Il presidio
Gallicano al voto per dire sì o no alla fusione a tre
Il sindaco Saisi convoca un referndum informale L’11 novembre assemblea pubblica in sala Guazzelli
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GALLICANO . Comune unico? Sì, no, forse. Intanto, in attesa dei primi passi ufficiali nei consigli comunali di Molazzana e Fabbriche di Vergemoli, il sindaco di Gallicano David Saisi ha fissato la road map per arrivare ad una decisione condivisa con la popolazione. L'11 novembre prossimo, in Sala Guazzelli, si terrà una pubblica assemblea per dare modo alla gente ed esponenti politici di illustrare le ragioni del sì o del no al nuovo ente che arriverebbe a contare circa 5.600 abitanti. Successivamente, il 26 novembre è stata indetta una consultazione popolare a titolo informale solo sulla carta, ma che in realtà ha un significato politico importante.
Dunque, sul fondovalle, si è scelto il percorso inverso rispetto a quello adottato dai due potenziali partners istituzionali. Saisi, prima di esprimersi, vuol pesare tutte le opzioni, i suoi colleghi Michele Giannini e Rino Simonetti, da mesi sono schierati per la fusione. Una operazione, questa, che qualcuno reputa affascinante, e altri rischiosa. Cambiare confini, nome e abitudini secolarizzata non è cosa facile, anche perché i passaggi ufficiali prevedono ratifiche dei consigli comunali e successivi referendum ufficiali con tanto di quorum. Il nodo, senza girarci attorno, è squisitamente politico.
David Saisi ha sempre detto di voler valutare appieno ogni ipotesi e ascoltare i cittadini, senza bruciare le tappe. Un atteggiamento che molti hanno interpretato per un "no" alla fusione. Dall'altra parte, il centrosinistra gallicanese, per bocca dell'ex sindaco e consigliere regionale Ardelio Pellegrinotti, ha sempre sostenuto il progetto di un maxi Comune da 20.000 abitanti con Barga e Coreglia, senza coinvolgimento di Fabbriche di Vergemoli e Molazzana. Quindi, sulla carta, se tutti ascoltassero i leader carismatici degli schieramenti in campo, non se ne farebbe di nulla. Altro aspetto importante, la partecipazione popolare. Nelle ultime quattro elezioni, si sono recati alle urne mediamente 2.500 elettori, una buona percentuale anche se in calo rispetto al passato. Una scelta epocale come la "dismissione" di un ente, passa anche da ciò. Ma ormai, la resa dei conti è in arrivo.
Nicola Bellanova
Dunque, sul fondovalle, si è scelto il percorso inverso rispetto a quello adottato dai due potenziali partners istituzionali. Saisi, prima di esprimersi, vuol pesare tutte le opzioni, i suoi colleghi Michele Giannini e Rino Simonetti, da mesi sono schierati per la fusione. Una operazione, questa, che qualcuno reputa affascinante, e altri rischiosa. Cambiare confini, nome e abitudini secolarizzata non è cosa facile, anche perché i passaggi ufficiali prevedono ratifiche dei consigli comunali e successivi referendum ufficiali con tanto di quorum. Il nodo, senza girarci attorno, è squisitamente politico.
David Saisi ha sempre detto di voler valutare appieno ogni ipotesi e ascoltare i cittadini, senza bruciare le tappe. Un atteggiamento che molti hanno interpretato per un "no" alla fusione. Dall'altra parte, il centrosinistra gallicanese, per bocca dell'ex sindaco e consigliere regionale Ardelio Pellegrinotti, ha sempre sostenuto il progetto di un maxi Comune da 20.000 abitanti con Barga e Coreglia, senza coinvolgimento di Fabbriche di Vergemoli e Molazzana. Quindi, sulla carta, se tutti ascoltassero i leader carismatici degli schieramenti in campo, non se ne farebbe di nulla. Altro aspetto importante, la partecipazione popolare. Nelle ultime quattro elezioni, si sono recati alle urne mediamente 2.500 elettori, una buona percentuale anche se in calo rispetto al passato. Una scelta epocale come la "dismissione" di un ente, passa anche da ciò. Ma ormai, la resa dei conti è in arrivo.
Nicola Bellanova
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