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Nelle strade di Borgo vivrà il ricordo delle vittime di mafia 

Nelle strade di Borgo vivrà il ricordo delle vittime di mafia 

Nel giorno dell’anniversario della strage di via D’Amelio si collocano le targhe dedicate a chi si oppose a Cosa nostra

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BORGO A MOZZANO. Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Emanuela Sansone, Peppino Impastato, Carlo Alberto dalla Chiesa, Piersanti Mattarella e Pio La Torre. Uomini e donne, padri di famiglia, uomini delle istituzioni e dello Stato. A unire queste persone il fatto che sono state uccise dalla mafia. È a loro che l’amministrazione comunale borghigiana vuole rendere omaggio attraverso una serie di targhe che saranno apposte nelle piazze e nelle vie del capoluogo e dei paesi di Corsagna, Diecimo e Valdottavo, affinché siano da monito e da esempio per tutti.

Un tema, quello della lotta alle mafie, sempre attuale soprattutto in questi giorni dopo il recente anniversario della strage di Capaci lo scorso 23 maggio e le polemiche seguite al parere della Corte di Cassazione sulla possibile scarcerazione di Totò Riina. E a un mese dal venticinquesimo anniversario della strage di via D’Amelio dove, il 19 luglio 1992, furono uccisi Paolo Borsellino e la sua scorta.

E sarà proprio il prossimo 19 luglio che verrà posta la prima targa: il luogo scelto è piazza Vittorio Veneto a Valdottavo, dove si trova anche il monumento ai caduti di tutte le guerre. Qui verranno istallate una panchina e una targa in ricordo dei magistrati Falcone e Borsellino, i due colleghi e amici uccisi nel 1992 per mano di Cosa Nostra. A Borgo a Mozzano sarà piazza Venti Settembre, di fronte al palazzo comunale, la sede del ricordo di Emanuela Sansone, la prima donna uccisa dalla mafia. Aveva 17 anni, era il 1896, e la ragazza venne ammazzata per vendetta nei confronti della madre.

La donna, Giuseppa Di Sarno, dopo la morte della figlia, diventò la prima donna a collaborare con la giustizia. Peppino Impastato sarà invece ricordato in piazza della Torre a Diecimo. Giornalista e attivista italiano, fu ucciso la notte del 9 maggio 1978 dal clan Badalamenti. La sua morte passò quasi inosservata, oscurata dal ritrovamento del cadavere di Aldo Moro.

In piazza Ponte d’Oro a Chifenti una targa onorerà il generale Carlo Alberto dalla Chiesa, il prefetto di Palermo ucciso nel 1982, mentre a Corsagna si ricorderanno Piersanti Mattarella e Pio La Torre. Il primo, fratello dell’attuale presidente della Repubblica, venne assassinato da Cosa Nostra durante il suo mandato di presidente della Regione Sicilia; Pio La Torre, politico, sindacalista e membro della Commissione Parlamentare Antimafia fino al 1976, fu ucciso nel 1982 a causa delle sue battaglie per la legalità.

«Nel nostro territorio – afferma il sindaco Patrizio Andreuccetti – sono tante le strade e le piazze dedicate al Risorgimento e alla Prima Guerra Mondiale. Due momenti della nostra storia che tutt’oggi uniscono gli italiani in un sentimento comune. Una comunità che guarda al futuro non può non avere radici forti nel passato, anche in quello recente. Sicuramente, tra i valori che uniscono tutti vi sono quelli della lotta alle mafie e della difesa della legalità. In questi giorni, con il dibattito intorno alla figura di Totò Riina che si fa sempre più acceso, e a 25 anni dalle stragi di Capaci e di via d’Amelio, abbiamo sentito forte l’impulso del ricordo. La lotta alla mafia è un impegno che quotidianamente dobbiamo portare avanti, a ogni latitudine e a ogni livello. È uno stato mentale, un modo di agire e pensare che deve diventare regola».

Luca Meconi

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