Meteo
Giorgi contro Bertocchini: la Fondazione è dei lucchesi
La capogruppo del Movimento 5 Stelle attacca il neopresidente di S. Micheletto «Faccia chiarezza sul meccanismo delle deleghe in seno all’assemblea»
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA
«La fondazione Cassa di Risparmio è dei lucchesi non dei lobbisti». Laura Giorgi, capogruppo del Movimento Cinque stelle in consiglio comunale, interviene sulle polemiche che riguardano la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. . «Lucca oggi ha una risorsa eccezionale: la Fondazione Crl. Vediamo di ricordarlo ai cittadini lucchesi tutti – scrive Giorgi – perché imparino a difenderla, evitando i danni già accaduti, tanto per dire, a Siena dove le vicende del Monte dei Paschi, si sono riversate negativamente su tutta la città. Come ha riportato, recentemente sulla stampa, Alberto Varetti, ex presidente della Cr di Lucca, “nel 1835 preti, nobili, letterati, professori, imprenditori, professionisti furono la costituente storica della Cassa di Risparmio, di cui la Fondazione omonima è la continuazione”. E, ha continuato Varetti, con affermazioni precise: «“Lo vogliamo intendere che le risorse della Fondazione sono dei cittadini della provincia di Lucca e non di chi ne è presidente? “».
A sostegno della sua tesi la capogruppo Giorgi cita poi l’articolo 1 dello statuto: “La Fondazione rappresenta la continuazione ideale della Cassa di Risparmio di Lucca, sorta con fini di beneficenza a iniziativa di privati cittadini e approvata con motu-proprio di Carlo Lodovico di Borbone Duca di Lucca in data 9 luglio 1835.
Poi l’affondo contro il neo presidente Marcello Bertocchini. «In quest’ottica – sostiene Giorgi – la carica ricoperta dagli organi e dal presidente della Fondazione, ha una valenza onorifica, ancor prima che funzionale dei compiti a cui essa è preposta. Non sono da condividere, perciò, le parole del neo presidente Bertocchini tendenti ad attribuire la ricchezza della Fondazione al management della Cassa di risparmio. Le cose non stanno così! Né per questo, come riconoscenza, (se corrispondesse al vero) bisognerebbe ancora riservare il suo ufficio al dottor Lattanzi, già presidente della Fondazione. La Cassa di risparmio prima e la Fondazione poi devono dire grazie al nostro territorio laborioso, alle capacità artigianali, industriali e turistiche dei nostri cittadini, alla nostra città insomma. Non a caso essa è stata un polo d’attrattiva per le più importanti banche italiane».
Infine, la consigliera pone l’accento sulla questione delle “deleghe in bianco”. Il riferimento è all’ultima assemblea dei soci della Fondazione, convocata per votare i nuovi ingressi e conclusasi con la clamorosa estromissione del patron di Sofidel Lugi Lazzareschi. Lo statuto, che peraltro Confindustria, aveva proposto di cambiare, non pone limiti alla raccolta di deleghe. «Presidente Bertocchini lasci stare gli auto elogi e piuttosto ci spieghi la questione delle “deleghe” (alcuni dicono in bianco, ma sicuramente non corrisponderà al vero) impropriamente utilizzate. Non possiamo accontentarci di quello che dice, con poca cautela, il vice presidente uscente Castiglioni: “perché ci si accorge del “problema deleghe” in questa occasione e non è stato sollevato il problema in altri casi recenti?”. Anche lei crede che il persistere di consuetudini che, eventualmente, non trovino riscontro nell’ordinamento giuridico costituiscano un’attenuante?».
«La fondazione Cassa di Risparmio è dei lucchesi non dei lobbisti». Laura Giorgi, capogruppo del Movimento Cinque stelle in consiglio comunale, interviene sulle polemiche che riguardano la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. . «Lucca oggi ha una risorsa eccezionale: la Fondazione Crl. Vediamo di ricordarlo ai cittadini lucchesi tutti – scrive Giorgi – perché imparino a difenderla, evitando i danni già accaduti, tanto per dire, a Siena dove le vicende del Monte dei Paschi, si sono riversate negativamente su tutta la città. Come ha riportato, recentemente sulla stampa, Alberto Varetti, ex presidente della Cr di Lucca, “nel 1835 preti, nobili, letterati, professori, imprenditori, professionisti furono la costituente storica della Cassa di Risparmio, di cui la Fondazione omonima è la continuazione”. E, ha continuato Varetti, con affermazioni precise: «“Lo vogliamo intendere che le risorse della Fondazione sono dei cittadini della provincia di Lucca e non di chi ne è presidente? “».
A sostegno della sua tesi la capogruppo Giorgi cita poi l’articolo 1 dello statuto: “La Fondazione rappresenta la continuazione ideale della Cassa di Risparmio di Lucca, sorta con fini di beneficenza a iniziativa di privati cittadini e approvata con motu-proprio di Carlo Lodovico di Borbone Duca di Lucca in data 9 luglio 1835.
Poi l’affondo contro il neo presidente Marcello Bertocchini. «In quest’ottica – sostiene Giorgi – la carica ricoperta dagli organi e dal presidente della Fondazione, ha una valenza onorifica, ancor prima che funzionale dei compiti a cui essa è preposta. Non sono da condividere, perciò, le parole del neo presidente Bertocchini tendenti ad attribuire la ricchezza della Fondazione al management della Cassa di risparmio. Le cose non stanno così! Né per questo, come riconoscenza, (se corrispondesse al vero) bisognerebbe ancora riservare il suo ufficio al dottor Lattanzi, già presidente della Fondazione. La Cassa di risparmio prima e la Fondazione poi devono dire grazie al nostro territorio laborioso, alle capacità artigianali, industriali e turistiche dei nostri cittadini, alla nostra città insomma. Non a caso essa è stata un polo d’attrattiva per le più importanti banche italiane».
Infine, la consigliera pone l’accento sulla questione delle “deleghe in bianco”. Il riferimento è all’ultima assemblea dei soci della Fondazione, convocata per votare i nuovi ingressi e conclusasi con la clamorosa estromissione del patron di Sofidel Lugi Lazzareschi. Lo statuto, che peraltro Confindustria, aveva proposto di cambiare, non pone limiti alla raccolta di deleghe. «Presidente Bertocchini lasci stare gli auto elogi e piuttosto ci spieghi la questione delle “deleghe” (alcuni dicono in bianco, ma sicuramente non corrisponderà al vero) impropriamente utilizzate. Non possiamo accontentarci di quello che dice, con poca cautela, il vice presidente uscente Castiglioni: “perché ci si accorge del “problema deleghe” in questa occasione e non è stato sollevato il problema in altri casi recenti?”. Anche lei crede che il persistere di consuetudini che, eventualmente, non trovino riscontro nell’ordinamento giuridico costituiscano un’attenuante?».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
