Il presidio
Arriveranno a giugno le telecamere “leggi targa”
di Alessandro Bientinesi
Dopo sette anni di attesa installate per sorvegliare le vie di accesso alla città Segnaleranno alle forze di polizia auto rubate, sospette o senza revisione
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Le prime telecamere “leggi targa” lungo i confini di Lucca verranno installate nei primi giorni di giugno. L’ordine alla ditta che si è aggiudicata l’appalto da parte della Fondazione Cassa di risparmio di Lucca e della Banca Versilia Lunigiana, che hanno finanziato il progetto per un totale di 400mila euro, è partito il 22 maggio scorso. E tra pochi giorni inizieranno i primi test per verificare il punto migliore dove installarle (saranno 8 a Lucca e 23 in Versilia). A Lucca, però, la possibilità di mettere in funzione e collegare alla centrale di polizia municipale, rete delle forze dell’ordine sul territorio e sistema centralizzato nazionale targhe e transiti (Scntt) di Napoli, sarà più semplice che in Versilia.
«Lucca ha già il sistema praticamente pronto, grazie alla possibilità di utilizzare l’antenna di Montecatino» conferma Franco Mungai, responsabile servizi tecnici della Fondazione Crl. Sulla cima della collina alta poco meno di 500 metri, infatti, sopra la cappella della chiesa parrocchiale di San Lorenzo, è stata installata pochi mesi fa un’antenna di 9 metri da utilizzare proprio per il sistema di sorveglianza urbana.
Dopo quasi sette anni, dunque, il territorio lucchese avrà le sue telecamere in grado di controllare ogni singolo veicolo in entrata e in uscita dalla città. Nel giugno 2010 l’allora ministro dell’Interno, Roberto Maroni, in Prefettura a Lucca, firmò il patto per la sicurezza che prevedeva l’impegno dei Comuni ad installare telecamere lungo le strade principali di ingresso e uscita dal territorio di Lucca. I tempi lunghi per la realizzazione del progetto sono state legate ai problemi di reperimento delle risorse per l’installazione di questi sofisticati sistemi di sicurezza. 400mila euro finanziati da Fondazione Crl e Banca Versilia Lunigiana.
La loro installazione sembrava cosa fatta nell’aprile del 2014, pochi giorni dall’omicidio di Luana Mariani, una 77enne di Forte dei Marmi soffocata da un foulard che i rapinatori le avevano cacciato in bocca per non farla gridare. Un fatto che sconvolse la comunità e spinse il prefetto Giovanna Cagliostro a riunire nella cittadina versiliese la commissione provinciale sulla sicurezza. Dove la discussione si incentrò proprio sul nuovo sistema integrato di sorveglianza.
Per arrivare a qualcosa di più concreto, però, si è dovuto attendere altri tre anni. È il 15 marzo quando nell’ufficio di gabinetto di palazzo Ducale si riuniscono i vertici delle forze dell’ordine per firmare la convenzione tra Fondazione Crl e Banca Versilia Lunigiana per il progetto di “videosorveglianza dinamica” del territorio provinciale. Inizialmente dovevano essere 33 di cui 10 per il territorio lucchese, anche se almeno inizialmente saranno 31 di cui 8 nelle vie principali di accesso a Lucca.
«Abbiamo già la mappatura di dove verranno installate – spiega ancora Mungai –. Il punto esatto delle otto postazioni, però, verrà deciso dopo l’ultimo sopralluogo. Chiaramente le telecamere, anche se in grado di “leggere” le targhe sia di giorno che di notte, devono avere una visuale libera. Sicuramente verranno installate nei pressi dei punti luce, dove sono già presenti i contatori per l’alimentazione delle telecamere».
Per questo la Fondazione ha già preso contatti con Gesam per l’organizzazione della fase di installazione dei nuovi apparecchi in grado di individuare le auto rubate, sospette o senza revisione. Non è ancora sicuro se, prima dell’inizio dell’estate, verranno installate tutte le otto telecamere nella zona di Lucca e quali punti saranno tra i primi ad essere “coperti” dal sistema di sicurezza. Probabilmente i due viale Europa, quello di Lucca nei pressi del McDonald, a pochi metri dall’autostrada A11, e quello a Marlia all’altezza della rotatoria, per importanza e intensità del traffico giornaliero potrebbero essere i primi ad essere videosorvegliati.
