Sicurezza
perfezionato l’accordo del 2013
Fosber, ora tutte le azioni sono in mano dei cinesi
LUCCA. Ora Fosber è interamente dei proprietà cinese. Si è infatti perfezionato il passaggio dell’ultima fetta di capitale sociale che era rimasto in mano ai soci italiani.A confermare questo storico...
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Ora Fosber è interamente dei proprietà cinese. Si è infatti perfezionato il passaggio dell’ultima fetta di capitale sociale che era rimasto in mano ai soci italiani.
A confermare questo storico momento è stato Massimiliano Bianchi, presidente e managing director del gruppo Fosber. La cessione del 40% delle azioni alla Dong Fang Precision è stato siglato lo scorso 1° settembre, in ossequio agli accordi firmati nel 2013 che avevano già visto il passaggio del pacchetto di maggioranza del 60% dai soci italiani ai cinesi con base a Guangzhou.
Un esito che si conosceva da tempo, ma che comunque rappresenta almeno simbolicamente un momento importante per l’imprenditoria lucchese. Insieme a Salov (ceduta nel 2014 ai cinesi di Bright Food) Fosber è infatti l'unica azienda importante della Lucchesia che ha visto emigrare verso oriente il controllo del proprio pacchetto azionario.
Un passaggio che, tuttavia, non porterà a cambiamenti nella politica aziendale del gruppo che realizza macchine per fabbricare il cartone: «Nulla cambia per noi del Gruppo Fosber, e continueremo a creare valore per i nostri clienti creando relazioni durature che permettano la crescita nei loro affari, utilizzando i nostri macchinari», ha spiegato Bianchi a margine della notizia del passaggio di azioni.
L’attività “italiana”, dunque, mentirne le sue specificità. E non verrà trasferita in Cina, come già era stato assicurato nel momento della stipula degli accordi del 2013.
D’altra parte i conti di Fosber vanno a gonfie vele. Nel 2016 il gruppo ha raggiunto il fatturato record di 144 milioni di euro, con un profitto netto di 12 milioni di euro. Non a caso proprio Massimiliano Bianchi nell’ “Integrated report 2016” parla senza mezzi termini di «un anno perfetto da quasi tutti i punti di vista».
Fondata a Lucca nel 1978, per decenni la proprietà di Fosber è stata divisa fra le famiglie Bartoloni, Silvestri, Puccinelli e Mazzotti. L’attività si è concentrata in Europa, negli Stati Uniti (con uno stabilimento a Green Bay nel Wisconsin) e in Cina. Proprio la Cina è stato il punto focale del passaggio di proprietà: in un primo momento con la Dong Fang venne stabilito di mettere in piedi una joint-venture per produrre macchine ondulatrici. Poi il crescere di un rapporto di stima fra i due management portò gli italiani a decidere di cedere le proprie azioni.(l.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
A confermare questo storico momento è stato Massimiliano Bianchi, presidente e managing director del gruppo Fosber. La cessione del 40% delle azioni alla Dong Fang Precision è stato siglato lo scorso 1° settembre, in ossequio agli accordi firmati nel 2013 che avevano già visto il passaggio del pacchetto di maggioranza del 60% dai soci italiani ai cinesi con base a Guangzhou.
Un esito che si conosceva da tempo, ma che comunque rappresenta almeno simbolicamente un momento importante per l’imprenditoria lucchese. Insieme a Salov (ceduta nel 2014 ai cinesi di Bright Food) Fosber è infatti l'unica azienda importante della Lucchesia che ha visto emigrare verso oriente il controllo del proprio pacchetto azionario.
Un passaggio che, tuttavia, non porterà a cambiamenti nella politica aziendale del gruppo che realizza macchine per fabbricare il cartone: «Nulla cambia per noi del Gruppo Fosber, e continueremo a creare valore per i nostri clienti creando relazioni durature che permettano la crescita nei loro affari, utilizzando i nostri macchinari», ha spiegato Bianchi a margine della notizia del passaggio di azioni.
L’attività “italiana”, dunque, mentirne le sue specificità. E non verrà trasferita in Cina, come già era stato assicurato nel momento della stipula degli accordi del 2013.
D’altra parte i conti di Fosber vanno a gonfie vele. Nel 2016 il gruppo ha raggiunto il fatturato record di 144 milioni di euro, con un profitto netto di 12 milioni di euro. Non a caso proprio Massimiliano Bianchi nell’ “Integrated report 2016” parla senza mezzi termini di «un anno perfetto da quasi tutti i punti di vista».
Fondata a Lucca nel 1978, per decenni la proprietà di Fosber è stata divisa fra le famiglie Bartoloni, Silvestri, Puccinelli e Mazzotti. L’attività si è concentrata in Europa, negli Stati Uniti (con uno stabilimento a Green Bay nel Wisconsin) e in Cina. Proprio la Cina è stato il punto focale del passaggio di proprietà: in un primo momento con la Dong Fang venne stabilito di mettere in piedi una joint-venture per produrre macchine ondulatrici. Poi il crescere di un rapporto di stima fra i due management portò gli italiani a decidere di cedere le proprie azioni.(l.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
