Accordo Snai: sì dal 98% dei lavoratori
I voti favorevoli sono stati 268, appena 5 i contrari: ora la firma definitiva il 26 maggio al ministero
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PORCARI. Come prevedibile il via libera dei dipendenti Snai all’intesa sottoscritta il 16 maggio tra azienda e sindacati è arrivato, e con una maggioranza schiacciante: il 98% dei lavoratori ha detto sì. Ieri, dopo tre giorni di votazioni, c’è stato lo spoglio, e l’adesione è stata alta, con 273 votanti sui 337 complessivi delle sedi di Porcari, Milano e Roma. Nel dettaglio i sì sono stati 268, i no appena 5. Ora con questo voto l’accordo potrà essere sottoscritto al ministero del lavoro (il 26 maggio).
«Il 98% dei consensi – commenta Massimo Braccini, segretario regionale Fiom – non lascia spazio a nessuna interpretazione sull’importanza dell’intesa, che evita i licenziamenti e prova a dare una svolta di rilancio all’azienda garantendone l’occupazione. Siamo pienamente soddisfatti dell’esito che mette in evidenza un buon lavoro sindacale. La lunga ed estenuante vertenza è sempre stata accompagnata dal massimo coinvolgimento dei lavoratori e dalla democrazia. Questo sicuramente, oltre all’azione sindacale, è ciò che ha permesso di poter portare fino a conclusione positiva una vertenza in un settore così complesso». Un accordo che apre uno spiraglio per 53 lavoratori in mobilità (66 a livello nazionale) in ansia da oltre un anno. Fino al 31 dicembre i posti di lavoro sono salvi: «Adesso inizia il lavoro di monitoraggio e verifica dell’attuazione dell’accordo dopo la firma definitiva che avverrà al ministero del lavoro».
Il gruppo aveva annunciato, il 7 marzo, la mobilità per 53 lavoratori della sede di Porcari. Dopo una lunga trattativa, il 5 maggio è stato raggiunto un accordo con i sindacati a Firenze. Un accordo prevede il fondo integrazione salariale (paragonabile alla cassa integrazione) per 26 settimane, dal 3 luglio, con rotazione dei lavoratori e un incentivo all’esodo volontario. Sul tavolo resta ancora da sciogliere il nodo sull’inquadramento dei lavoratori, al centro di un complicato ed estenuante braccio di ferro con l’Inps: «Non rinunceremo – ribadisce Massimo Braccini – a vederci riconosciuti gli ammortizzatori sociali previsti dal settore metalmeccanico e i versamenti che i lavoratori hanno effettuato negli ultimi 15 anni».
Nicola Nucci
«Il 98% dei consensi – commenta Massimo Braccini, segretario regionale Fiom – non lascia spazio a nessuna interpretazione sull’importanza dell’intesa, che evita i licenziamenti e prova a dare una svolta di rilancio all’azienda garantendone l’occupazione. Siamo pienamente soddisfatti dell’esito che mette in evidenza un buon lavoro sindacale. La lunga ed estenuante vertenza è sempre stata accompagnata dal massimo coinvolgimento dei lavoratori e dalla democrazia. Questo sicuramente, oltre all’azione sindacale, è ciò che ha permesso di poter portare fino a conclusione positiva una vertenza in un settore così complesso». Un accordo che apre uno spiraglio per 53 lavoratori in mobilità (66 a livello nazionale) in ansia da oltre un anno. Fino al 31 dicembre i posti di lavoro sono salvi: «Adesso inizia il lavoro di monitoraggio e verifica dell’attuazione dell’accordo dopo la firma definitiva che avverrà al ministero del lavoro».
Il gruppo aveva annunciato, il 7 marzo, la mobilità per 53 lavoratori della sede di Porcari. Dopo una lunga trattativa, il 5 maggio è stato raggiunto un accordo con i sindacati a Firenze. Un accordo prevede il fondo integrazione salariale (paragonabile alla cassa integrazione) per 26 settimane, dal 3 luglio, con rotazione dei lavoratori e un incentivo all’esodo volontario. Sul tavolo resta ancora da sciogliere il nodo sull’inquadramento dei lavoratori, al centro di un complicato ed estenuante braccio di ferro con l’Inps: «Non rinunceremo – ribadisce Massimo Braccini – a vederci riconosciuti gli ammortizzatori sociali previsti dal settore metalmeccanico e i versamenti che i lavoratori hanno effettuato negli ultimi 15 anni».
Nicola Nucci
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