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«Contrario alle fusioni dall’alto»
Il sindaco Mario Puppa apre comunque all’ipotesi accorpamenti
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CAREGGINE. Contrario alle fusioni di Comuni calati dall’alto, questa volta il sindaco della comunità più piccola della provincia di Lucca, quella Careggine che conta 550 anime, sembra aprire all’ipotesi accorpamenti. «Sono sempre stato contrario alle fusioni di comuni calate dall’alto - spiega Mario Puppa -. Questa volta però siamo arrivati al punto che a causa dei continui tagli ai bilanci, al blocco delle assunzioni di personale, al divieto di contrarre mutui, i piccoli Comuni come il mio vengo “costretti” a scelte obbligate».
Puppa riconosce l’importanza di mantenere i presidi, dunque, ma anche la necessità, al netto dei continui tagli di bilancio, di non poter non più prendere in considerazione l’ipotesi di fusione, principalmente per questioni economiche. «I rilevanti incentivi economici offerti da Stato e Regione per gli anni a venire inducono poi ad accelerare processi che saranno in futuro inesorabili - aggiunge ancora il primo cittadino di Careggine -. Siamo davanti a decisioni che vanno assunte con i principi del “buon padre di famiglia”. Decisioni che non possono che tendere al mantenimento di servizi essenziali e alla realizzazione di opere indispensabili per la comunità. Non ci resta quindi che metterci immediatamente a lavoro giocandosi, al meglio e fino in fondo, le carte che la politica ha lasciato nelle nostre mani». Puppa, dunque, pensa a come sfruttare queste occasioni per pensare a migliorare i servizi ai propri cittadini.
Puppa riconosce l’importanza di mantenere i presidi, dunque, ma anche la necessità, al netto dei continui tagli di bilancio, di non poter non più prendere in considerazione l’ipotesi di fusione, principalmente per questioni economiche. «I rilevanti incentivi economici offerti da Stato e Regione per gli anni a venire inducono poi ad accelerare processi che saranno in futuro inesorabili - aggiunge ancora il primo cittadino di Careggine -. Siamo davanti a decisioni che vanno assunte con i principi del “buon padre di famiglia”. Decisioni che non possono che tendere al mantenimento di servizi essenziali e alla realizzazione di opere indispensabili per la comunità. Non ci resta quindi che metterci immediatamente a lavoro giocandosi, al meglio e fino in fondo, le carte che la politica ha lasciato nelle nostre mani». Puppa, dunque, pensa a come sfruttare queste occasioni per pensare a migliorare i servizi ai propri cittadini.
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