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Lucca

Si allarga il progetto Francigena Greenway e arriva ad Altopascio

CAPANNORI. Tutti in sella da Lucca a Capannori e da lì fino a Porcari e Altopascio. Tutto grazie a un percorso ciclopedonale di oltre 12 chilometri, fino ad arrivare all’Ospitale dei Altopascio,...

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CAPANNORI. Tutti in sella da Lucca a Capannori e da lì fino a Porcari e Altopascio. Tutto grazie a un percorso ciclopedonale di oltre 12 chilometri, fino ad arrivare all’Ospitale dei Altopascio, passando per il centro storico di Porcari e per l’intera frazione di Badia Pozzeveri. Il tutto collegando anche le quattro stazioni ferroviarie presenti nei Comuni toccati.
In attesa che apra il cantiere dei lavori del primo lotto, quello che collega il tratto stradale di via Paladini che va da via Pini (in parte ricadente sul territorio lucchese e in parte capannorese) alla via Romana a Capannori (con una rete ciclabile che arriverà fino all’ospedale San Luca passando dalla rotonda di Antraccoli), il progetto del secondo lotto si allarga anche a comuni di Altopascio e Porcari. Le due amministrazioni insieme a Capannori (ente capofila) hanno approvato il progetto di fattibilità per partecipare al nuovo bando regionale per la realizzazione di infrastrutture per favorire la mobilità collettiva.
“Francigena Greenway extend”, questo il nome del progetto che già prevede piste ciclopedonali e aree attrezzate di sosta e scambio, lungo il percorso, appunto, della storica via Francigena. Un progetto che, unisce una valenza paesaggistica, culturale e turistica all’uso di mezzi per ridurre l’inquinamento (trasporto locale, ferrovia, piste ciclabili).
«L’infrastruttura che potrebbe nascere, oltre ad accrescere la fruibilità della via Francigena da parte dei pellegrini, andrebbe a migliorare sensibilmente la vita dei residenti. Un progetto molto ambizioso», spiegano i sindaci Luca Menesini, Sara D’Ambrosio e Alberto Baccini.
Il progetto ha un costo di 2 milioni e 253. 535 euro, finanziati per il 60% con contributo regionale attraverso la concessione del finanziamento previsto dal bando, e per il restante 40 per cento dai tre Comuni. Un percorso che vede sviluppare al suo interno ulteriori buone pratiche come la riqualificazione di alcune porzioni di territorio, la sicurezza degli utenti, la creazione di aree a traffico limitato e “slow zone” per i pedoni, nuovi punti di interscambio lungo il tracciato e un’integrazione con il servizio ferroviario che passa dalla Piana.

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