Il presidio
Incendio nel bosco Elicotteri in azione
Probabilmente un falò acceso per bruciare sterpaglie all’origine dell’episodio avvenuto a Poggio Baldino
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MONTECARLO. Un banale incidente sembra essere la causa dell’incendio che ieri pomeriggio, per molte ore, ha tenuto impegnate squadre dei vigili del fuoco, volontari dell’antincendio boschivi e due elicotteri (uno della Regione Toscana e uno dei vigili del fuoco), in località Poggio Baldino, nelle campagne di Montecarlo.
Un incendio che ha destato più di una preoccupazione, non tanto per la sua estensione, quanto per il fatto di aver interessato una zona difficilmente raggiungibile dalle squadre di intervento, per di più con diverse abitazioni in zona. Proprio per questo motivo, visto che via terra era complicato agire, è stato deciso di intervenire dall’alto.
Le fiamme hanno interessato un tratto boschivo (ancora non è stata quantificata la superficie interessata) ma già attorno alle 17 -17,30 l’incendio poteva definirsi sotto controllo. A quel punto sono partite le operazioni di bonifica dell’area, destinate ad andare avanti per tutta la notte, fino a questa mattina, per evitare che la presenza di eventuali tizzoni ancora accesi possano innescare nuovamente il fuoco.
Sul posto sono intervenuti anche il sindaco di Montecarlo Vittorio Fantozzi e il consigliere delegato alla protezione civile Marco Carmignani.
Fortunatamente le conseguenze, secondo un primo bilancio, sembrano essere state relativamente limitate, specialmente al pensiero di quanto sarebbe potuto accadere senza un intervento rapido delle squadre Aib e dei vigili del fuoco. Il gran caldo degli ultimi giorni, infatti, ha cominciato già a far seccare e a rendere abbastanza infiammabile la vegetazione e le sterpaglie (per di più in questo momento cresciute a dismisura per l’alternarsi di sole e pioggia delle scorse settimane).
Sulle cause adesso indagheranno vigili del fuoco e carabinieri forestali. Stando alle prime testimonianze però non si sarebbe trattato di un gesto volontario, ma di un incidente. A provocarlo sarebbe stato un rogo acceso in zona per bruciare delle sterpaglie dopo la pulitura di un campo. Rogo da cui sarebbe partita la scintilla che ha innescato tutto il resto.
Un rischio particolarmente forte in questo periodo, dedicato appunto alla ripulitura dei poderi (con il fuoco utilizzato per eliminare i resti). Del resto l’ordinanza regionale che vieta l’accensione dei falò non è ancora entrata in vigore (e, se il divieto non sarà anticipato, non sarà in vigore fino al 30 giugno), ma, lo stesso, devono essere osservate alcune regole di prudenza (come evitare le ore ventose o di accendere fuochi vicino ai boschi) per evitare incidenti come questo. (l.s.)
Un incendio che ha destato più di una preoccupazione, non tanto per la sua estensione, quanto per il fatto di aver interessato una zona difficilmente raggiungibile dalle squadre di intervento, per di più con diverse abitazioni in zona. Proprio per questo motivo, visto che via terra era complicato agire, è stato deciso di intervenire dall’alto.
Le fiamme hanno interessato un tratto boschivo (ancora non è stata quantificata la superficie interessata) ma già attorno alle 17 -17,30 l’incendio poteva definirsi sotto controllo. A quel punto sono partite le operazioni di bonifica dell’area, destinate ad andare avanti per tutta la notte, fino a questa mattina, per evitare che la presenza di eventuali tizzoni ancora accesi possano innescare nuovamente il fuoco.
Sul posto sono intervenuti anche il sindaco di Montecarlo Vittorio Fantozzi e il consigliere delegato alla protezione civile Marco Carmignani.
Fortunatamente le conseguenze, secondo un primo bilancio, sembrano essere state relativamente limitate, specialmente al pensiero di quanto sarebbe potuto accadere senza un intervento rapido delle squadre Aib e dei vigili del fuoco. Il gran caldo degli ultimi giorni, infatti, ha cominciato già a far seccare e a rendere abbastanza infiammabile la vegetazione e le sterpaglie (per di più in questo momento cresciute a dismisura per l’alternarsi di sole e pioggia delle scorse settimane).
Sulle cause adesso indagheranno vigili del fuoco e carabinieri forestali. Stando alle prime testimonianze però non si sarebbe trattato di un gesto volontario, ma di un incidente. A provocarlo sarebbe stato un rogo acceso in zona per bruciare delle sterpaglie dopo la pulitura di un campo. Rogo da cui sarebbe partita la scintilla che ha innescato tutto il resto.
Un rischio particolarmente forte in questo periodo, dedicato appunto alla ripulitura dei poderi (con il fuoco utilizzato per eliminare i resti). Del resto l’ordinanza regionale che vieta l’accensione dei falò non è ancora entrata in vigore (e, se il divieto non sarà anticipato, non sarà in vigore fino al 30 giugno), ma, lo stesso, devono essere osservate alcune regole di prudenza (come evitare le ore ventose o di accendere fuochi vicino ai boschi) per evitare incidenti come questo. (l.s.)
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