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Amirfeiz: ogni giorno 60-70 operai al lavoro

Amirfeiz: ogni giorno 60-70 operai al lavoro

LUCCA. «Da domani (oggi per chi legge, ndr) saremo già a Lucca per la consegna del cantiere. C’è molto da fare ma il lavoro non ci spaventa». Alex Amirfeiz, presidente di Aspera è soddisfatto per il...

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LUCCA. «Da domani (oggi per chi legge, ndr) saremo già a Lucca per la consegna del cantiere. C’è molto da fare ma il lavoro non ci spaventa». Alex Amirfeiz, presidente di Aspera è soddisfatto per il buon esito delle trattative che hanno portato al subentro della sua azienda nei lavori alla ex Manifattura. La ditta genovese nata nel 1997 e con un accentuata vocazione al recupero degli edifici storici (vedi il colosseo) non è un gigante delle dimensioni di Unieco, ma ha solide basi e un curriculum di primo ordine, con cantieri in giro per l’Italia. Conta 130 addetti diretti, un fatturato previsto per il 2017 di euro 25 milioni, in crescita rispetto all’anno precedente di oltre il 30%. Attualmente ha un portafoglio lavori di oltre 90 milioni di euro, con progetti prevalentemente in Liguria, Piemonte, Lombardia, Toscana e Lazio. Fra i suoi lavori il restauro del colosseo, il parco Celio, l’ambasciata del Brasile a Roma, il Salone Belvedere del palazzo della Consulta e La Sapienza di Pisa. «A Pisa finiremo a novembre – dice il presidente Amirfeiz – A Lucca, invece, è il nostro primo lavoro. Ho già visitato l’area: è ricco di fascino e so che tutti i lucchesi hanno avuto almeno un parente che ci ha lavorato. Il cantiere era in ordine ma il lavoro non manca. Siamo sì e no al 20% del progetto di recupero. La prima cosa da fare è il completamento delle demolizioni, poi ci occuperemo di sistemare il tetto e le facciate. In una seconda fase passeremo alle opere complementari. A regime nel cantiere lavoreranno quotidianamente 60-70 operai. La fine dei lavori è stata fissata al 27 marzo 2018. Contiamo di rispettare quella data. Del resto, come in ogni contratto, sono previste penali per i ritardi e vorremmo evitarle». Il nome di Aspera circola da tempo ma non è stato semplice formalizzare il subentro. Il Comune, viste le pregresse esperienze, ha voluto fare le verifiche del caso e anche Aspera ha dovuto valutare pro e contro. «Unieco lavorava con delle ditte in subappalto e anche con loro c’era da regolare i rapporti. Al momento useremo manodopera nostra ma più avanti probabilmente ci rivolgeremo anche a chi ha già lavorato nel cantiere. I subentri non sono mani semplici ma non ci lasciamo intimorire: a Roma, per i lavori al colosseo, siamo subentrati a una ditta che aveva avuto problemi e siamo riusciti a centrare l’obiettivo». L’importo iniziale dei lavori era di 12 milioni di euro. Per le opere svolte Unieco prende 1,9 milioni. I 10 milioni rimanenti verranno suddivisi tra Aspera e le alte ditte dell’Ati.

Gianni Parrini

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