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Veleni sulla centralina: «Ci sono accordi?» 

Veleni sulla centralina: «Ci sono accordi?» 

L’accusa del comitato “Salviamo la Lima”: qualcuno pensa di poterla realizzare grazie a una causa

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BAGNI DI LUCCA. Ci sono candidati sindaco, liste e partiti a loro sostegno che, sottobanco, stanno trattando con la società privata che vuol realizzare una diga per l’impianto di produzione di energia elettrica sulla Lima, in località Casoli di Fabbriche di Casabasciana? È il timore che attanaglia il comitato “Salviamo la Lima”, che teme accordi per far passare il progetto con la scusa di evitare il costo di una causa per risarcimento.
Un tema caldo nella campagna elettorale e che sarà certamente al centro del confronto tra i quattro candidati sindaco (Massimo Betti, Claudio Gemignani, Paolo Michelini e Quinto Bernardi) organizzato dall’emittente Noi Tv stasera alle 21 nel teatro Accademico di Bagni di Lucca. In una nota, il comitato “Salviamo la Lima” afferma intanto: «Dopo un lungo periodo di torpore la Val di Lima si sta risvegliando grazie ad una combinazione azzeccata, sport-natura-turismo. Questo è, ma in prospettiva sarà, sempre più il vero volano che porterà tantissimi turisti a godere delle attrattive che questa splendida vallata può offrire. Un turismo rispettoso proprio perché attratto e selezionato dal desiderio e dalla gioia di vivere la natura in tutte le sue espressioni più immediate: a contatto con le limpide acque della Lima scendendo le spumeggianti rapide in canoa, rafting; canyoning o a percorrere i sentieri che conducono ai suoi caratteristici paesi di collina, in sella d una mountain bike, a un cavallo, o semplicemente a piedi».
Per il comitato è l’ambiente il volano che «può segnare un momento di riscatto e crescita per l'intera comunità dando vita a tante piccole attività ricettive, artigianali e di recupero urbanistico, per non parlare delle terme che finalmente potrebbero sperare in una occasione di meritato rilancio. Molto, se non tutto, addirittura, dipenderà quindi dalle scelte che la prossima amministrazione farà. Potrà incentivare queste attività emergenti favorendo così un rilancio turistico ed occupazionale che assorbirà molte energie giovanili, oppure ostacolare in favore dell'interesse di pochi amici degli amici». E qui nascono i timori del comitato che aggiunge: «In questo momento di grandi speranze si è sparsa una voce, che ci auguriamo infondata che, alcune forze politiche avrebbero già preso accordi per concedere la costruzione della centrale di Cevoli. Sarebbe, ripetiamo, se fondato, un fatto di una gravità unica perché tradirebbe le aspettative di una intera vallata. Una colata di cemento e acciaio che distruggerebbe ambiente e occupazione locale, in favore di un'opera che non porterebbe un solo posto di lavoro». Secondo il comitato la strategia per arrivarci «sarebbe quella, una volta eletti, di cedere di fronte a una causa civile di richiesta danni per la mancata concessione, così da poter raccontare ai cittadini che si tratta di un atto dovuto per salvaguardare le finanze del Comune».

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di Redazione web