Ma chi si occuperà dell’installazione? L’appalto per la fornitura del materiale e l’intervento è stato vinto dalla società “Bridge 129-Safety and Security” di Reggio Emilia. Per l’installazione del software, invece, la fornitura è di un’impresa di Poggibonsi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Lucca ha già il sistema praticamente pronto, grazie alla possibilità di utilizzare l’antenna di Montecatino» conferma Franco Mungai, responsabile servizi tecnici della Fondazione Crl. Sulla cima della collina alta poco meno di 500 metri, infatti, sopra la cappella della chiesa parrocchiale di San Lorenzo, è stata installata pochi mesi fa un’antenna di 9 metri da utilizzare proprio per il sistema di sorveglianza urbana.
Dopo quasi sette anni, dunque, il territorio lucchese avrà le sue telecamere in grado di controllare ogni singolo veicolo in entrata e in uscita dalla città. Nel giugno 2010 l’allora ministro dell’Interno, Roberto Maroni, in Prefettura a Lucca, firmò il patto per la sicurezza che prevedeva l’impegno dei Comuni ad installare telecamere lungo le strade principali di ingresso e uscita dal territorio di Lucca. I tempi lunghi per la realizzazione del progetto sono state legate ai problemi di reperimento delle risorse per l’installazione di questi sofisticati sistemi di sicurezza. 400mila euro finanziati da Fondazione Crl e Banca Versilia Lunigiana.
La loro installazione sembrava cosa fatta nell’aprile del 2014, pochi giorni dall’omicidio di Luana Mariani, una 77enne di Forte dei Marmi soffocata da un foulard che i rapinatori le avevano cacciato in bocca per non farla gridare. Un fatto che sconvolse la comunità e spinse il prefetto Giovanna Cagliostro a riunire nella cittadina versiliese la commissione provinciale sulla sicurezza. Dove la discussione si incentrò proprio sul nuovo sistema integrato di sorveglianza.
Per arrivare a qualcosa di più concreto, però, si è dovuto attendere altri tre anni. È il 15 marzo quando nell’ufficio di gabinetto di palazzo Ducale si riuniscono i vertici delle forze dell’ordine per firmare la convenzione tra Fondazione Crl e Banca Versilia Lunigiana per il progetto di “videosorveglianza dinamica” del territorio provinciale. Inizialmente dovevano essere 33 di cui 10 per il territorio lucchese, anche se almeno inizialmente saranno 31 di cui 8 nelle vie principali di accesso a Lucca.
«Abbiamo già la mappatura di dove verranno installate – spiega ancora Mungai –. Il punto esatto delle otto postazioni, però, verrà deciso dopo l’ultimo sopralluogo. Chiaramente le telecamere, anche se in grado di “leggere” le targhe sia di giorno che di notte, devono avere una visuale libera. Sicuramente verranno installate nei pressi dei punti luce, dove sono già presenti i contatori per l’alimentazione delle telecamere».
Per questo la Fondazione ha già preso contatti con Gesam per l’organizzazione della fase di installazione dei nuovi apparecchi in grado di individuare le auto rubate, sospette o senza revisione. Non è ancora sicuro se, prima dell’inizio dell’estate, verranno installate tutte le otto telecamere nella zona di Lucca e quali punti saranno tra i primi ad essere “coperti” dal sistema di sicurezza. Probabilmente i due viale Europa, quello di Lucca nei pressi del McDonald, a pochi metri dall’autostrada A11, e quello a Marlia all’altezza della rotatoria, per importanza e intensità del traffico giornaliero potrebbero essere i primi ad essere videosorvegliati.
Ma chi si occuperà dell’installazione? L’appalto per la fornitura del materiale e l’intervento è stato vinto dalla società “Bridge 129-Safety and Security” di Reggio Emilia. Per l’installazione del software, invece, la fornitura è di un’impresa di Poggibonsi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
