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«Una città con i giovani e una nuova vitalità»
di Barbara Antoni
Donatella Buonriposi disegna una Lucca con la sede comunale in Palazzo Ducale gli uffici alla Manifattura, accessi brevi per tutti dai varchi per accompagnare i figli
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LUCCA. Si sente «tranquillissima» e gli attacchi che le piovono addosso da più parti, in particolare dal centrodestra al quale era legata durante l’amministrazione Favilla (in cui è stata assessore), «mi scivolano addosso», dice Donatella Buonriposi. Sessant’anni di cui trentacinque nella scuola (insegnante, dirigente scolastico, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale attualmente in aspettativa ordinaria) è la candidata sindaco che entrando inattesa nella competizione elettorale ha sparigliato qualche equilibrio che pareva scontato, rimettendo in gioco una quota di elettorato: in via prioritaria giovani, scuola e famiglie, destinatari principali del suo progetto.
Dottoressa Buonriposi, cosa l’ha spinta a candidarsi?
«Fin da giovane ho sempre partecipato alla vita civile, sono stata presente per dare un contributo. Questo è il vero motivo del mio impegno, anche se oggi la gente non è portata a crederti. Secondi fini non ne ho: non cerco di certo un lavoro. Ho pensato che ci fosse bisogno di una candidatura alternativa fra l’impronta immobile e assistenzialista del sindaco uscente Alessandro Tambellini e la candidatura secondo uno schema partitico superato che trova in Remo Santini il candidato congeniale. Tambellini è stato poco incisivo, non ha fatto fare alla città il salto che doveva; i servizi non sono aumentati, nelle scuole c’è ancora molto da migliorare».
Lei si presenta come candidata civica con due liste, Lei Lucca e Rinascimento sia. Anni fa militava in Forza Italia.
«Sono entrata in politica quando Berlusconi rappresentava una svolta per il Paese. Poi c’è stato un decadimento generale della sua politica. La componente politica di Forza Italia tra l’altro quando ero nella giunta Favilla fece tutto fuori che sostenermi: infatti mi dimisi»
Torniamo a oggi. Lei punta molto ai giovani. Come pensa di avvicinarli?
«Con i giovani c’è da ascoltare, da dare loro spazio e fiducia. Ho pensato a un assessorato al lavoro, per loro ma anche per i quaranta e cinquantenni rimasti senza lavoro. Servirà a dare la possibilità ai giovani di fare start-up, di inserirsi nell’alternanza scuola lavoro: un Comune deve essere sempre più in rete con le strutture scolastiche: fondi ce ne sono. I giovani devono anche entrare nella macchina amministrativa. Tengo molto anche a un’altra mia scelta di campo: lo sport, che è salute, equilibrio psicofisico, che guarda alla disabilità. Investirci significa investire sulla famiglia».
Passiamo alla città. I temi caldi: viabilità e assi viari, rilancio turistico, culturale.
«Sono una sostenitrice degli assi viari: bisogna ripartire dal progetto esistente partendo da una concertazione con tecnici e altre amministrazioni. Il problema della viabilità va risolto: Lucca è soffocata dall’inquinamento. Penso che si debba guardare a sport, cultura e turismo come unico sistema di sviluppo della città. Lucca ha una tradizione sportiva nel ciclismo, nei motori, che va recuperata: vanno organizzati eventi sportivi con finalità turistica. Lucca deve ospitare grandi mostre, valorizzare meglio i suoi beni culturali e i musei. Quelli chiusi vanno riaperti».
In questo progetto come si colloca il risanamento del commercio e la valorizzazione del centro?
«Il commercio è in sofferenza, i negozi storici chiudono, c’è un problema di affitti troppo alti dei fondi nel centro. Ci sono grandi contenitori da rivalutare: il Carmine dovrà diventare un centro cultrale e commerciale legato a tipicità e artigianato locali».
Ma come si opera di fatto a suo avviso il rilancio di questo settore?
«Riqualificando i vari contenitori: ipotizzo una cittadella amministrativa alla Manifattura, dove, con seicento posti auto a disposizione, i cittadini potranno avere facile accesso agli uffici e poi andare in centro. Vedo la sede del Comune in Palazzo Ducale, insieme alla Provincia. I palazzi storici, come Palazzo Orsetti e Palazzo Santini, vanno riqualificati e fatti diventare luoghi di visite. Il mercato settimanale va bene dov’è, ma dobbiamo portare nel centro storico mercati di qualità e più rispondenti ai criteri estetici del contesto che li ospita».
L’accessibilità del centro è un altro tema caldo. Cosa si fa con i varchi?
«I varchi debbono rimanere così. Ma occorre facilitare gli accessi brevi, introdurre una modalità per consentire ai genitori di portare o prendere i propri figli. In inverno occorre rendere gratuiti gli stalli blu in orario serale, dalle 18,30 in poi».
Ha una squadra di assessori in mente?
«Per lo sport ho l’imbarazzo della scelta: terrò conto di chi avrà preso più voti. Per urbanistica e lavori pubblici Giovanni Iacopetti, ingegnere, è nella mia lista. Al lavoro un’imprenditrice donna, per scuola e sociale ho molte insegnanti con me, tutte hanno parecchi interessi oltre la scuola».
