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Lucca

Laghi a secco in Garfagnana, pesci “trasferiti” da Enel e Fipsas

di Luca Dini
Laghi a secco in Garfagnana, pesci “trasferiti” da Enel e Fipsas

La carenza di piogge ha costretto allo svuotamento dei bacini di Gramolazzo e Turrite Cava  per evitare di lasciare il Serchio senza acqua, ma prima si è provveduto a salvare la fauna ittica

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MINUCCIANO. Lago di Gramolazzo, vuoto. Lago di Turrite Cava, vuoto. E in Garfagnana sono iniziate le preoccupazioni sia per il rifornimento idrico, sia per il destino dei pesci presenti nei due bacini. Sul caso è intervenuta anche Enel, per spiegare cosa sta accadendo. I bacini, si legge sulla nota della società, sono stati svuotati a causa delle carenze nell’asta del Serchio con conseguente poca acqua negli invasi Enel. Ma, prima dello svuotamento, si è pensato alla fauna ittica e in collaborazione con Fipsas, Federazione Italiana Pesca Sportiva, sono state fatte una serie di azioni preventive e di soccorso seguendo un protocollo d’intesa nazionale. In particolare, grazie alla collaborazione tra i tecnici Enel Green Power dell’Unità di Corfino e i volontari della Fipsas territoriale sono state messe in campo attività di prevenzione e di pronto intervento per il recupero della fauna ittica nel lago di Gramolazzo, che hanno consentito di salvare molti pesci, circa 20 quintali, e di circoscrivere il problema fino alla risoluzione, visto che nel fine settimana scorso il bacino è risalito di livello e a oggi non si ravvisa presenza di pesci morti.

Naturalmente Enel è intervenuta anche sulle polemiche per gli invasi vuoti: «Siamo in stretto contatto con le autorità di bacino e le istituzioni per monitorare la situazione e per tutelare l’ecosistema del fiume, a partire dal Dmv (deflusso minimo vitale) garantito durante tutto l’anno solare. La scarsità di acqua, però, non è un problema dipendente da Enel o da altri soggetti, e in questi casi si attivano tutte le collaborazioni possibili per effettuare interventi di prevenzione a salvaguardia dell’ambiente e della fauna ittica».

Il protocollo con Fipsas, invece, ha l’obiettivo di promuovere progetti di valorizzazione dei bacini idrici di proprietà Enel attraverso azioni di monitoraggio e programmazione per la tutela del patrimonio ittico presente, nonché di incentivare la pratica della pesca sportiva, regolamentata dalla Fipsas, nei bacini stessi.

In particolare, in base all’intesa, Fipsas collabora con Enel nelle azioni di recupero, sorveglianza e ripopolamento della fauna ittica durante le eventuali operazioni di svuotamento parziale o totale degli invasi, per la conservazione e salvaguardia degli habitat e delle specie presenti nei bacini. Il protocollo, inoltre, regola l’accesso degli associati Fipsas ai bacini di proprietà di Enel per chi pratica la pesca sportiva, secondo apposite norme di comportamento e di sicurezza, in particolare con iniziative di formazione specifiche per elevare il grado di sensibilizzazione dei pescatori sul tema del rischio “elettrocuzione”, ossia di folgorazione, in caso di attività di pesca in prossimità di linee elettriche.

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