Il presidio
Camera di commercio a rischio trasloco Allarme di Mencarini
LUCCA. Elisabetta Mencarini, candidata nella lista SiAmo Lucca richiama l’attenzione sulla possibile perdita della Camera di Commercio a vantaggio di Viareggio: «A seguito del riordino della Camere...
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LUCCA. Elisabetta Mencarini, candidata nella lista SiAmo Lucca richiama l’attenzione sulla possibile perdita della Camera di Commercio a vantaggio di Viareggio: «A seguito del riordino della Camere di Commercio italiane è stata stabilita una loro riduzione da 150 a 60, con obbligo di fusione per gli enti camerali con meno di 75.000 imprese. Tra quelle che non raggiungono questo numero in Toscana vi sono Lucca, Pisa, Massa Carrara, Prato, Pistoia, Siena e Arezzo. Per Lucca,è previsto un accorpamento con Pisa e Massa Carrara e, ad oggi, pare altamente probabile che la sede ufficiale venga spostata a Viareggio. Ciò significa che Lucca perderà la sua sede storica di Corte Campana e questo è un ulteriore segnale di decentramento a cui è destinata ad avviarsi inesorabilmente: non dimentichiamo che Lucca non è sede ufficiale di Confindustria Nord a seguito della fusione con le Associazioni di Pistoia e Prato e, nell’ambito sanitario, non ha più il servizio del 118 dirottato su Viareggio».
«Oltre all’aspetto storico e di tradizione – continua Mencarini – esiste la connotazione economica di una Camera di Commercio locale, sensibile e organizzata per offrire tutela e servizi al tessuto economico che caratterizza il territorio. Le competenze sviluppate negli anni, il know-how, l’esperienza che si lega alla tipicità di un’economia locale. La nostra Camera di Commercio dovrà acquisire conoscenze e competenze in ambiti che da sempre non riguardano e non caratterizzano Lucca, disperdendo risorse ed energie. Viene da interrogarci sulle ragioni che hanno portato Lucca a un tale declassamento, ma il percorso sembra identico a quello del 118: un disinteresse da parte del Comune e, comunque, l’incapacità del sindaco Tambellini e della giunta a rivendicare ruolo e funzioni per la città. Una totale assenza di sensibilità amministrativa e sociale, come se l’economia locale non fosse una questione del sindaco. Un “immobilismo” amministrativo che si è evidenziato in più ambiti e che ha creato quel divario tra l'economia lucchese e la società, i cui effetti saranno più evidenti negli anni a seguire, soprattutto in termini di sviluppo, costi e occupazione. Per questo è necessario invertire questa pericolosa tendenza».
«Oltre all’aspetto storico e di tradizione – continua Mencarini – esiste la connotazione economica di una Camera di Commercio locale, sensibile e organizzata per offrire tutela e servizi al tessuto economico che caratterizza il territorio. Le competenze sviluppate negli anni, il know-how, l’esperienza che si lega alla tipicità di un’economia locale. La nostra Camera di Commercio dovrà acquisire conoscenze e competenze in ambiti che da sempre non riguardano e non caratterizzano Lucca, disperdendo risorse ed energie. Viene da interrogarci sulle ragioni che hanno portato Lucca a un tale declassamento, ma il percorso sembra identico a quello del 118: un disinteresse da parte del Comune e, comunque, l’incapacità del sindaco Tambellini e della giunta a rivendicare ruolo e funzioni per la città. Una totale assenza di sensibilità amministrativa e sociale, come se l’economia locale non fosse una questione del sindaco. Un “immobilismo” amministrativo che si è evidenziato in più ambiti e che ha creato quel divario tra l'economia lucchese e la società, i cui effetti saranno più evidenti negli anni a seguire, soprattutto in termini di sviluppo, costi e occupazione. Per questo è necessario invertire questa pericolosa tendenza».
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