Il Tirreno

Lucca

Condannato a 28 mesi per la tentata rapina ai danni dello zio  

di Luca Tronchetti
Condannato a 28 mesi per la tentata rapina ai danni dello zio  

Nipote torna libero dopo la carcerazione preventiva  Aveva aggredito il parente per rubargli il borsello con i soldi    

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LUCCA. Per rubargli il borsello contenente una cospicua somma di denaro il nipote aggredì lo zio colpendolo alla testa con un martello. Accadde il 14 luglio dello scorso anno e a distanza di 10 mesi Mattia Gabrielleschi, 37 anni, originario di Grosseto, l’autore della tentata rapina e delle lesioni plurime aggravate è stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione senza i benefici di legge e 600 euro di multa dal giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Pezzuti. Era in regime di custodia cautelare (carcerazione preventiva) e al termine dell’udienza camerale il giudice ha disposto la remissione in libertà. Gabrielleschi tornerà a casa in attesa del processo d’Appello.
I fatti. Gabrielleschi era stato fermato dagli investigatori della squadra Mobile alla stazione di Altopascio. Poche ore prima, intorno alle 12,30, l’uomo si era presentato a casa dello zio, nel quartiere di San Vito. Aveva chiesto al parente di poter entrare in casa per fare una telefonata. Mentre il pensionato si era voltato per aprirgli la porta, il nipote lo aveva colpito alla testa con un oggetto contundente, probabilmente un martello. Lo zio era crollato a terra ferito e sanguinante, ma aveva trovato la forza di urlare e le sue grida avevano messo in fuga l'aggressore. Gabrielleschi a quel punto era andato a casa del fratello, che abita a Porcari ma che in quel momento si trovava al lavoro. Lì aveva preso le chiavi di un'auto e si era dileguato.
Nel frattempo lo zio era stato portato al pronto soccorso per essere curato: le sue condizioni con il passare del tempo erano migliorate e comunque non era mai stato in pericolo di vita.
Le indagini. Nell’immediatezza erano partite le ricerche degli investigatori della squadra Mobile diretta dal commissario Silvia Cascino. Ma poche ore dopo l’aggressione a scopo di rapina lo stesso Gabrielleschi aveva chiamato al telefono il fratello, nel frattempo venuto a conoscenza dell'accaduto, si era dichiarato pentito di quanto era accaduto. Era infatti stato il fratello a convincerlo a costituirsi e a tornare a casa a Porcari. Ma nonostante le rassicurazioni il trentasettenne non si era presentato. Ripartita la caccia all'uomo, l'auto su cui si era allontanato venne segnalata ad Altopascio dove gli investigatori intorno alle 21 rintracciarono Gabrielleschi alla stazione ferroviaria, in attesa di salire su un treno per darsi alla fuga. A quel punto scattò l’arresto con l’accusa di tentata rapina e lesioni plurime aggravate. Secondo gli inquirenti il trentaseienne, afflitto da voleva di tossicodipendenza, voleva rapinare lo zio per comprarsi della droga.

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