Il Tirreno

Lucca

«Regalerò la Costituzione a ogni alunno delle prime»

di Nicola Bellanova
«Regalerò la Costituzione a ogni alunno delle prime»

Il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli alla commemorazione del Gruppo Valanga celebra le figure indimenticabili di Leandro Puccetti e di “mamma Viola”

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LUCCA. Una giornata intensa, vissuta stavolta nei panni delicati di ministro della Pubblica Istruzione, con la consapevolezza che commemorazioni come quella della battaglia del monte Rovaio, come tutte le tristi pagine degli anni post armistizio debbano diventare pagine di scuola vissuta, da tramandare ai giovani. Iniziando da uno studio reale e concreto della Costituzione Repubblicana a partire dalle prime classi di ogni ordine e grado.

Il ministro Valeria Fedeli è tornata, nell'ultima domenica di agosto, sui 1.100 metri sul livello del mare della Foce del Piglionico, ai piedi del massiccio delle Panie, per la solenne commemorazione della strage di Monte Rovaio dove, il 29 agosto del 1944, ben 19 partigiani del Gruppo Valanga capeggiati dal gallicanese Leandro Puccetti furono uccisi dal fuoco e le imboscate delle truppe naziste, che da giorni cingevano d'assedio la zona, strategica sul fronte attorno alla Linea Gotica.

Una pagina nera di storia contemporanea, rinverdita solo a livello locale ma che, su impegno della stessa responsabile del dicastero, verrà fatta conoscere a tutti grazie ad una serie di misure che, gradatamente, introdurranno la storia del Novecento in via obbligatoria in tutte le scuole.

È stata una giornata intensa per il ministro, che due anni fa presenziò alla cerimonia ad alta quota nelle veci di vicepresidente del Senato. Logico quindi, aspettarsi un bagno di folla, e soprattutto una tappa ricca di spunti non solo storici. Ieri mattina, erano presenti alla commemorazione anche il senatore Andrea Marcucci e la deputata Raffaella Mariani.

Poi, l'inizio della solenne cerimonia alla quale erano presenti oltre che il padrone di casa Rino Simonetti in qualità di sindaco di Molazzana, anche i gonfaloni e i rappresentanti istituzionali di quasi tutti i Comuni della Valle e il sindaco di Montefiorino (centro del Modenese teatro di una cruenta battaglia) oltre che il primo cittadino di Casal di Principe.

Un filo sottile, quello che lega Molazzana e il grande centro del casertano: tra i 19 periti negli scontri a fuoco tra partigiani e nazisti, infatti, cadde anche anche Francesco "il napoletano", che dopo anni di ricerche e testimonianze, fu individuato proprio in un cittadino casalese salito sulle Apuane perché mosso dallo spirito della Resistenza.

Dopo la funzione religiosa officiata da Fra Benedetto Mathieu, ha fatto scalpore un fuori programma di Enzo Lanini, storico dirigente della Cgil e membro dell'Anpi presente in gran forze, che ha chiesto al ministro dei provvedimenti pesanti nei confronti del docente che qualche giorno fa si è reso protagonista di una scalata sul Monte Sagro in alta Toscana con l'apposizione di una bandiera della Repubblica Sociale Italiana.

Simonetti, visibilmente emozionato, ha lanciato un messaggio chiaro e lineare: «Se riusciremo a far capire ai giovani e le generazioni che verranno cosa accadde quel 29 agosto del '44 e cosa rappresentano uomini e donne come Leandro Puccetti e Mamma Viola, avremo raggiunto il senso di questa giornata di commemorazione».

Un aspetto importante, questo, sottolineato dal giovane Bernard Dika (presidente degli studenti della Toscana) che con grande dono dell'oratoria e quel pizzico di incoscienza ha esortato i genitori e nonni ad andare casa per casa e spiegare cosa sia stato il nazifascismo, raccontando anche pagine di storia locale.

E così, il ministro Fedeli, dopo aver letto i nomi dei 19 caduti sul Rovaio, ha annunciato la svolta: «Dal 2018, in vista dell'anno scolastico, sarà consegnata ad ogni studente delle prime classi di ogni ordine e grado una copia commentata della Costituzione, affinché sia la bussola da seguire per lo sviluppo delle attività scolastiche. La storia contemporanea entrerà nei programmi ministeriali, è un atto dovuto e necessario, anche se già molte docenti lo fanno con grande impegno e dedizione», ha sottolineato.

Alla fine, il ministro Valeria Fedeli si è fatta fotografare assieme alla figlia e alle nipoti di Viola Bertoni, la donna che in quei giorni di conflitto scelse di aiutare i partigiani di qualunque colore politico, ospitandoli in casa e portando loro viveri e soccorsi, incurante del pericolo tedesco.

Un gesto, quello di “mamma Viola”, medaglia al valor civile, che resterà nella storia, come l'intitolazione a lei dedicata del piazzale al Piglionico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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