Lancia bici tra la gente Paura in via Fillungo
I carabinieri con l’aiuto dei passanti arrestano un mendicante
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LUCCA. Un lungo applauso liberatorio sale spontaneo tra la gente che a quell’ora transita in via Fillungo e che, pochi istanti prima, era stata testimone di un episodio di violenza che poteva avere conseguenze ben più drammatiche. Sono le 12,30 del 9 agosto e, con l’aiuto di alcuni passanti, i carabinieri bloccano un giovane liberiano che pochi minuti prima aveva dato in escandescenza lanciando tra la folla due biciclette da donna parcheggiate accanto ad un negozio con il rischio di colpire le persone tra cui una famiglia con dei bambini che hanno rischiato di restare contusi. Il giovane fermato dai militari, che gli chiedono i documenti, cerca di scappare, ma viene raggiunto e bloccato a fatica. Tanto che due carabinieri intervenuti finiscono al pronto soccorso (il referto medico è di 7 giorni) e servono un paio di rinforzi tra i civili che, con l’immigrato a terra, gli afferrano le gambe impedendogli di scalciare. In carcere con l’accusa di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale finisce Kingsley Musa, 27 anni, nato in Liberia e in Italia senza fissa dimora, ma con regolare permesso di soggiorno ottenuto dopo una domanda di richiedente asilo come rifugiato visto che il suo Paese è stato dilaniato per quattordici anni da un’interminabile guerra civile con le forze Onu ritiratesi solo l’anno scorso.
Problemi comportamentali. A giudicare da quanto riferiscono alcuni dipendenti di negozi della centralissima via Fillungo, quell’extracomunitario da tempo chiedeva l’elemosina proprio accanto alla grande catena di abbigliamento Max Mara. Sino a ieri non aveva avuto comportamenti aggressivi. Si limitava, a testa bassa, a praticare l’accattonaggio senza disturbare le persone. Aveva però un comportamento innaturale: sputava. Spesso, quasi sempre per terra. Anche se qualcuno riferisce di essere stato colpito dal getto di saliva in pieno volto o sui vestiti. Segno che, molto probabilmente, soffre di qualche disturbo di natura mentale.
Mezzogiorno e mezzo di fuoco. Sino a ieri mattina Musa comunque non aveva precedenti di polizia. Non sembra essere un soggetto violento. Cosa sia accaduto è difficile dirlo. Forse, se l’imputato lo vorrà, potrà dirlo stamani al giudice durante il processo con rito direttissimo. Stando al racconto fornito dai carabinieri con il supporto di alcuni testimoni oculari verso le 12,30 il giovane liberiano ha iniziato ad avere atteggiamenti violenti verso alcuni passanti sfociati in un gesto inconsulto: afferrare, una alla volta, due biciclette sistemate accanto al negozio di abbigliamento dove solitamente chiede l’elemosina e scagliarle in mezzo alla gente. Con il rischio reale di colpire i turisti che passeggiavano e i tanti bambini che si trovavano lì in quell’istante. È stata un miracolo se nessuno si è fatto male. Fortunatamente in quel frangente libero dal servizio si trovava in quella zona del Fillungo un militare della stazione di Barga. È lui che ha avvertito subito la centrale operativa e in pochi istanti è giunta una pattuglia del nucleo radiomobile. Due carabinieri sono scesi dalla vettura e hanno chiesto i documenti all’immigrato che era rimasto lì senza parlare. Ma a quella richiesta il giovane ha cercato di fuggire ed è stato acciuffato, non senza difficoltà, trenta metri più avanti di fronte al Moka Bar e al negozio di abbigliamento Dan John. (l.t.)
Problemi comportamentali. A giudicare da quanto riferiscono alcuni dipendenti di negozi della centralissima via Fillungo, quell’extracomunitario da tempo chiedeva l’elemosina proprio accanto alla grande catena di abbigliamento Max Mara. Sino a ieri non aveva avuto comportamenti aggressivi. Si limitava, a testa bassa, a praticare l’accattonaggio senza disturbare le persone. Aveva però un comportamento innaturale: sputava. Spesso, quasi sempre per terra. Anche se qualcuno riferisce di essere stato colpito dal getto di saliva in pieno volto o sui vestiti. Segno che, molto probabilmente, soffre di qualche disturbo di natura mentale.
Mezzogiorno e mezzo di fuoco. Sino a ieri mattina Musa comunque non aveva precedenti di polizia. Non sembra essere un soggetto violento. Cosa sia accaduto è difficile dirlo. Forse, se l’imputato lo vorrà, potrà dirlo stamani al giudice durante il processo con rito direttissimo. Stando al racconto fornito dai carabinieri con il supporto di alcuni testimoni oculari verso le 12,30 il giovane liberiano ha iniziato ad avere atteggiamenti violenti verso alcuni passanti sfociati in un gesto inconsulto: afferrare, una alla volta, due biciclette sistemate accanto al negozio di abbigliamento dove solitamente chiede l’elemosina e scagliarle in mezzo alla gente. Con il rischio reale di colpire i turisti che passeggiavano e i tanti bambini che si trovavano lì in quell’istante. È stata un miracolo se nessuno si è fatto male. Fortunatamente in quel frangente libero dal servizio si trovava in quella zona del Fillungo un militare della stazione di Barga. È lui che ha avvertito subito la centrale operativa e in pochi istanti è giunta una pattuglia del nucleo radiomobile. Due carabinieri sono scesi dalla vettura e hanno chiesto i documenti all’immigrato che era rimasto lì senza parlare. Ma a quella richiesta il giovane ha cercato di fuggire ed è stato acciuffato, non senza difficoltà, trenta metri più avanti di fronte al Moka Bar e al negozio di abbigliamento Dan John. (l.t.)
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