Il Tirreno

Lucca

Kedrion è in salute fattura 660 milioni 

di Gianni Parrini
Kedrion è in salute fattura 660 milioni 

I numeri dell’azienda dei Marcucci illustrati in un convegno

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LUCCA
Le medicine funzionano da tutti i punti di vista. Lo dimostra lo stato di salute dell’industria farmaceutica, che è in perfetta forma e sta trainando (assieme agli autotrasporti) il Paese fuori dalla crisi. Di questo (e di molto altro) si è parlato ieri all’evento “Innovazione e Produzione di Valore”, organizzato di Farmindustria. Ad ospitare il gotha della farmaceutica italiana, in particolare toscana, è stato lo stabilimento Kedrion Biopharma di Bolognana. . A fare gli onori di casa ci ha pensato Paolo Marcucci presidente e amministratore delegato di Kedrion. Sul palco si sono succeduti il presidente di Confindustria Toscana Pierfrancesco Pacini; Stefano Gonnelli di Farmindustria; Fabio Pammolli, professore di economia al politecnico di Milano. Dopo gli interventi di Marialiana Marcucci (Kedrion) e ed Ennio Troiano (Menarini), che hanno dato testimonianza dei successi della farmaceutica Toscana, sul palco si è tenuta una interessante tavola rotonda sulla governance della farmaceutica. A chiudere l’evento l’intervento dell’assessore regionale Stefania Saccardi.
Rinascimento...Farmaceutico. La Toscana rappresenta la terza Regione italiana per ciò che riguarda l’economia del farmaco. Firenze, Lucca, Siena, Pisa: i fiori all’occhiello del settore. Insieme contano 11mila occupati nella Regione, tra quelli diretti (6.500, dei quali 850 ricercatori) e nell’indotto (4.500). Firenze è la prima provincia, con circa 3.000 addetti ed è sede di importanti imprese del farmaco che producono medicinali destinati ai mercati internazionali. Lucca, con oltre 850 addetti, è un polo internazionale per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di emoderivati. Siena, con più di 2.200 occupati, è un importante centro di ricerca e produzione di vaccini esportati in tutto il mondo. E anche Pisa è sede di importanti centri produttivi che vendono all’estero circa il 50% dell’export hi tech della provincia. Quattro province farmaceutiche che sono tra le prime 20 in Italia, con 15 stabilimenti produttivi e 9 imprese con centri di Ricerca.
Le aziende toscane esportano 1,2 miliardi, oltre il 60% della loro produzione che è di circa 2 miliardi. Un export triplicato dal 2000 ad oggi. Non solo. L’incidenza delle esportazioni farmaceutiche sul totale hi tech della regione è pari al 64%. E ancora: la Toscana è la terza regione in Italia per addetti nella R&S e quarta per investimenti in R&S (250 milioni). È nella top 10 dei poli hi tech in Italia. Può contare su imprese del farmaco fortemente specializzate nella ricerca: i ricercatori sono il 13% degli addetti, più che nella media del settore (10%) e di tutta l’economia (1%).
Risultati raggiunti grazie al grande contributo di alcune tra le più importanti imprese a capitale italiano, ai primi posti per investimenti e per internazionalizzazione tra le imprese nazionali di tutti i settori manifatturieri. E delle imprese estere per le quali l’Italia è un vero e proprio hub: con 30 miliardi di produzione l’Italia è seconda nell’Unione Europea, dopo la sola Germania (che presto potrebbe anche superare, candidandosi così ad ospitare l’Agenzia europea del farmaco).
«La Toscana farmaceutica – ha dichiarato Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria – così come altre regioni, è la dimostrazione della forza dell’italianità, a prescindere dalla nazionalità del capitale, che il mondo ci invidia.
Storia di famiglia. Il roadshow è stato l’occasione per fare il punto sulle attività di Kedrion, illustrate da Marialina Marcucci, membro del cda, con una originale presentazione della storia del gruppo. «Siamo un’azienda che opera in un ambito di nicchia della farmaceutica, ma nel nostro settore, quello dei farmaci plasma derivati, siamo il quinto player mondiale e il primo in Italia. Il nostro fatturato è di 660 milioni di euro e abbiamo una presenza commerciale in circa 100 Paesi con aziende operanti in Europa, Stati Uniti, America Latina e Asia. Kedrion si avvale della collaborazione quotidiana di oltre 2.300 dipendenti a livello globale: quasi il 50% si trova in Italia, il 37% in Toscana; il 35% sono under 35; il 50% sono donne». Una storia che comincia con Luigi Marcucci, emigrato a Chicago all’inizio del Novecento, dove avviò la produzione di pane italiano facendo una fortuna, e prosegue con i figli che negli anni Sessanta si lanciano nell’impresa farmaceutica acquisendo la Biagini a Pisa. Una storia che ora prosegue su scala planetaria con la terza generazione della famiglia. (g.p.)

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