Il Tirreno

Lucca

Non solo turismo all’istituto “Pertini” Che aspetta altri spazi

di Gregorio Andreini

La scuola di viale Cavour ha il corso per estetiste La preside: «Bene l’utilizzo dell’ex Bonagiunta»

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Un istituto che accetta la sfida di porsi, dai prossimi anni, sempre più in tandem con la città, inellottica di investire sempre più nel turismo.

Preparando professionalità che si rapportino al meglio con il mondo del lavoro e che siano linfa di uno sviluppo collettivo e globale.

Progetti ed obiettivi futuri dell’Istituto Pertini sono presentati dalla dirigente scolastica Daniela Venturi: «I nostri studenti sono sicuramente già pronti a entrare al meglio nelle aziende. Al termine del triennio conferiamo un’importante qualifica. Comunque per loro è sempre conveniente fare altri due anni in più. Ricordo fra i tanti obiettivi còlti, l’apertura da alcuni anni del punto di informazione turistica in piazza Curtatone, vicino alla stazione. Continuerà ad essere gestito anche dai nostri studenti, grandi protagonisti attivi della sua riapertura, in un’ottica di alternanza scuola-lavoro. E per loro trovarsi a contatto con guide in madrelingua è una palestra non indifferente».

Anche quest’anno, dopo l’attivazione nel corso del 2012, poi, al Pertini ci sarà «un corso triennale di istruzione e formazione professionale di operatore sul benessere di figure di estetiste. Alla presenza di esperti e con stage appositi in azienda, laboratori di estetica e centri benessere, gli studenti che completano il corso conseguono l’attestato di qualifica regionale. La certificazione rilasciata, un attestato che corrisponde al secondo livello della classificazione dell’Unione europea, ha validità nazionale ed è riconosciuto sia per la prosecuzione dei percorsi di istruzione, sia dal sistema formativo regionale. Il nostro istituto è molto formante, sia sui servizi commerciali che sul turismo o sul tecnico grafico e comunicazione. Non dimentichiamo – mette in risalto la dirigente scolastica – che l’Istituto Pertini fa parte delle ventidue scuole didattiche fondatrici di Indire, programma educativo all’avanguardia. A partire dal terzo anno, vorremmo poi riuscire ad attivare finalmente l’opzione cartaria nel corso di tecniche grafiche e comunicazione. Sarebbe utilissimo offrire quest’importante opportunità alle aziende ed ai nostri ragazzi che, spero possano presto cogliere».

Gli spazi lasciati liberi dal Nottolini, quando il geometri si sposterà all’Itc Carrara, verranno occupati dall’istituto professionale Pertini, nell’ottica di un rilancio della struttura scolastica in tutti i suoi ambiti,

«Abbiamo necessità all’Istituto Pertini di altri spazi che finalmente saranno adeguati, oltre a quelli della sede centrale di via Cavour. Li troveremo sicuramente nell’ex Bonagiunta in via Barsanti e Matteucci. Ritengo fondamentale per gli istituti professionali l’anno zero che potrebbe attuarsi con la riforma prevista a partire dal 2018-19.

«Da quell’anno scolastico – ricorda Daniela Venturi - anche i nostri ragazzi si troveranno di fronte ad un tipo di insegnamento più professionalizzante che terrà maggiormente conto nella formazione personale delle loro aspirazioni, del loro potenziale e sarà dato modo ancora più attivo di recuperare le lacune da colmare».

A questo punto, la preside del Pertini sottolinea una cosa che le sta molto a cuore: «Fino all’11 settembre saranno ancora aperte le iscrizioni per un corso drop out per ragazzi tra i sedici ed i diciotto anni per la qualifica di addetto all’organizzazione del processo di lavorazione grafica, di elaborazione di un prodotto grafico e di realizzazione di prodotti multimediali: ciò è importante per arginare la dispersione scolastica. Con l’esperienza del nostro tecnico grafica e comunicazione ci fa piacere dare anche questa opportunità a studenti interessati che per ora non hanno ancora trovato la loro strada».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino