Sette colpi al giorno Lucca capitale dei furti in casa
di Gianni Parrini
La nostra provincia 12ª in Italia nella classifica dei reati ma si conferma come regno dei topi d’appartamento
4 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Si sentono tranquilli, quasi imprendibili e non temono neppure telecamere o sistemi di allarme. Agiscono sul far della sera, ma se capita l’occasione non disdegnano il blitz diurno. E sono pure suscettibili: se colti sul fatto hanno l’ardire di insultare il disturbatore-proprietario di casa, come è successo giorni fa a una famiglia di Camigliano: «Prima di fuggire i ladri ci hanno pure insultato». La provincia di Lucca è prima in Italia per i furti in appartamento: 7 al giorno di media. Ieri vi abbiamo raccontato di ben 18 colpi messi a segno nell’arco di 48 ore solo tra Piana e città. Se non è record poco ci manca. Ora a certificare una situazione incresciosa dal punto di vista della sicurezza domestica arriva anche la tradizionale classifica del Sole24ore. E qui la nostra provincia si infila la maglia nera per questa specifica tipologia di reati. Ma ci sono anche altre cose interessanti in questa pletora di numeri e cifre che vale la pena sottolineare.
La classifica. La fotografia delittuosa delle 106 province italiane scattata dal quotidiano di Confindustria è stata elaborata sulla base dei dati forniti dal dipartimento per la Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, che ha raccolto le denunce presentate in tutto il Belpaese nel corso del 2016. Partiamo col dire che il trend, sia a livello locale sia a livello nazionale, è positivo: in Italia i delitti sono calati del 7,4% nell’ultimo anno e a Lucca le cose sono andate anche meglio (-8,3%). Ma veniamo alle dolenti note: nella graduatoria generale sulla criminalità, in cui Milano si piazza al primo posto (237.365 illeciti l’anno, circa 650 al giorno), Lucca si piazza al 12° posto con 19.022 delitti, una media di 52 al giorno, due ogni ora. Non sono tanti in termini assoluti se paragonati a quelli di centri ben più grandi, ma rapportati sul parametro dei delitti commessi ogni 100mila abitanti (4.876,9 per Lucca) la collocazione della nostra provincia è proprio quella: 12ª. In pratica la placida, opulenta e tranquilla provincia lucchese, regno del garbo e del quieto vivere, si colloca alle soglie della top ten delle province criminali, davanti a territori quali Napoli, Palermo, Reggio Calabria.
Come è possibile? Il fenomeno si spiega con la fiducia che i cittadini del nostro territorio nutrono nelle forze dell’ordine e nell’elevato controllo sociale che vige in queste zone. Un’abitudine alla legalità tale da far sì che anche un semplice furto di bicicletta venga immediatamente denunciato alle autorità. Non ci sono dati a provarlo, ma è facile immaginare che ciò non avvenga con tale sistematicità in tutte le zone d’Italia. Poi, a ingrossare i dati sul crimine della provincia lucchese, c’è ciò che avviene di là dal monte Quiesa, in quella Versilia che d’estate attira turisti ma anche delinquenti. Restringendo il confronto su scala regionale, c’è da sottolineare come Lucca sia preceduta da Prato (5° e con un aumento dei furti rispetto al 2015), Firenze (6°) e Pisa (10°) e si posizioni davanti a Livorno (17°) e Pistoia (22°).
Venendo allo specifico dei reati. Lucca è 8ª per furti, 17ª per le rapine, mentre non compare nelle prime posizioni per quando riguarda estorsioni, omicidi, associazioni di tipo mafioso o a delinquere, riciclaggio, truffa, frodi informatiche e usura. Venendo allo specifico dei furti siamo 13° per quelli con destrezza (che sono in aumento nel 2017, secondo un dato fornito qualche tempo fa dalla prefettura), 21° per furti negli esercizi commerciali, 8° per scippi e primi, come detto, per i colpi in appartamento. Quest’ultimo dato non è nuovo.
