Il presidio
Grandi lavori per i negozi temporanei
di Federica Scintu
Sono tre le licenze alimentari concesse Il Comune ha annunciato controlli
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LUCCA. Li riconosci dal numero di scatoloni ammassati davanti alle vetrine o dal furgone parcheggiato a poca distanza carico di gadget dei supereroi o di accessori dedicati ai cosplayer. Li riconosci anche perché della merce che era esposta fino al giorno prima non c’è più traccia, come non c’è traccia degli arredi totalmente polverizzati per fare spazio a peluche e magliette.
Sono i negozi del centro storico che per i cinque giorni del Lucca Comics&Games, ormai da anni, cambiano veste trasformandosi in temporary store dedicati alla vendita di prodotti in tema con il festival o a cibi e bevande: via San Paolino, piazza Napoleone, via Beccheria e via Vittorio Veneto ma anche la zona di porta San Pietro e quella di piazza San Francesco, è qui che si concentrano la maggior parte delle “attività a tempo”, quelle che aprono i battenti il giorno in cui la manifestazione inizia e chiudono la sera stessa in cui finisce.
L’imperativo è quello di lavorare in fretta e già da ieri mattina sono iniziati i primi sbaracchi da parte dei “titolari” che hanno fatto spazio ai nuovi inquilini: così diventa normale veder scaricare per strada enormi pacchi e pannelli o portar via pezzi di manichini; anche se, rispetto allo scorso anno, la sensazione è che gli sbaracchi siano partiti un po’ in sordina: tanto che vien da pensare che il fenomeno temporary store sia stato, nonostante l’aumento delle licenze concesse quest’anno, un minimo contenuto almeno nell’impatto visivo. Certo è prematuro fare un bilancio anche perché oggi c’è ancora tutto il tempo per vedere comparire “nuovi negozi” ma a fare fede sono solo e soltanto le autorizzazioni concesse dal Suap (sportello unico per le attività produttive), 37 in tutto, delle quali tre sono state rilasciate ad attività di tipo alimentare. Nel 2016 le autorizzazioni concesse erano state in tutto 25, quattro di tipo alimentare.
Per ora si sa, per quanto riguarda le “licenze alimentari”, che anche quest’anno nella sede del comitato popolare San Francesco ci sarà la consueta vendita di panini e bibite. A confermarlo è la presidente del comitato, Sonia Bernicchi: «Abbiamo presentato la Scia ad agosto – dichiara – e ci è stata concessa l’autorizzazione come negozio di vicinato ma non so se il nostro è uno dei tre autorizzati che rientra nelle “attività alimentari” anche perché noi non cuciniamo nulla all’interno della sede del comitato». Il Comune ha annunciato, nei confronti delle attività temporanee e non, controlli molto severi durante il festival: pugno duro dunque nei confronti di chi non rispetta le regole.
Sono i negozi del centro storico che per i cinque giorni del Lucca Comics&Games, ormai da anni, cambiano veste trasformandosi in temporary store dedicati alla vendita di prodotti in tema con il festival o a cibi e bevande: via San Paolino, piazza Napoleone, via Beccheria e via Vittorio Veneto ma anche la zona di porta San Pietro e quella di piazza San Francesco, è qui che si concentrano la maggior parte delle “attività a tempo”, quelle che aprono i battenti il giorno in cui la manifestazione inizia e chiudono la sera stessa in cui finisce.
L’imperativo è quello di lavorare in fretta e già da ieri mattina sono iniziati i primi sbaracchi da parte dei “titolari” che hanno fatto spazio ai nuovi inquilini: così diventa normale veder scaricare per strada enormi pacchi e pannelli o portar via pezzi di manichini; anche se, rispetto allo scorso anno, la sensazione è che gli sbaracchi siano partiti un po’ in sordina: tanto che vien da pensare che il fenomeno temporary store sia stato, nonostante l’aumento delle licenze concesse quest’anno, un minimo contenuto almeno nell’impatto visivo. Certo è prematuro fare un bilancio anche perché oggi c’è ancora tutto il tempo per vedere comparire “nuovi negozi” ma a fare fede sono solo e soltanto le autorizzazioni concesse dal Suap (sportello unico per le attività produttive), 37 in tutto, delle quali tre sono state rilasciate ad attività di tipo alimentare. Nel 2016 le autorizzazioni concesse erano state in tutto 25, quattro di tipo alimentare.
Per ora si sa, per quanto riguarda le “licenze alimentari”, che anche quest’anno nella sede del comitato popolare San Francesco ci sarà la consueta vendita di panini e bibite. A confermarlo è la presidente del comitato, Sonia Bernicchi: «Abbiamo presentato la Scia ad agosto – dichiara – e ci è stata concessa l’autorizzazione come negozio di vicinato ma non so se il nostro è uno dei tre autorizzati che rientra nelle “attività alimentari” anche perché noi non cuciniamo nulla all’interno della sede del comitato». Il Comune ha annunciato, nei confronti delle attività temporanee e non, controlli molto severi durante il festival: pugno duro dunque nei confronti di chi non rispetta le regole.
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