Il Tirreno

Lucca

«I bandi sono poco internazionali» 

Un gruppo di ex studiosi e ricercatori considera Imt come un progetto incompiuto

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LUCCA. «Imt Lucca, un progetto incompiuto». Il titolo dell’articolo comparso proprio ieri sull’autorevole sito di informazione scientifica “lavoce.info”, pone al centro della sua analisi la Scuola di Alti Studi. E lo fa con le firme in calce di Leonardo Baccini, Giammario Impullitti, Gabriel Katz, Mauricio Prado, Francesco Sobbrio e Mauro Sylos Labini. Tutti studiosi e professori che in passato hanno lavorato a Imt come ricercatori e assunti sul job market internazionale.
Un’analisi che si basa anche sulla qualità della ricerca svolta da Imt. I risultati sono positivi, ma devono fare i conti, secondo quanto riportato dall’articolo, «sul fatto che quasi tutti i docenti di economia e scienze politiche assunti dall’Imt nel corso degli anni hanno lasciato la scuola».
Non solo, nessuno dei ricercatori assunti sul mercato internazionale, una delle innovazioni iniziali della scuola insieme a quella del comitato scientifico esterno (di cui ora sul sito ufficiale della scuola non c’è più traccia), è poi diventato professore a tempo indeterminato. In altre parole, a più di dieci anni dalla sua nascita, nessun giovane ricercatore ha potuto o voluto costruire e consolidare la sua carriera all’interno della scuola.
Questo si lega, forse non a caso, alla notizia del fatto che Nicola Lattanzi, figlio di Arturo, docente universitario in materie economiche, abbia vinto un bando di Imt per la figura di professore a tempo pieno. «Posso dire, prescindendo dal caso specifico che non conosco nei dettagli, che Imt è passato da una modalità di reclutamento internazionale a una più nazionale» spiega Mauro Sylos Labini, ora professore associato all’Università di Pisa ma che dal 2007 al 2010 ha lavorato a Imt. Nel caso specifico al bando hanno partecipato solo due persone e il testo di questo era in italiano e non in inglese. E non è l’unico bando con queste modalità. In generale gli autori dell’articolo su “lavoce.info” ritengono che a «dodici anni dalla sua istituzione, Imt sembra ancora un progetto incompiuto e ben diverso da quello originario».
Alessandro Bientinesi

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