Il presidio
Comitato mensa: «Si migliora ma restano dei nodi da sciogliere»
CAPANNORI. Le cucine interne ancora chiuse, scarsa comunicazione sui prodotti consumati dai bambini, spesso gli stessi piatti nel menù e una richiesta di maggiore ascolto delle commissioni sulla...
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CAPANNORI. Le cucine interne ancora chiuse, scarsa comunicazione sui prodotti consumati dai bambini, spesso gli stessi piatti nel menù e una richiesta di maggiore ascolto delle commissioni sulla refezione: sono ancora tanti i nodi da sciogliere per il Comitato mensa di Capannori, che interviene dopo la notizia della modifica del Comune al regolamento che vietava l’introduzione del pasto portato da casa.
«La svolta verso il consumo di verdura locale e la carne italiana – sottolinea il Comitato – e altri segnali di innegabile miglioramento come la modifica al regolamento che vietava l’introduzione del pasto portato da casa, sono apprezzati e sono la conferma che impegnarsi tanto e a lungo porta a risultati concreti. Ma ci sono ancora tante cose da fare».
Nella lista dei problemi al primo posto la «mancanza di una comunicazione, trasparente e facile, sui prodotti alimentari utilizzati per i nostri bambini. Chiediamo al Comune la pubblicazione delle etichette dei prodotti utilizzati sul sito del Comune. E che dire della mancata rimessa in funzione delle cucine interne alle scuole? Il cibo viene trasportato per chilometri in contenitori termici che, bene che vada, lo tengono al caldo, ma di certo non lo fanno risultare appetibile come quello appena cotto e sporzionato». Sulle cucine interne «non dimenticheremo mai che il sindaco in persona, all’apertura dei lavori del Patto sul Cibo, dichiarò che si potevano rimettere in funzione dove erano state appena chiuse. Nel 2016 chiedemmo a tutti i consiglieri quali provvedimenti fossero stati presi per sanzionare il fornitore per le inadempienze rispetto al contratto di fornitura, molte di queste riscontrate dagli stessi commissari mensa: la risposta, peraltro recente, è che fu elevata una sanzione per soli 1. 600 euro, ridicola rispetto alle sanzioni previste dal capitolato d’appalto. Come mai questa mano così morbida? E dove sono stati utilizzati questi fondi? ».
Il comitato evidenzia anche un problema di gusto: «Spesso vengono proposti più e più volte piatti che palesemente non piacciono ai bambini, ad esempio i broccoli, oppure piatti unici chese il bambino non li mangia gli resta solo un laconico digiuno, o menù a tema spesso deludenti e diete speciali troppo limitate e ripetitive. Come non accennare poi ai disagi in occasione degli scioperi del personale addetto alla mensa. Disagi pagati carisssimo perché il pasto fornito era poco più di un panino a prezzo intero».
Infine sulle commissioni mensa d’Istituto: «Da quest’anno sono state rinnovate e ci auguriamo che possano essere ascoltate sempre di più per esprimere al meglio le volontà delle famiglie e riportare la mensa a essere un momento di sana e adeguata alimentazione dei nostri bimbi».
Nicola Nucci
«La svolta verso il consumo di verdura locale e la carne italiana – sottolinea il Comitato – e altri segnali di innegabile miglioramento come la modifica al regolamento che vietava l’introduzione del pasto portato da casa, sono apprezzati e sono la conferma che impegnarsi tanto e a lungo porta a risultati concreti. Ma ci sono ancora tante cose da fare».
Nella lista dei problemi al primo posto la «mancanza di una comunicazione, trasparente e facile, sui prodotti alimentari utilizzati per i nostri bambini. Chiediamo al Comune la pubblicazione delle etichette dei prodotti utilizzati sul sito del Comune. E che dire della mancata rimessa in funzione delle cucine interne alle scuole? Il cibo viene trasportato per chilometri in contenitori termici che, bene che vada, lo tengono al caldo, ma di certo non lo fanno risultare appetibile come quello appena cotto e sporzionato». Sulle cucine interne «non dimenticheremo mai che il sindaco in persona, all’apertura dei lavori del Patto sul Cibo, dichiarò che si potevano rimettere in funzione dove erano state appena chiuse. Nel 2016 chiedemmo a tutti i consiglieri quali provvedimenti fossero stati presi per sanzionare il fornitore per le inadempienze rispetto al contratto di fornitura, molte di queste riscontrate dagli stessi commissari mensa: la risposta, peraltro recente, è che fu elevata una sanzione per soli 1. 600 euro, ridicola rispetto alle sanzioni previste dal capitolato d’appalto. Come mai questa mano così morbida? E dove sono stati utilizzati questi fondi? ».
Il comitato evidenzia anche un problema di gusto: «Spesso vengono proposti più e più volte piatti che palesemente non piacciono ai bambini, ad esempio i broccoli, oppure piatti unici chese il bambino non li mangia gli resta solo un laconico digiuno, o menù a tema spesso deludenti e diete speciali troppo limitate e ripetitive. Come non accennare poi ai disagi in occasione degli scioperi del personale addetto alla mensa. Disagi pagati carisssimo perché il pasto fornito era poco più di un panino a prezzo intero».
Infine sulle commissioni mensa d’Istituto: «Da quest’anno sono state rinnovate e ci auguriamo che possano essere ascoltate sempre di più per esprimere al meglio le volontà delle famiglie e riportare la mensa a essere un momento di sana e adeguata alimentazione dei nostri bimbi».
Nicola Nucci
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