Il presidio
Scuola, il valzer delle graduatorie
Decine di nomi inseriti dopo un’ordinanza del Tar Molti altri cancellati perché non hanno i requisiti
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LUCCA. Porte girevoli nelle scuole. Con una serie di depennamenti all’interno delle graduatorie ad esaurimento, accompagnati, più o meno negli stessi giorni, da ingressi in blocco nelle stesse graduatorie, dopo l’ennesimo pronunciamento del Tar in materia.
Procediamo con ordine. Nella giornata di giovedì l’ufficio scolastico territoriale ha disposto l’inserimento nelle graduatorie di ben 89 docenti che hanno potuto contare su un’ordinanza del Tar del Lazio dello scorso dicembre. Questi avevano infatti presentato ricorso contro il decreto ministeriale del giugno 2016, firmato dall’allora ministro Stefania Giannini che regola modalità e scadenze delle domande di inserimento all’interno delle graduatorie. I giudici, decidendo sulal richiesta di sospensiva presentata dai ricorrenti, hanno riconosciuto - senza entrare nel merito - l’esistenza di «un pregiudizio grave e irreparabile», disponendo così l’inserimento nelle graduatorie «in attesa dell’Adunanza plenaria».
Questo per il capitolo “entrate”, Perché, nei giorni e nelle settimane precedenti, c’erano stati provvedimenti che invece andavano in direzione opposta. Le vicende sono quelle (ben conosciute) dei diplomati magistrali con riconoscimento conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002 che da tempo chiedono di poter entrare nelle graduatorie e dei docenti di scuole medie di primo e di secondo grado in possesso del titolo di abilitazione conseguito tramite percorso di Tfa (Tirocinio formativo attivo) e Pas (Percorso abilitativo speciale), che anch’essi chiedono di poter essere insieriti nelle graduatorie nonostante la “chiusura” delle liste. E se i primi pronunciamenti erano risultati favorevoli ai riccorrenti (tant’è vero che molti erano stati introdotti nelle graduatorie con appositi atti dopo le decisioni dei giudici), in seguito l’orientamento è cambiato. E quindi i provveditorati si sono trovati davanti alla necessità di depennare i nomi inseriti che, nel frattempo, avevano rinunciato al ricorso oppure avevano ricevuto una sentenza di merito negativa.
Così il 23 maggio sono stati cancellati 21 docenti diplomati magistrali, mentre il 20 aprile stessa sorte era toccata a 26 precari che erano stati inseriti sulla base di Tfa o Pas. Comunque sia, l’ennesimo pasticcio che deriva da una sovrapposizione di legislazioni fra loro incoerenti e che, alla fine, ha come unico risultato di mettere in difficoltà le scuole e gli studenti.
Procediamo con ordine. Nella giornata di giovedì l’ufficio scolastico territoriale ha disposto l’inserimento nelle graduatorie di ben 89 docenti che hanno potuto contare su un’ordinanza del Tar del Lazio dello scorso dicembre. Questi avevano infatti presentato ricorso contro il decreto ministeriale del giugno 2016, firmato dall’allora ministro Stefania Giannini che regola modalità e scadenze delle domande di inserimento all’interno delle graduatorie. I giudici, decidendo sulal richiesta di sospensiva presentata dai ricorrenti, hanno riconosciuto - senza entrare nel merito - l’esistenza di «un pregiudizio grave e irreparabile», disponendo così l’inserimento nelle graduatorie «in attesa dell’Adunanza plenaria».
Questo per il capitolo “entrate”, Perché, nei giorni e nelle settimane precedenti, c’erano stati provvedimenti che invece andavano in direzione opposta. Le vicende sono quelle (ben conosciute) dei diplomati magistrali con riconoscimento conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002 che da tempo chiedono di poter entrare nelle graduatorie e dei docenti di scuole medie di primo e di secondo grado in possesso del titolo di abilitazione conseguito tramite percorso di Tfa (Tirocinio formativo attivo) e Pas (Percorso abilitativo speciale), che anch’essi chiedono di poter essere insieriti nelle graduatorie nonostante la “chiusura” delle liste. E se i primi pronunciamenti erano risultati favorevoli ai riccorrenti (tant’è vero che molti erano stati introdotti nelle graduatorie con appositi atti dopo le decisioni dei giudici), in seguito l’orientamento è cambiato. E quindi i provveditorati si sono trovati davanti alla necessità di depennare i nomi inseriti che, nel frattempo, avevano rinunciato al ricorso oppure avevano ricevuto una sentenza di merito negativa.
Così il 23 maggio sono stati cancellati 21 docenti diplomati magistrali, mentre il 20 aprile stessa sorte era toccata a 26 precari che erano stati inseriti sulla base di Tfa o Pas. Comunque sia, l’ennesimo pasticcio che deriva da una sovrapposizione di legislazioni fra loro incoerenti e che, alla fine, ha come unico risultato di mettere in difficoltà le scuole e gli studenti.
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