Il Tirreno

Lucca

Alunni in mensa scolastica col cibo da casa: c’è l’ok 

Alunni in mensa scolastica col cibo da casa: c’è l’ok 

Modificato il regolamento comunale dopo la sentenza del tribunale di Torino Abrogato l’articolo che impediva ai genitori di preparare il pasto per i figli

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CAPANNORI. Adesso la svolta è stata messa nero su bianco con il via libera anche dal consiglio comunale al pasto da casa nelle scuole comunali. Tutto è stato reso possibile da una semplice modifica a un articolo del regolamento comunale sulle mense scolastiche. La modifica, la più importante del documento che regola la refezione e il trasportato scolastico, è stata illustrata nella seduta di mercoledì dalle consigliere comunali Giulia Volpi e Francesca Pieretti, ed è stata approvata all’unanimità.
In concreto è scomparso l’articolo 11 del vecchio regolamento, che finora non consentiva agli alunni di portare il panino o altro cibo da casa. Questo ha sancito la fine di una diatriba che aveva diviso insegnanti e genitori, tra i fautori della libertà di scelta, in quanto la mensa è un servizio facoltativo, e i detrattori per cui la mensa è un momento educativo comune e con il pasto da casa ci sarebbe stato il rischio di una discriminazione.
Il regolamento era considerato vecchio e ormai superato anche dalle recenti innovazioni normative. L’articolo contestato testualmente recitava “non è possibile portare da casa alcun alimento”. Questa dicitura è stata eliminata aprendo alla possibilità di portare a scuola il cibo da casa.
La decisione è stata presa dopo il dibattito seguito a una sentenza del tribunale di Torino che – è il caso di dirlo – ha fatto scuola, e alle successive disposizioni in materia da parte del ministero. Una battaglia che ha avuto una dimostrazione anche Capannori (e nella vicina Lucca) dove è sorto un comitato dei genitori per chiedere più qualità e trasparenza nel servizio di refezione scolastica, arrivando anche nell’aprile scorso a organizzare un panino-day e un presidio davanti al municipio.
Restano tuttavia dei paletti per evitare che non ci siano scambi di cibo e in alcun modo contaminazioni. Il Comune, responsabile del servizio di refezione scolastico, avrà l’obbligo di organizzare la mensa.
«Questa modifica recepisce la sentenza della Corte d’Appello di Torino e le conseguenti disposizioni del ministero dell’istruzione – hanno spiegato Giulia Volpi e Francesca Pieretti – dando di fatto il via libera al pasto portato da casa, fermo restando che è la scuola a dovere disciplinare tempi e modalità di consumo dei pasti». Il Comune, insomma, si adegua, ma resta in piedi la volontà di migliorare la qualità del cibo attraverso un percorso di educazione alimentare che ha portato al cosiddetto “Patto su Cibo” fra i dirigenti scolastici e le famiglie, per educare i bambini a una corretta alimentazione. Patto che comprende l’introduzione di prodotti della filiera corta nei menù, laboratori didattici (come orti in condotta) e una collaborazione con Slow Food. «Nonostante questo cambiamento – sottolineano Pieretti e Volpi – per la nostra amministrazione rimane di fondamentale importanza il servizio di refezione scolastica che si contraddistingue per una elevata qualità con menù bilanciati che prevedono sempre più cibi biologici e di filiera corta realizzati con la consulenza di nutrizionisti e per la sua valenza anche educativa e socializzante. Un servizio, inoltre, che garantisce massima trasparenza anche attraverso la pubblicazione sul sito del Comune di tutti i menù, del ricettario e delle etichette degli alimenti utilizzati nella preparazione dei pasti e condiviso con le famiglie». (n. n.)

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