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FABBRICHE DI VERGEMOLI 

Vannetti: «Racchiudere la Valle dentro cinque grandi municipi»

Vannetti: «Racchiudere la Valle dentro cinque grandi municipi»

FABBRICHE DI VERGEMOLI. Un ambito territoriale che unisca i comuni di Fabbriche, Gallicano, Molazzana, Barga e Coreglia. Inoltre tutta la Valle del Serchio potrebbe essere racchiusa in soli 5 grandi...

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FABBRICHE DI VERGEMOLI. Un ambito territoriale che unisca i comuni di Fabbriche, Gallicano, Molazzana, Barga e Coreglia. Inoltre tutta la Valle del Serchio potrebbe essere racchiusa in soli 5 grandi municipi, gestendo i servizi con una sola Unione dei Comuni. Nel dibattito politico-istituzionale che sta caratterizzando la Valle del Serchio e la Garfagnana prende una posizione anche il Pd di Fabbriche di Vergemoli, con il suo segretario Marisa Vannetti: «Solo poco più di un anno fa denunciammo pubblicamente il fatto che i nostri cittadini non registravano gli effetti positivi attesi dalla tanto decantata fusione fra Fabbriche di Vallico e Vergemoli. Pur ritenendo come partito lo strumento delle fusioni fra comuni, oggi come allora, un progetto da valutare seriamente per poter addivenire ad un assetto istituzionale più snello ed efficiente nella nostra Valle».

Vannetti propone una sorta di road map: «Si promuovano degli “Stati Generali della Valle” che in questo 2017 permettano di stimolare queste riflessioni e di arrivare a una proposta; nel 2018 le amministrazioni agiscano di conseguenza con referendum consultivi fra i cittadini e nella primavera del 2019, quando la quasi totalità dei municipi della Valle avrebbe dovuto comunque rinnovare l’amministrazione, si vadano a eleggere i sindaci dei nuovi comuni».

È del tutto evidente che le manovre promosse in queste settimane dai due gruppi di maggioranza di Fabbriche di Vergemoli e Molazzana su una nuova fusione non fanno altro che certificare l’assoluto fallimento del progetto che al tempo ha sancito l’unione fra Fabbriche e Vergemoli. Troviamo conferma che quell’operazione fu messa in campo per raccogliere i finanziamenti straordinari che venivano messi a disposizione, ma che non aveva un’anima. Alla fine le risorse ricominciano a scarseggiare e riaffiorano i soliti problemi dettati dall’inadeguatezza dei nostri comuni nel rispondere alle legittime aspettative dei cittadini». Quindi, prima di determinare i confini e le “dotazioni”, si chiede un processo di partecipazione diffusa.

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