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Nuovi guai in casa Rumsas dopo i controlli fuori gara

Nuovi guai in casa Rumsas dopo i controlli fuori gara

Il test effettuato il 4 settembre ha rilevato che Raimondas, 23 anni, era positivo al doping Il corridore di origine lituana è fratello di Linas, il ciclista 21enne sulla cui morte indaga la procura

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LUCCA.. Un caso di positività per Raimondas Rumsas junior, 23 anni, figlio d'arte dell'omonimo ex ciclista Raimondas Rumsas, terzo al Tour de France del 2002. Il giovane ciclista è stato trovato positivo al GRHP-6, un ormone della crescita, durante un controllo fuori gara di Nado Italia effettuato il 4 settembre scorso a Capannori. Il Tribunale Nazionale antidoping ha sospeso in via cautelare il corridore, accogliendo la richiesta della procura antidoping. Nel luglio scorso, Rumsas, attualmente in forza alla Palazzago di Bergamo (che in una nota si dissocia da quanto avvenuto), aveva dedicato la sua prima vittoria in carriera in Italia, ottenuta alla 46ª Freccia dei Vini disputata nell’Oltrepò pavese, al fratello minore Linas, corridore dilettante di 21 anni morto improvvisamente a maggio.

Su quel decesso la procura di Lucca ha aperto un fascicolo, affidato al sostituto procuratore Salvatore Giannino. Proprio il 4 settembre scorso gli investigatori della squadra mobile hanno effettuato una serie di perquisizioni nella casa di Lunata dei Rumsas e in alcune abitazioni dei dirigenti della Altopack Eppela, la squadra in cui correva Linas. In tale occasione anche l’auto di Raimondas Rumsas junior era stata ispezionata.

Nel corso delle perquisizioni, infatti, sono state trovate ingenti quantità di prodotti vietati o utilizzabili solo dietro ricetta medica (che in questo caso non c’era). Una tale messe di prove spinge gli inquirenti a pensare che all’interno della squadra di ciclismo si facesse uso di sostanze dopanti. Sono cinque gli indagati: Raimondas Rumsas (padre), Luca Franceschi, Narciso Franceschi, Maria Luisa Luciani, Elso Frediani. L'ipotesi di reato è procacciamento e somministrazione di sostanze dopanti, un reato che integra la fattispecie della frode sportiva. C’è poi un filone di indagine relativo alle cause della morte del giovane corridore. L’autopsia effettuata dal medico legale Chiara Toni non ha fatto chiarezza sulle cause della morte, così la procura ha chiesto l’esame tossicologico sui reperti biologici prelevati dalla salma. Serviranno a stabilire se il giovane Rumsas aveva assunto sostanze proibite.

Raimondas è figlio e omonimo di quel Raimondas Rumsas che nel 2002 conquistò il terzo posto al Tour de France nello stesso giorno (era il 28 luglio) in cui la moglie Edita veniva fermata dai doganieri a Chamonix mentre tornava in Toscana. Sulla sua auto furono trovati 36 diversi tipi di farmaci, di cui molti a effetto dopante. La signora Rumsas venne rilasciata dopo 75 giorni di carcere l'11 ottobre del 2002. L'anno seguente Raimondas cade nella rete dell'antidoping: positivo all'Epo durante il Giro d'Italia e condannato a un anno di squalifica. Nel 2005 i giudici spiccano un mandato di cattura internazionale per contrabbando di medicinali proibiti. Pochi mesi dopo il ciclista e la moglie vengono condannati a 4 mesi con la condizionale.

Altro servizio a pag. 15

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