Già in passato Lucca aveva occupato il gradino più alto del podio in questa speciale fattispecie, che nel corso degli anni ha fatto dannare questori e vertici dell’Arma. Nel 2011, ad esempio, Lucca era il regno dei “topi d’appartamento”, con 2.256 furti. Si è andati avanti così fino al 2015, quando abbiamo ceduto il poco invidiabile primo posto a Ravenna, accomodandoci sul terzo gradino del podio. Con la classifica del 2016, però, Lucca si è ripresa lo scettro, sistemando alle sue spalle Asti e Modena. E questo nonostante i furti in casa siano calati rispetto all’anno precedente: da 725 a 651 ogni 100mila abitanti. Evidentemente gli altri hanno fatto meglio. Facendo i conti, si stima che in provincia di Lucca ci siano stati 2.539 colpi in appartamento. Un fatto endemico legato alla conformazione del nostro territorio, dove ci sono molte frazioni e diverse case isolate in zone di campagna.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La classifica. La fotografia delittuosa delle 106 province italiane scattata dal quotidiano di Confindustria è stata elaborata sulla base dei dati forniti dal dipartimento per la Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, che ha raccolto le denunce presentate in tutto il Belpaese nel corso del 2016. Partiamo col dire che il trend, sia a livello locale sia a livello nazionale, è positivo: in Italia i delitti sono calati del 7,4% nell’ultimo anno e a Lucca le cose sono andate anche meglio (-8,3%). Ma veniamo alle dolenti note: nella graduatoria generale sulla criminalità, in cui Milano si piazza al primo posto (237.365 illeciti l’anno, circa 650 al giorno), Lucca si piazza al 12° posto con 19.022 delitti, una media di 52 al giorno, due ogni ora. Non sono tanti in termini assoluti se paragonati a quelli di centri ben più grandi, ma rapportati sul parametro dei delitti commessi ogni 100mila abitanti (4.876,9 per Lucca) la collocazione della nostra provincia è proprio quella: 12ª. In pratica la placida, opulenta e tranquilla provincia lucchese, regno del garbo e del quieto vivere, si colloca alle soglie della top ten delle province criminali, davanti a territori quali Napoli, Palermo, Reggio Calabria.
Come è possibile? Il fenomeno si spiega con la fiducia che i cittadini del nostro territorio nutrono nelle forze dell’ordine e nell’elevato controllo sociale che vige in queste zone. Un’abitudine alla legalità tale da far sì che anche un semplice furto di bicicletta venga immediatamente denunciato alle autorità. Non ci sono dati a provarlo, ma è facile immaginare che ciò non avvenga con tale sistematicità in tutte le zone d’Italia. Poi, a ingrossare i dati sul crimine della provincia lucchese, c’è ciò che avviene di là dal monte Quiesa, in quella Versilia che d’estate attira turisti ma anche delinquenti. Restringendo il confronto su scala regionale, c’è da sottolineare come Lucca sia preceduta da Prato (5° e con un aumento dei furti rispetto al 2015), Firenze (6°) e Pisa (10°) e si posizioni davanti a Livorno (17°) e Pistoia (22°).
Venendo allo specifico dei reati. Lucca è 8ª per furti, 17ª per le rapine, mentre non compare nelle prime posizioni per quando riguarda estorsioni, omicidi, associazioni di tipo mafioso o a delinquere, riciclaggio, truffa, frodi informatiche e usura. Venendo allo specifico dei furti siamo 13° per quelli con destrezza (che sono in aumento nel 2017, secondo un dato fornito qualche tempo fa dalla prefettura), 21° per furti negli esercizi commerciali, 8° per scippi e primi, come detto, per i colpi in appartamento. Quest’ultimo dato non è nuovo.
Già in passato Lucca aveva occupato il gradino più alto del podio in questa speciale fattispecie, che nel corso degli anni ha fatto dannare questori e vertici dell’Arma. Nel 2011, ad esempio, Lucca era il regno dei “topi d’appartamento”, con 2.256 furti. Si è andati avanti così fino al 2015, quando abbiamo ceduto il poco invidiabile primo posto a Ravenna, accomodandoci sul terzo gradino del podio. Con la classifica del 2016, però, Lucca si è ripresa lo scettro, sistemando alle sue spalle Asti e Modena. E questo nonostante i furti in casa siano calati rispetto all’anno precedente: da 725 a 651 ogni 100mila abitanti. Evidentemente gli altri hanno fatto meglio. Facendo i conti, si stima che in provincia di Lucca ci siano stati 2.539 colpi in appartamento. Un fatto endemico legato alla conformazione del nostro territorio, dove ci sono molte frazioni e diverse case isolate in zone di campagna.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
