Operai di nuovo in aria nel luogo della tragedia
di Gianni Parrini
I lavoratori della Agricola in via Veneto per finire l’allestimento della Luminara La terza finestra resterà al buio. La procura acquisisce i filmati delle telecamere
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. «Loro avrebbero voluto così». A una settimana esatta dalla tragedia in cui hanno perso la vita Eugenio Viviani e Antonio Pellegrini, i colleghi della Agricola Morelli sono tornati in via Vittorio Veneto per completare l’allestimento dei porta lumini. Mentre il drappo nero esposto in segno di lutto penzola dalle finestre di palazzo Pretorio, i soci della coop di Mugnano si preparano a salire nuovamente sulla piattaforma area che li porterà lassù, a dieci metri di altezza. Con quale stato d’animo è facile immaginarlo: «È il nostro lavoro – dice un operaio cercando di sorridere – Certo, fa effetto essere qui in questa via, ma non possiamo esimerci. Meglio non fare la Luminara? Non è una decisione che ci compete, ma conoscendo l’attaccamento a questa festa di Eugenio e Antonio, penso che a loro non sarebbe dispiaciuto».
Mentre due operai indossano le imbracature e salgono sulla piattaforma (stavolta un modello diverso) in strada c’è un’atmosfera pesante e un po’ di apprensione. In molti si fermano a guardare la scena, ripensando a cosa è successo sette giorni fa, quando il braccio della piattaforma cedette improvvisamente e senza apparente motivo. Il tutto dura un paio di minuti, poi la tensione – che probabilmente avvertono anche i lavoratori – si scioglie e si cerca di tornare alla normalità. La terza finestra di palazzo pretorio, però, resterà al buio: è quella che stavano allestendo Antonio ed Eugenio al momento dell’incidente. Lì non ci saranno lumini.
Intanto la procura continua a lavorare sull’indagine: il primo punto in agenda è la nomina dei consulenti che dovranno effettuare le perizie e le analisi di laboratorio sul tipo di acciaio utilizzato per il braccio meccanico collassato. Si tratta di un ingegnere meccanico e di un professionista esperto in scienze dei metalli. Verranno cercati negli ambienti universitari. Intanto sono stati acquisti i filmati delle videocamere di sorveglianza (pubblica e privata) che si trovano nell’area. Con molta probabilità hanno ripreso l’incidente e potranno essere utili alle indagini. Una telecamera con visuale a 360 gradi è piazzata all’incrocio tra via Roma e via San Paolino, altre sono in via Vittorio Veneto. C’è poi la questione degli indagati su cui la procura al momento rimane abbottonata, ma nei prossimi giorni ci potrebbero essere importanti novità.
Mentre due operai indossano le imbracature e salgono sulla piattaforma (stavolta un modello diverso) in strada c’è un’atmosfera pesante e un po’ di apprensione. In molti si fermano a guardare la scena, ripensando a cosa è successo sette giorni fa, quando il braccio della piattaforma cedette improvvisamente e senza apparente motivo. Il tutto dura un paio di minuti, poi la tensione – che probabilmente avvertono anche i lavoratori – si scioglie e si cerca di tornare alla normalità. La terza finestra di palazzo pretorio, però, resterà al buio: è quella che stavano allestendo Antonio ed Eugenio al momento dell’incidente. Lì non ci saranno lumini.
Intanto la procura continua a lavorare sull’indagine: il primo punto in agenda è la nomina dei consulenti che dovranno effettuare le perizie e le analisi di laboratorio sul tipo di acciaio utilizzato per il braccio meccanico collassato. Si tratta di un ingegnere meccanico e di un professionista esperto in scienze dei metalli. Verranno cercati negli ambienti universitari. Intanto sono stati acquisti i filmati delle videocamere di sorveglianza (pubblica e privata) che si trovano nell’area. Con molta probabilità hanno ripreso l’incidente e potranno essere utili alle indagini. Una telecamera con visuale a 360 gradi è piazzata all’incrocio tra via Roma e via San Paolino, altre sono in via Vittorio Veneto. C’è poi la questione degli indagati su cui la procura al momento rimane abbottonata, ma nei prossimi giorni ci potrebbero essere importanti novità.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
