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Due ragazzine istigate al suicidio sul web: c’è un’indagine in corso

Due ragazzine istigate al suicidio sul web: c’è un’indagine in corso

Fortunatamente salve, le due vittime 16enni del plagio del Blue Whale, pratica che minaccia gli adolescenti, avevano già superato dieci prove verso la morte

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LUCCA. Blue Whale, una sedicenne della Piana finisce nel vortice mortale e scatta la psicosi fra i genitori, molti dei quali si rivolgono alle forze dell’ordine per chiedere aiuto. Ne avevamo parlato qualche giorno fa, quando nei bagni di una scuola di Lucca era comparso un volantino che faceva la parodia del Blue Whale, il vademecum che attraverso una serie di 50 prove punta a condurre al suicidio chi ne segue le regole. Quel volantino era un modo per allontanare (con l’arma dell’ironia) una pratica pericolosa e aberrante, che pare essere alla base di alcuni suicidi registrati tra gli adolescenti russi e di qualche caso recente italiano.

La vicenda. Ora si scopre che una ragazza di 16 anni residente nella Piana è finita in questa spirale di autolesionismo. Il tutto assieme a un’amica della Valdinievole. Sono state fermate prima dell’insano gesto, grazie a una segnalazione alle forze dell’ordine. A salvar loro la vita un coetaneo, che via WhatsApp ha ricevuto messaggi espliciti in cui la ragazza della Piana confidava di aver deciso di farla finita. Allarmato, l’amico ha avvertito un carabiniere amico di famiglia, che subito ha attivato le procedure previste per casi di questo genere. La ragazza è ora in cura da uno psicologo e la famiglia, informata, dall’accaduto si sta dando da fare per aiutarla. Ascoltata dai carabinieri la madre ha detto di aver notato alcuni segni sulle braccia della figlia (è una delle pratiche del Blue Whale), ma ha pensato fossero graffi del gatto. L’episodio risale a una decina di giorni fa ed è oggetto di un’indagine dei carabinieri, che hanno avvertito la procura dei minori di Firenze e quella di Lucca, nonché la polizia postale.

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“Nella bocca della balena”. Le due ragazze vittime del Blue Whale sono compagne di classe, una abita nella Piana e una della Valdinievole. Sono adolescenti come tante, con le insicurezze e le debolezze che un’età così delicata si porta dietro. Pare che negli ultimi tempi si fossero chiuse al dialogo. Poca voglia di andare a scuola e intere giornate trascorse in camera, davanti al computer. E dà lì che sono entrate nella bocca della “balena blu” e hanno avviato quel percorso mortale che prevede una cinquantina di prove: dal guardare un film horror, all’alzarsi in piena notte, passando per l’uccisione di animali e pratiche di autolesionismo. Un crescendo che si conclude con il gettarsi dal palazzo più alto della propria città. Il tutto sotto la guida di un cosiddetto master o curator: che attraverso i social entra in contatto con gli adepti e li segue passo passo durante le prove, costringendoli ad andare avanti fino alla fine, sotto la minaccia di ritorsioni.

Le indagini. Tutto comincia con l’incisione della sigla "F57" sul braccio o sulla mano. Le due sedicenni avevano entrambe questo marchio sulla pelle ed avevano già superato una decina di prove. Per fortuna sono state intercettate in tempo e ora si indaga sui loro profili social per cercare gli eventuali master a cui si erano affidate. Un compito in carico alla polizia postale che certo non è facile portare a compimento, visto che spesso i master usano profili falsi e sanno rendersi invisibili nel mare magnum del web.

Parlarne è difficile. In casi di questo tipo le ipotesi di reato sono istigazione al suicidio e induzione in schiavitù. Il dottor Roberto Sarlo, responsabile della struttura di Salute mentale dell’Asl rivela che al momento non ci sono adolescenti seguiti dagli psicologi dell’azienda per il gioco dei suicidi. Certo è che la paura circola soprattutto tra i genitori, spesso incapaci di leggere i comportamenti dei figli adolescenti. Dopo gli articoli e i servizi in tv, sono diverse le famiglie che anche a Lucca hanno chiesto aiuto alle forze dell’ordine. E qui torniamo al volantino comparso nella scuola: commentano l’episodio su Fbalcuni ragazzi avevano proposto di convocare un’assemblea per parlare apertamente del Blue Whale. Purtroppo nell’ultimo mese di scuola non si possono convocare assemblee. E così delle insidie della balena non si è potuto parlare.

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