Il Tirreno

Lucca

L’alunno: maestra, io questo non lo mangio più  

di Alessandro Bientinesi
L’alunno: maestra, io questo non lo mangio più  

Polemiche su qualità della mensa a Lucca, parla un insegnante: «Qualità troppo bassa per il prodotto offerto ai bambini»

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LUCCA. Quel bambino si rivolge alla maestra. Non ha mangiato praticamente nulla dal suo vassoio. «Io non mangio più, questa pasta non ha neanche l’olio». L’insegnante, che per anni si è battuta per ottenere menù e qualità del cibo della refezione scolastica lucchese migliore è stanca. E fotografa quel vassoio.

Ci sono una trentina di penne in bianco con una piccola spolverata di formaggio sopra. Accanto si vede qualcosa che non si capisce bene se essere carne o pesce. In realtà è un tortino di ricotta. E in un altro scompartimento del vassoio ecco l’insalata. Anche se quelle poche foglie scondite non sono certo invitanti. «Ecco, a distanza di cinque anni e dopo tante promesse, nulla è cambiato. Questo è il pasto triste». E la foto in poco tempo fa il giro degli smartphone di tutti i genitori.

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Quella insegnante, della quale non diciamo il nome e neppure la scuola nella quale lavora, ha deciso però di spiegare il perché di quel gesto di protesta mista ad esasperazione. «Prima di tutto credo sia inadeguato il costo che le famiglie devono pagare rispetto a quello che viene servito – spiega la maestra –. Poi ci sono altre criticità». Un pasto costa, per le famiglie lucchesi con un Isee compreso tra 5. 500 e 30. 000 tra i 2 e massimo i 5 euro. Sopra le 30. 000 euro sono 5 euro fisse. «Il pasto, poi, arriva spesso freddo e in contenitori con un aspetto e un odore poco gradevole – spiega ancora l’insegnante –. I menù fatti al tavolino, ovviamente, rispettano i valori proteici minimi e non hanno all’apparenza controindicazioni ma ci sono evidenti problemi di qualità».

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Il problema per l’insegnante, poi, è anche lo spreco di cibo. «Almeno il 50% dei pasti viene buttato, ma in alcuni casi supera anche il 70% – spiega –. Alcuni giorni fa è venuta da me una bambina e mi ha detto che nella pasta non c’era neppure l’olio. A dir la verità era anche piuttosto fredda e con il parmigiano tutto appiccicato».

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Il rammarico è tutto nella voce di chi sperava di veder migliorare il servizio di refezione scolastica. Non solo nell’istituto nel quale lavora, ma in tutti quelli lucchesi. «Ci sono altri aspetti che la politica locale dovrà prendere in considerazione – dice ancora l’insegnante –. Siamo in campagna elettorale e l’argomento capisco sia delicato. Ma c’è un centro cottura che è all’avanguardia, costruito di recente nella zona dell’ospedale San Luca. Realizzato con soldi pubblici ma a tutti gli effetti utilizzato da un gestore privato. Possibile non si possa intervenire per chiedere più qualità del servizio mensa? ».
 

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