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«No ai voucher camuffati», sindacato pronto a manifestare
LUCCA. «Coupon, card o libretto, insomma i voucher in versione rivista e corretta: è il tentativo in corso al Senato nella manovra di correzione dei conti di reintrodurre uno strumento abolito dal...
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LUCCA. «Coupon, card o libretto, insomma i voucher in versione rivista e corretta: è il tentativo in corso al Senato nella manovra di correzione dei conti di reintrodurre uno strumento abolito dal governo per paura dei referendum e che ora li ripropone dopo una rivisitazione al ribasso». È l’accusa mossa da Mariarosaria Costabile, segretario provinciale della Cgil di Lucca verso i “lavori in corso” nella commissione lavoro del Senato.
La Cgil di Lucca, lo dice chiaro, è pronta alla mobilitazione, anche a scendere in piazza se sarà necessario: contro i voucher, prima ancora della loro abolizione, si era chiaramente schierata. Nel 2016 la provincia di Lucca è risultata seconda dopo Firenze nella graduatoria regionale per l'utilizzo dei voucher: oltre 1 milione e 240.000 i buoni del valore nominale di 10 euro staccati dalle aziende per pagare 12 milioni di prestazioni lavorative. I settori in cui si è fatto più ricorso a questo strumento sono il turismo (210.235), il commercio (176.469) e il settore dei servizi (89.849)
«Esprimiamo tutta la nostra indignazione e riteniamo tutto ciò irrispettoso nei confronti di tutti i cittadini, ma soprattutto nei confronti di chi per anni ha subito questo strumento come forma di ricatto per il lavoro - aggiunge la Costabile -. Occorre ricordare - prosegue - che i voucher sono esplosi in pochi anni passando da 125.000 nel 2003 ai 140 milioni di oggi, senza creare che un solo posto di lavoro in più ma diventando uno strumento per sostituire i contratti di lavoro regolari, pagare la metà un ora di lavoro, togliendo diritti e tutele al lavoratore e coprire il lavoro nero».
Per questi motivi la Cgil «ha presentato una proposta di legge di iniziativa popolare, Carta dei Diritti Universali del Lavoro, per la quale ha raccolto un milione e 200 mila firme, incardinata alla commissione Lavoro di Montecitorio lo scorso 9 marzo 2017, all'interno della quale agli articoli 80 e 81, un comma che prevede la possibilità di un lavoro occasionale, che assicura a coloro che vengono impiegati pienezza contributiva, previdenziale e assicurativa».
«Noi - conclude la segretaria provinciale Cgil - come sindacato anche in provincia di Lucca siamo pronti a fare la nostra parte e la nostra risposta nei confronti di questo governo che continua ad operare in maniera unilaterale e senza confronto con le parti sociali sarà ferma e determinata».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Cgil di Lucca, lo dice chiaro, è pronta alla mobilitazione, anche a scendere in piazza se sarà necessario: contro i voucher, prima ancora della loro abolizione, si era chiaramente schierata. Nel 2016 la provincia di Lucca è risultata seconda dopo Firenze nella graduatoria regionale per l'utilizzo dei voucher: oltre 1 milione e 240.000 i buoni del valore nominale di 10 euro staccati dalle aziende per pagare 12 milioni di prestazioni lavorative. I settori in cui si è fatto più ricorso a questo strumento sono il turismo (210.235), il commercio (176.469) e il settore dei servizi (89.849)
«Esprimiamo tutta la nostra indignazione e riteniamo tutto ciò irrispettoso nei confronti di tutti i cittadini, ma soprattutto nei confronti di chi per anni ha subito questo strumento come forma di ricatto per il lavoro - aggiunge la Costabile -. Occorre ricordare - prosegue - che i voucher sono esplosi in pochi anni passando da 125.000 nel 2003 ai 140 milioni di oggi, senza creare che un solo posto di lavoro in più ma diventando uno strumento per sostituire i contratti di lavoro regolari, pagare la metà un ora di lavoro, togliendo diritti e tutele al lavoratore e coprire il lavoro nero».
Per questi motivi la Cgil «ha presentato una proposta di legge di iniziativa popolare, Carta dei Diritti Universali del Lavoro, per la quale ha raccolto un milione e 200 mila firme, incardinata alla commissione Lavoro di Montecitorio lo scorso 9 marzo 2017, all'interno della quale agli articoli 80 e 81, un comma che prevede la possibilità di un lavoro occasionale, che assicura a coloro che vengono impiegati pienezza contributiva, previdenziale e assicurativa».
«Noi - conclude la segretaria provinciale Cgil - come sindacato anche in provincia di Lucca siamo pronti a fare la nostra parte e la nostra risposta nei confronti di questo governo che continua ad operare in maniera unilaterale e senza confronto con le parti sociali sarà ferma e determinata».
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