Perché votare una donna?
«Perché sarebbe un bel segnale di cambiamento per la città. Ma votare una donna con una esperienza professionale alle spalle, altrimenti avrebbe poco senso: la competenza ci vuole sempre. Come donna e come madre di due ragazze, la mia candidatura vuol essere anche un modello, un esempio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Dottoressa Buonriposi, cosa l’ha spinta a candidarsi?
«Fin da giovane ho sempre partecipato alla vita civile, sono stata presente per dare un contributo. Questo è il vero motivo del mio impegno, anche se oggi la gente non è portata a crederti. Secondi fini non ne ho: non cerco di certo un lavoro. Ho pensato che ci fosse bisogno di una candidatura alternativa fra l’impronta immobile e assistenzialista del sindaco uscente Alessandro Tambellini e la candidatura secondo uno schema partitico superato che trova in Remo Santini il candidato congeniale. Tambellini è stato poco incisivo, non ha fatto fare alla città il salto che doveva; i servizi non sono aumentati, nelle scuole c’è ancora molto da migliorare».
Lei si presenta come candidata civica con due liste, Lei Lucca e Rinascimento sia. Anni fa militava in Forza Italia.
«Sono entrata in politica quando Berlusconi rappresentava una svolta per il Paese. Poi c’è stato un decadimento generale della sua politica. La componente politica di Forza Italia tra l’altro quando ero nella giunta Favilla fece tutto fuori che sostenermi: infatti mi dimisi»
Torniamo a oggi. Lei punta molto ai giovani. Come pensa di avvicinarli?
«Con i giovani c’è da ascoltare, da dare loro spazio e fiducia. Ho pensato a un assessorato al lavoro, per loro ma anche per i quaranta e cinquantenni rimasti senza lavoro. Servirà a dare la possibilità ai giovani di fare start-up, di inserirsi nell’alternanza scuola lavoro: un Comune deve essere sempre più in rete con le strutture scolastiche: fondi ce ne sono. I giovani devono anche entrare nella macchina amministrativa. Tengo molto anche a un’altra mia scelta di campo: lo sport, che è salute, equilibrio psicofisico, che guarda alla disabilità. Investirci significa investire sulla famiglia».
Passiamo alla città. I temi caldi: viabilità e assi viari, rilancio turistico, culturale.
«Sono una sostenitrice degli assi viari: bisogna ripartire dal progetto esistente partendo da una concertazione con tecnici e altre amministrazioni. Il problema della viabilità va risolto: Lucca è soffocata dall’inquinamento. Penso che si debba guardare a sport, cultura e turismo come unico sistema di sviluppo della città. Lucca ha una tradizione sportiva nel ciclismo, nei motori, che va recuperata: vanno organizzati eventi sportivi con finalità turistica. Lucca deve ospitare grandi mostre, valorizzare meglio i suoi beni culturali e i musei. Quelli chiusi vanno riaperti».
In questo progetto come si colloca il risanamento del commercio e la valorizzazione del centro?
«Il commercio è in sofferenza, i negozi storici chiudono, c’è un problema di affitti troppo alti dei fondi nel centro. Ci sono grandi contenitori da rivalutare: il Carmine dovrà diventare un centro cultrale e commerciale legato a tipicità e artigianato locali».
Ma come si opera di fatto a suo avviso il rilancio di questo settore?
«Riqualificando i vari contenitori: ipotizzo una cittadella amministrativa alla Manifattura, dove, con seicento posti auto a disposizione, i cittadini potranno avere facile accesso agli uffici e poi andare in centro. Vedo la sede del Comune in Palazzo Ducale, insieme alla Provincia. I palazzi storici, come Palazzo Orsetti e Palazzo Santini, vanno riqualificati e fatti diventare luoghi di visite. Il mercato settimanale va bene dov’è, ma dobbiamo portare nel centro storico mercati di qualità e più rispondenti ai criteri estetici del contesto che li ospita».
L’accessibilità del centro è un altro tema caldo. Cosa si fa con i varchi?
«I varchi debbono rimanere così. Ma occorre facilitare gli accessi brevi, introdurre una modalità per consentire ai genitori di portare o prendere i propri figli. In inverno occorre rendere gratuiti gli stalli blu in orario serale, dalle 18,30 in poi».
Ha una squadra di assessori in mente?
«Per lo sport ho l’imbarazzo della scelta: terrò conto di chi avrà preso più voti. Per urbanistica e lavori pubblici Giovanni Iacopetti, ingegnere, è nella mia lista. Al lavoro un’imprenditrice donna, per scuola e sociale ho molte insegnanti con me, tutte hanno parecchi interessi oltre la scuola».
Perché votare una donna?
«Perché sarebbe un bel segnale di cambiamento per la città. Ma votare una donna con una esperienza professionale alle spalle, altrimenti avrebbe poco senso: la competenza ci vuole sempre. Come donna e come madre di due ragazze, la mia candidatura vuol essere anche un modello, un esempio».
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