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Lucca

malasanità 

La giovane madre morì di setticemia Il rimborso dell’Asl

di Luca Tronchetti

LUCCA. Si chiude con un accordo transattivo la dolorosa vicenda di Sabrina Baldanzi, 42 anni, impiegata all’ufficio legale della Kartogroup, uccisa nel novembre 2011 da un banale virus influenzale....

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LUCCA. Si chiude con un accordo transattivo la dolorosa vicenda di Sabrina Baldanzi, 42 anni, impiegata all’ufficio legale della Kartogroup, uccisa nel novembre 2011 da un banale virus influenzale. Proprio ieri mattina l’azienda sanitaria locale - d’intesa con i familiari della giovane donna e attraverso l’avvocato Gaetano Anastasio - ha versato 350mila euro che si sommano ad una cifra analoga versata precedentemente e non senza difficoltà dall’Asl a titolo di provvisionale su disposizione del giudice del tribunale penale. In tutto quindi 700mila euro per chiudere il procedimento aperto davanti al giudice civile. Soldi che non restituiranno la giovane madre alla sua bella famiglia. Perché nessuna cifra può compensare un dolore così straziante. La somma che il giudice aveva suddiviso tra il coniuge, i genitori di Sabrina e il figlio, che all’epoca della tragedia aveva 3 anni e oggi ne ha quasi 9 e frequenta le scuole elementari, verrà convogliata interamente a favore del ragazzino che ha già sofferto della mancanza della mamma affinché il suo futuro possa essere meno incerto.
Il procedimento penale. Chiusa la vicenda civile resta aperto il processo penale che aveva visto la condanna per omicidio colposo derivante da colpa medica sia in primo grado (il collegio giudicante lucchese presieduto dal giudice Stefano Billet il 7 maggio 2013 condannò l’imputata a 2 anni) che in corte d’Appello (un anno per la concessione delle attenuanti generiche) della dottoressa Patrizia Gaglianone, 56 anni, originaria di Rosignano. Stando all’accusa il medico di turno al pronto soccorso avrebbe sottovalutato le condizioni di salute della paziente non diagnosticando un banale virus influenzale che poi avrebbe portato la giovane madre al decesso per setticemia la mattina del 5 novembre 2011. Tuttavia il 28 aprile scorso la quarta sezione della Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Firenze e il medico, difeso dall’avvocato Tiziana Mannucci, dovrà comparire adesso davanti a un’altra sezione della Corte d’Appello di Firenze per essere nuovamente giudicata.
Risarcimento difficoltoso.
Per il legale della famiglia della vittima, avvocato Baldanzi, non fu semplice ottenere la provvisionale stabilita dal collegio del tribunale di Lucca. Fu costretto nel febbraio 2015, accompagnato dall’ufficiale giudiziario, a far pignorare la somma in contanti che in quel momento di trovava nelle casse del Cup dell’ospedale San Luca suscitando le ire del direttore del servizio amministrativo. Una mossa che costringe l’azienda sanitaria locale a versare nel giro di poco tempo i 350mila euro stabiliti come provvisionale dai giudici del tribunale. Ieri, a cinque anni e mezzo dall’evento luttuoso, almeno a livello civile il caso è chiuso.

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