Il presidio
il messaggio del sindaco
«Su questi banchi si crea la futura classe dirigente»
LUCCA. Parte dalla Costituzione il messaggio per l’inizio dell’anno scolastico che il sindaco Alessandro Tambellini invia agli studenti. Se la carta - scrive infatti il sindaco - «riconosce la...
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LUCCA. Parte dalla Costituzione il messaggio per l’inizio dell’anno scolastico che il sindaco Alessandro Tambellini invia agli studenti. Se la carta - scrive infatti il sindaco - «riconosce la famiglia come “società naturale”, dove l’essere umano si forma e sviluppa i suoi diritti inviolabili, di certo la scuola è il luogo in cui ci si confronta col mondo, si acquisisce il bene della conoscenza e si compie un percorso che ci rende individui, persone, cittadini. Con la ripresa dell’anno scolastico si riavvia quella ciclicità fatta di stagioni, scadenze e impegni che caratterizza per anni la vita di tutti noi. Una ciclicità legata alla scuola, che sempre di più si configura oggi come luogo fondamentale per determinare il futuro di ogni singolo ma anche per costruire il domani della comunità alla quale apparteniamo».
La scuola, prosegue il sindaco, «è oggi il luogo dell’amicizia, della crescita personale e collettiva, ma anche il luogo privilegiato dell’integrazione, dove è possibile produrre dei modelli di accoglienza, fondati sul rispetto e sulla tolleranza, applicabili anche ad altri ambiti della società.Negli anni, tra i banchi, si accumulerà un patrimonio di ricordi, sensazioni e speranze che diventeranno parte integrante dell’identità di ciascuno, ma è adesso che gli alunni di tutte le classi devono affrontare, giorno per giorno, la sfida di crescere nella scuola e di far crescere la scuola. Un’istituzione che nasce e deve rimanere luogo di uguaglianza, in cui tutti usufruiscono delle medesime opportunità, liberi di inseguire i propri sogni, nel segno della condivisione e della partecipazione».
È qui, secondo Tambellini, «che si crea la classe dirigente del futuro, secondo un’idea di cultura trasversale e condivisa, aperta al mondo, in grado di guardare all’Italia e all’Europa come a luoghi privi di frontiere, dove costruire la migliore società possibile. Ragazzi, l’avventura comincia adesso e ci vuole entusiasmo, dedizione e tanto sacrificio. Perché, come ammoniva il grande filosofo greco Aristotele già due millenni fa, “le radici dell’educazione sono amare, ma il frutto è dolce”».
La scuola, prosegue il sindaco, «è oggi il luogo dell’amicizia, della crescita personale e collettiva, ma anche il luogo privilegiato dell’integrazione, dove è possibile produrre dei modelli di accoglienza, fondati sul rispetto e sulla tolleranza, applicabili anche ad altri ambiti della società.Negli anni, tra i banchi, si accumulerà un patrimonio di ricordi, sensazioni e speranze che diventeranno parte integrante dell’identità di ciascuno, ma è adesso che gli alunni di tutte le classi devono affrontare, giorno per giorno, la sfida di crescere nella scuola e di far crescere la scuola. Un’istituzione che nasce e deve rimanere luogo di uguaglianza, in cui tutti usufruiscono delle medesime opportunità, liberi di inseguire i propri sogni, nel segno della condivisione e della partecipazione».
È qui, secondo Tambellini, «che si crea la classe dirigente del futuro, secondo un’idea di cultura trasversale e condivisa, aperta al mondo, in grado di guardare all’Italia e all’Europa come a luoghi privi di frontiere, dove costruire la migliore società possibile. Ragazzi, l’avventura comincia adesso e ci vuole entusiasmo, dedizione e tanto sacrificio. Perché, come ammoniva il grande filosofo greco Aristotele già due millenni fa, “le radici dell’educazione sono amare, ma il frutto è dolce”».
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