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Motocross nel bosco: partono le multe 

Motocross nel bosco: partono le multe 

I carabinieri forestali hanno avviato controlli strettissimi. Già sanzionati fino a 520 euro quattro centauri sulle Pizzorne

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LUCCA. È una battaglia impari, ma non per questo è possibile arrendersi. Di certo non si arrendono gli uomini dei carabinieri forestali che qualche risultato lo riportano a casa, sperando che serva da lezione a chi di dovere.
La battaglia è quella condotta contro chi scambia i sentieri boschivi in piste da motocross, senza rendersi conto dei danni che provoca in questo modo o, peggio, fregandosene proprio. Ebbene, nell’ultimo week end, e nei primi giorni di questa settimana, un’operazione congiunta dei carabinieri forestali delle stazioni di Bagni di Lucca e di Capannori ha permesso di individuare 4 motociclisti, che avevano fatto dei boschi delle Pizzorne, sul versante capannorese della montagna, il luogo delle loro imprese, disinteressandosene bellamente della legge regionale che regola questo tipo di attività (che comporta parecchi pericoli e conseguenze negative). È una sorta di “male di stagione” che però, in questo caso, è stato fermato. Per i quattro crossisti sono scattate altrettante multe, e salate (si va un minimo di 150 fino a 520 euro).
Quello dei sentieri trasformati in piste da cross è un problema serio, anche perché questa è una pratica caratteristica della bella stagione, quando i boschi e i loro sentieri sono frequentati da normali escursionisti, che rischiano di essere travolti da questi mezzi, né più e né meno come se si trovassero su una strada cittadina. Ma, accanto a questo pericolo diretto vi sono anche altre conseguenze, dal rumore delle moto che disturba gli animali fino ai danni provocati dal loro passaggio, che non è solo distruttivo per il sottobosco, ma crea autentici solchi che – all’arrivo delle piogge – favoriscono l’erosione del suolo. Insomma, non si tratta di non permettere agli appassionati di divertirsi, ma di impedire loro di farlo dove non dovrebbero.
Una battaglia impari dicevamo, perché il territorio da controllare è immenso, visto che sono tanti i luoghi teatro diqueste “avventure”: «È un fenomeno fortemente radicato dalle nostre parti – spiega il comandante dei carabinieri forestali di Lucca, il colonnello Maurizio Folliero – non solo sulle Pizzorne, come in questo caso, ma anche in Mediavalle, nel Compitese e sui Monti Pisani. Controlli come questo li facciamo regolarmente nella bella stagione, quando le campagne cominciano a essere frequentate da questi motociclisti. Li facciamo e continueremo a farli fino all’autunno inoltrato. E non si tratta solo della violazione della legge regionale, in molti casi anche i mezzi su cui viaggiano questi appassionati di cross non sono a norma, sono moto modificate».
Però non è sempre facile intervenire, anzi: «Occorre una forte presenza di personale visto che si tratta di muoversi su aree molto vaste – riprende il colonnello – inoltre questo tipo di operazioni presentano grosse difficoltà. Anche a individuarli non è sempre possibile riuscire a bloccare questi motociclisti. Quando gli imponi l’alt c’è chi fa dietro front e scappa per un altro sentiero».
Da qui la necessità di agire in forze per riuscire a bloccarli, anche perché non siamo a un normale posto di blocco dove puoi fare un inseguimento, avvertire altre pattuglie in zona o... prendere la targa. Già, perché poi c’è proprio la questione della targa. Molto semplicemente la stragrande maggioranza dei mezzi dei “crossisti illegali” la targa non ce l’ha: «È la prima cosa che tolgono quando si avventurano nei boschi», conferma il colonnello Folliero.
E talvolta la situazione finisce per degenerare, come raccontano anche le cronache recenti. È il caso dei già citati Monti Pisani, una meta prediletta dai crossisti su entrambi i versanti, quello lucchese come quello pisano. E proprio su quest’ultimo lato del monte (che, fra l’altro, sono una Zona a protezione speciale, quindi tutelata a livello comunitario) si verificò un bruttissimo episodio. Il caso risale allo scorso novembre quando un agente dell’allora corpo forestale fu travolto da un motoclista che aveva provato a fermare, mentre un altro biker dello stessso gruppo non esitò a colpirlo con un pugno sullo sterno, pur di far perdere le proprie tracce. Insomma, un fenomeno allarmante, che, a sua volta, rischia pure di degenerare nel senso opposto, con gli altri frequentatori dei boschi i quali, disturbati da quella presenza, non esitano a piazzare pericolose trappole sui percorsi usati dai motociclisti. (l.s.)

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