Il Tirreno

Lucca

“Lattanzi story” fra Scuola Imt e Flafr 

di Barbara Antoni
“Lattanzi story” fra Scuola Imt e Flafr 

Il padre Arturo lascia la presidenza della fondazione che alimenta l’università lucchese, il figlio Nicola vince il concorso per docente

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LUCCA. Arturo Lattanzi, da poche settimane ex presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, si dimette dalla presidenza di Flafr, la fondazione lucchese per l’alta ricerca che sostiene localmente Imt, l’università lucchese diretta dal professor Pietro Pietrini. Una carica che Lattanzi, già massimo dirigente della Cassa di Risparmio, originario di Carrara, avrebbe potuto ricoprire fino al 2019 in base alle regole statutarie. Ma le sue dimissioni, di fatto rassegnate nel corso della riunione del consiglio di amministrazione del 18 maggio (seppure rimaste sotto stretto riserbo fino a ieri, 23 maggio) diventano un caso perché in contemporanea assume evidenza pubblica la notizia che il figlio di Arturo Lattanzi - Nicola, 53 anni, docente universitario di economia aziendale, allo stato attuale professore associato presso il dipartimento di Economia e Management dell’ateneo pisano - vince il concorso per un posto di docente della sua materia in Imt.
La concomitanza delle due evenienze fa il giro di Lucca nell’arco di poche ore. E in realtà scuote non pochi palazzi, oltretutto visto che del possibile ingresso di Nicola Lattanzi - con un curriculum arricchito da un lunghissimo elenco di partecipazioni in cda di aziende pubbliche, non ultima la presidenza di Gaia, la società del servizio idrico dell’alta Toscana - in Imt si era ampiamente vociferato alla fine di novembre 2016, quindi appena sei mesi fa, salvo essere smentito sia dal padre Arturo in persona che dallo stesso direttore Pietrini.
Adesso però a parlare sono le carte. Intanto quelle relative al bando per un posto a tempo pieno e indeterminato di professore universitario di economia aziendale nella Scuola Imt Alti Studi Lucca: il testo della procedura di selezione risulta pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale serie 4 Concorsi ed esami numero 91 del 18 novembre 2016, in pratica in contemporanea all’uscita delle prime indiscrezioni (sul sito www.italia.co) sul possibile ingresso di Nicola Lattanzi in Imt. La scadenza per presentare domande di partecipazione al bando è il 19 dicembre 2016, un mese esatto dalla pubblicazione. Alla selezione pubblica, oltre al professor Lattanzi partecipa solo un’altra candidata, la professoressa riminese Federica Farneti, associato di Economia Aziendale al Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia di Bologna. Le altre tappe riguardano un periodo più recente. Il 20 febbraio 2017 il direttore Pietrini nomina la commissione giudicatrice della procedura di selezione, nelle persone dei professori universitari Luisa Pulejo, ordinario a Messina; Alberto Incollingo dell’Università della Campania e Stefano Adamo, dell’Università del Salento (in qualità di presidente).
Il 9 maggio 2017 - quindici giorni fa - la commissione si esprime sulla valutazione dei due candidati: «Alla luce dei giudizi espressi in merito alla produzione scientifica e al profilo scientifico, all’esperienza di ricerca e didattica dei candidati e in considerazione delle specifiche funzioni che il vincitore dovrà svolgere, dell’impostazione multidisciplinare del modello didattico della Scuola Imt Alti Studi Lucca e della prospettiva anch’essa multidisciplinare del modello di ricerca economico aziendale di Imt, la commissione all’unanimità ritiene il candidato Nicola Lattanzi idoneo a ricoprire il posto di professore universitario di prima fascia nel settore scientifico disciplinare economia aziendale...».
La ricostruzione del “caso Lattanzi” si conclude di lì a poco: nove giorni dopo che la commissione proclama Nicola Lattanzi vincitore del concorso, il padre Arturo si dimette dalla Flafr.
Adesso, interpellato su quando il professor Nicola Lattanzi diventerà operativo nel suo ruolo in Imt, il direttore Pietrini risponde che come in ogni concorso universitario «il giudizio della commissione verrà sottoposto a organismi istituzionali (il consiglio direttivo e il consiglio accademico della scuola, ndr) che decideranno se e quando il vincitore del concorso prenderà possesso del suo incarico».
Sul fronte della Flafr, per effetto delle dimissioni del presidente, la reggenza viene assunta pro tempore dal vicepresidente, ovvero il sindaco Alessandro Tambellini. E così sarà - c’è da aspettarsi - di sicuro fino al termine della tornata elettorale di giugno, quando i lucchesi saranno chiamati e esprimersi sul nuovo sindaco, e quindi se riconfermare Tambellini o eleggerne uno nuovo.
C’è da dire che negli ambienti della Flafr, come anche degli enti che vi partecipano (Fondazione Crl, Comune di Lucca, Provincia, Confindustria Lucca, Fondazione Bml) la preoccupazione per la “Lattanzi story” è alta. C’è il timore che un caso del genere, dopo il recente putiferio sollevato sull’autenticità della tesi di una studentessa eccellente di Imt - l’attuale ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia - possa offuscare la reputazione di una Scuola di Alti Studi come quella lucchese, alla quale la Fondazione Crl ha regalato, appena quattro anni fa, un campus costato 48 milioni di euro ricavato dal recupero del complesso monumentale di San Francesco. Senza trascurare che a Imt gli enti pubblici ed economici della città destinano dal 2004 (anno di nascita di Flafr) risorse economiche ingenti, che ad oggi si attestano intorno a tre milioni l’anno: uno dei due canali che alimentano Imt. L’altro è quello ministeriale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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