Il Tirreno

Lucca

Giovani agricoltori: il volto nuovo di un mondo antico - Video

di Luigi Spinosi
Giovani agricoltori: il volto nuovo di un mondo antico - Video

All’inaugurazione della nuova sede di Coldiretti premiati gli under 40 che si sono lanciati nel mondo contadino, una scelta fatta per passione 

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LUCCA. Alcuni proseguono la tradizione di famiglia, altri la recuperano dopo qualche passaggio generazionale lontano dalla terra, per altri ancora invece è un’esperienza completamente nuova, completamente scollegata dall’attività dei propri genitori, ma c’è un elemento che unisce tutti: la passione. Quella stessa passione che li ha spinti ad affrontare un lavoro che resta sempre molto duro, che non sempre ripaga in termini economici adeguati la fatica e l’impegno messo in campo. Ma, come in ogni lavoro, quando viene fatto con passione, arriva anche un qualcosa che non può essere monetizzato: la felicità.

E felici apparivano i volti dei 25 giovani, alcuni poco più che ragazzi, che ieri mattina sono stati premiati in occasione dell’inaugurazione della sede di Coldiretti. Sono quei giovani che hanno scommesso, per l’appunto, sulla loro passione, chiamata agricoltura. È grazie a questi 25 giovani, e a molti altri come loro, se l’agricoltura, quella lucchese come quella italiana, può sperare di avere un futuro. C’è chi ha ideato nuove produzioni, chi invece ne ha recuperate altre che rischiavano di andare perdute, chi si dedica all’allevamento, chi produce miele e chi invece si dedica al caseario, chi fa la farina e chi cura i boschi, in molti casi abbinando l’attività agricola a quella ricettiva, grazie agli agriturismi. Molti usano internet come uno strumento nella loro attività, e introducono una nuova mentalità in un lavoro millenario. Il nuovo che sposa l’antico.

Molti tra loro quelli che hanno anche un curriculum scolastico di alto livello, magari pure in un campo diverso, ma che non hanno resistito alla passione. È il caso per esempio di Alessio Zampelli Iori, ingegnere, ma che da qualche anno ha deciso di dedicarsi anche al podere di Piazza a Serchio che era dei suoi nonni e abbandonato da tempo: «Sto cercando di recuperare quell’attività, come per esempio il metato, ancora la produzione è limitata, ma è un qualcosa che mi regala una grande gratificazione».

E la scuola non è solo un pezzo di carta, o solo conoscenza (che è sempre preziosa), ma da, o dovrebbe dare, anche una forma mentis in grado di affrontare la vita con più strumenti. E gli studi si sono rivelati utili anche nel caso di Samatha Tommasi, 26 anni, che ha proseguito l’attività della madre in una piccola frazione di Stazzema: «Ho deciso di fare quest’attività perché credo nel lavoro che mia madre aveva iniziato nel’92, mia madre aveva deciso di mollare e io gliel’ho impedito». Così si è dedicata alla coltivazione di farro, patate, formenton, all’allevamento e, dal 2006, anche all’agriturismo.

Il sogno del bambino che era è quello che invece ha spinto Marco Guerrucci ad avviare un’attività agricola nel Compitese: «Quando ero piccolo il mio vicino di casa era un terzista che andava a lavorare con il trattore, e io non vedevo l’ora di tornare da scuola per andare con lui nei campi. Il mio sogno sin da allora era proprio questo, quello di avere un’azienda agricola per conto mio».

Così come un’altra passione ha spinto in questo mondo Valerio Flosi: «Ho sempre avuto la passione per le api e ho deciso di dedicarmi a questa attività. Sono tre anni che mi occupo di questo e adesso vedremo magari anche di allargarci».

Quattro storie diverse ma, al tempo stesso, molto vicine tra loro, come quelle degli altri 21 giovani che, con il loro spirito, aiutamo la comunità non una, ma più volte, contribuendo, aspetto spesso dimenticato, anche a proteggere un territorio altrimenti destinato all’abbandono.
 

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