In centinaia per salutare la nuova vita del Campone
Inaugurata dopo l’opera di recupero la struttura sportiva della grande fabbrica Il “deus ex machina” è stato Ivano Carlesi. Presente anche un’erede degli Orlando
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BARGA. Le condizioni meteo poco piacevoli di ieri pomeriggio, non sono riuscite a fermare la macchina della bella ed attesissima inaugurazione del “Centro sportivo educativo Judo Club”, ovvero quei settemila metri quadrati dedicati allo sport che, a Fornaci di Barga, tutti conoscono come “Il Campone”.
Centinaia e centinaia di persone, dalle 18 in poi, hanno partecipato al varo della rinnovata e piacevolissima area polisportiva e polifunzionale: oggi ancora più splendente di quel 1935 anno in cui, grazie alla Smi della famiglia Orlando, questa zona compresa tra la stazione ferroviaria e viale Cesare Battisti, fu inaugurata. Negli ultimi anni, Il Campone ha sofferto incuria ed abbandono; oggi, a risollevarlo è stato il Ivano Carlesi, fornacino doc conosciuto paese come lo storico presidente del Judo Club Fornaci. Carlesi ha potuto farlo ricevendo la superficie in comodato d’uso dall’attuale proprietà la quale, ben felice e considerando la gloriosa storia del circolo di judo, e l’importanza per il paese di far rinascere l’area sportiva, non ci ha pensato due volte. Ha detto sì a Ivano Carlesi e così, dall’inizio di quest’anno, cioè subito dopo aver ricevuto l’ok dall’azienda, s’è messo all’opera: ha fatto scendere in campo i propri sforzi economici, riuscendo poi a realizzare in tempi record quella che tanti gli definivano un’impresa impossibile. Ma alla fine Il Campone è risorto, e pure in maniera eccelsa, grazie agli sforzi e alla tenacia di Carlesi (supportato da egregi collaboratori) che ha ridato vita a quella superficie che rappresenta una fetta della storia di ogni fornacino: qua si veniva per fare sport, giocare, trovare un po’ di relax, scambiare due parole o darsi un primo appuntamento.
Poco prima dell’inizio dell’evento che poi l’avrebbe vista come mano scelta e chiamata a tagliare l’atteso nastro, abbiamo incontrato Francesca Orlando: cioè l’erede di quella famiglia che a partire dall’inizio del Novecento fece sbarcare a Fornaci i capannoni della Smi. «Mi sento onorata e commossa che Barga mi abbia chiamato a partecipare». Anche lei, come tutti quanti sono intervenuti sul palco, hanno applaudito e ringraziato in vario modo Ivano Carlesi per il suo impegno messo a realizzare questo sogno. Ecco chi c’era: il professor Umberto Sereni; il dottor Sergio Ceccuzzi (ex ad Smi e passato dirigente di Confindustria); l’assessore regionale Marco Remaschi e la consigliera regionale Ilaria Giovannetti; il dottor Umberto Quiriconi dell’Ordine dei medici di Lucca; l’avv. Usai, presidente della Federazione italiana Judo; il sindaco di Barga Marco Bonini; Michele Manfredi direttore dello stabilimento Kme di Fornaci.
Centinaia e centinaia di persone, dalle 18 in poi, hanno partecipato al varo della rinnovata e piacevolissima area polisportiva e polifunzionale: oggi ancora più splendente di quel 1935 anno in cui, grazie alla Smi della famiglia Orlando, questa zona compresa tra la stazione ferroviaria e viale Cesare Battisti, fu inaugurata. Negli ultimi anni, Il Campone ha sofferto incuria ed abbandono; oggi, a risollevarlo è stato il Ivano Carlesi, fornacino doc conosciuto paese come lo storico presidente del Judo Club Fornaci. Carlesi ha potuto farlo ricevendo la superficie in comodato d’uso dall’attuale proprietà la quale, ben felice e considerando la gloriosa storia del circolo di judo, e l’importanza per il paese di far rinascere l’area sportiva, non ci ha pensato due volte. Ha detto sì a Ivano Carlesi e così, dall’inizio di quest’anno, cioè subito dopo aver ricevuto l’ok dall’azienda, s’è messo all’opera: ha fatto scendere in campo i propri sforzi economici, riuscendo poi a realizzare in tempi record quella che tanti gli definivano un’impresa impossibile. Ma alla fine Il Campone è risorto, e pure in maniera eccelsa, grazie agli sforzi e alla tenacia di Carlesi (supportato da egregi collaboratori) che ha ridato vita a quella superficie che rappresenta una fetta della storia di ogni fornacino: qua si veniva per fare sport, giocare, trovare un po’ di relax, scambiare due parole o darsi un primo appuntamento.
Poco prima dell’inizio dell’evento che poi l’avrebbe vista come mano scelta e chiamata a tagliare l’atteso nastro, abbiamo incontrato Francesca Orlando: cioè l’erede di quella famiglia che a partire dall’inizio del Novecento fece sbarcare a Fornaci i capannoni della Smi. «Mi sento onorata e commossa che Barga mi abbia chiamato a partecipare». Anche lei, come tutti quanti sono intervenuti sul palco, hanno applaudito e ringraziato in vario modo Ivano Carlesi per il suo impegno messo a realizzare questo sogno. Ecco chi c’era: il professor Umberto Sereni; il dottor Sergio Ceccuzzi (ex ad Smi e passato dirigente di Confindustria); l’assessore regionale Marco Remaschi e la consigliera regionale Ilaria Giovannetti; il dottor Umberto Quiriconi dell’Ordine dei medici di Lucca; l’avv. Usai, presidente della Federazione italiana Judo; il sindaco di Barga Marco Bonini; Michele Manfredi direttore dello stabilimento Kme di Fornaci.
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