Il presidio
Manifattura, Aspera subentra a Unieco
di Gianni Parrini
Le ditte dell’Ati chiedono al Comune l’ok per la sostituzione
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LUCCA. Fumata bianca per l’ex Manifattura tabacchi: Aspera di Genova sostituirà Unieco come capofila nell’associazione temporanea di imprese che ha in appalto i lavori per il recupero dell’ex fabbrica di tabacchi. Come abbiamo anticipato ieri, il colosso edilizio di Genova e ha rotto gli indugi ed è sceso in campo per aggiudicarsi i lavori. Ieri pomeriggio le imprese dell’Ati assegnataria del bando (Rama, Martinelli e Bianchi) hanno chiesto all’amministrazione comunale la prosecuzione del contratto con Aspera in sostituzione della mandataria Unieco. Le tre aziende certificano che la ditta genovese è in possesso dei requisiti richiesti ma chiedono all’amministrazione “un congruo termine di proroga per l’ultimazione dei lavori”, che sono fermi ormai da qualche mese. Infine le tre ditte e Aspera restano a disposizione per fornire tutte le dichiarazioni e la documentazione necessaria per dare effettiva attuazione al subentro. La lettera, sarebbe dovuta arrivare il 22 maggio, ma le aziende avevano chiesto una proroga fino al 29. In ballo c’era anche Cmsa, ma evidentemente il colosso montecatinese non ha affondato il colpo. Così è subentrata Aspera e ieri è partita la lettera che a palazzo Orsetti attendevano con ansia. Anche perché in caso di mancata individuazione di un sostituto il Comune avrebbe dovuto fare un nuovo bando di gara e i tempi si sarebbero allungati a dismisura. Anche perché in mezzo c’è una tornata elettorale. In questo modo invece, l’assessore Serena Mammini è convinta che i lavori all’ex Manifattura possano riprendere quanto prima, probabilmente già durante il mese di giugno (vedi box a fianco, ndr).
Questa mattina ci sarà un incontro tra i tecnici del Comune e quelli di Aspera: ci sono da verificare alcuni aspetti tecnici e da mettere a punto diverse questioni. La ditta subentrante dovrà prendere in mano anche i subappalti di Unieco. Insomma il lavoro non manca, ma il colosso genovese sembra in grado di gestire l’appalto della Manifattura.
Nata nel 1997, fondata come società di progettazione dall’architetto Alessandro Amirfeiz, Aspera è cresciuta poco a poco aprendo sedi anche a Milano, Roma e Torino. Tra le commesse più importanti ricevute negli ultimi anni, ci sono i lavori di restauro del Colosseo: 30.000 metri quadrati di superfici esterne rimesse a nuovo. Un appalto finanziato dalla Tod’s di Diego ed Andrea Della Valle.
I cantieri della Manifattura, dunque, presto potrebbero tornare a riempirsi di operai. I lavori sono fermi più o meno da febbraio, quando è scoppiato il caso Unieco. Mercoledì 29 marzo la sezione fallimentare del tribunale di Reggio Emilia ha decretato l’improcedibilità del concordato chiesto il 10 gennaio dalla cooperativa. Così ha preso il via la liquidazione coatta amministrativa, una sorta di procedura fallimentare ad hoc per le cooperative. Soluzione inevitabile visto che il debito di Unieco tocca la cifra astronomica di 665 milioni di euro. I lavori della Manifattura erano stati assegnati alla fine del 2012 e anche allora non fu cosa semplice. Dopo gli annullamenti dei primi due affidamenti (a fine 2011 e a luglio 2012), l’appalto (da 11 milioni di euro, soldi del progetto Piuss) era stato provvisoriamente assegnato alla CoGe di Parma, terza in graduatoria. Poi il Comune revocò anche questo incarico, consegnando progettazione e lavori all’Ati quarta classificata, quella con capofila Unieco.
Questa mattina ci sarà un incontro tra i tecnici del Comune e quelli di Aspera: ci sono da verificare alcuni aspetti tecnici e da mettere a punto diverse questioni. La ditta subentrante dovrà prendere in mano anche i subappalti di Unieco. Insomma il lavoro non manca, ma il colosso genovese sembra in grado di gestire l’appalto della Manifattura.
Nata nel 1997, fondata come società di progettazione dall’architetto Alessandro Amirfeiz, Aspera è cresciuta poco a poco aprendo sedi anche a Milano, Roma e Torino. Tra le commesse più importanti ricevute negli ultimi anni, ci sono i lavori di restauro del Colosseo: 30.000 metri quadrati di superfici esterne rimesse a nuovo. Un appalto finanziato dalla Tod’s di Diego ed Andrea Della Valle.
I cantieri della Manifattura, dunque, presto potrebbero tornare a riempirsi di operai. I lavori sono fermi più o meno da febbraio, quando è scoppiato il caso Unieco. Mercoledì 29 marzo la sezione fallimentare del tribunale di Reggio Emilia ha decretato l’improcedibilità del concordato chiesto il 10 gennaio dalla cooperativa. Così ha preso il via la liquidazione coatta amministrativa, una sorta di procedura fallimentare ad hoc per le cooperative. Soluzione inevitabile visto che il debito di Unieco tocca la cifra astronomica di 665 milioni di euro. I lavori della Manifattura erano stati assegnati alla fine del 2012 e anche allora non fu cosa semplice. Dopo gli annullamenti dei primi due affidamenti (a fine 2011 e a luglio 2012), l’appalto (da 11 milioni di euro, soldi del progetto Piuss) era stato provvisoriamente assegnato alla CoGe di Parma, terza in graduatoria. Poi il Comune revocò anche questo incarico, consegnando progettazione e lavori all’Ati quarta classificata, quella con capofila Unieco.
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