitare che barbari e invasori la razziassero. Sulle tracce di questa leggenda, sono da sempre molti villeggianti di Bagni di Lucca che non perdono l’occasione per un’escursione in un posto splendido, a 401 metri di altezza, un borgo di struttura medievale arricchito sulla somma da un bel castello. «Non stupisce la leggenda sul tempio del dio Giano: tra le ipotesi sull’origine del nome Lugliano – riprende Contrucci – la più accreditata è quella che il nome derivi dal termine latino “Lucus Jani” a indicare l’insediamento sorto su un bosco che sarebbe stato sacro a Giano. Altri propendono per la tesi che Lugliano sarebbe la trasposizione del nome di un colono romano, Lollius, proprietario della terra della zona. Quello che è certo è che Lugliano è ricordato in una pergamena dell’Archivio arcivescovile già nell’anno 853. Fu feudo della famiglia Sufferdinghi, poi ceduto dall’imperatore Federico II di Svevia al Comune di Lucca». A Lugliano è da vedere al Castello il misterioso sasso dell’impiccato, dove la leggenda narra che fossero eseguite le sentenze capitali, così come sono curiose le gallerie che attraversano da una parte all’altra l’abitato e ancora visibili in alcune cantine del paese.
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