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Snai: ora la parola ai lavoratori 

Snai: ora la parola ai lavoratori 

I dipendenti sono chiamati a votare sull’accordo tra azienda e sindacato

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PORCARI . Sono circa 450 i lavoratori della Snai (di cui circa 420 a Porcari) chiamati, tra oggi e lunedì, a votare per decidere al referendum per ratificare l’accordo siglato a Firenze tra azienda e sindacato e che prevede, tra le altre cose, una sospensione delle procedure di mobilità per 66 (53 a Porcari) dipendenti. I 350 lavoratori del settore metalmeccanico, riuniti ieri in assemblea, dovranno votare sì o no depositando una scheda nelle urne all’ingresso dello stabilimento di Porcari, dove è concentrato il maggior numero dei lavoratori.
Il settore del commercio (un trentina di addetti) sarà coinvolto con un altro referendum, ma l’accordo è unico per tutti i lavoratori, compresi ovviamente quelli e delle sedi di Roma e Milano. Se arriverà il via libera dai lavoratori l’accordo dovrà essere firmato e sottoscritto dal ministero del Lavoro il 26 maggio.
«Un accordo sindacale che evita i licenziamenti – ribadisce Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom – l’azienda ha accettato i punti fondamentali delle richieste sindacali e l’attivazione di strumenti alternativi per la gestione del personale eccedente». L’intesa illustrata ai lavoratori metalmeccanici e soggetta all’approvazione, prevede il ricorso al fondo di integrazioni salariali (Fis), un meccanismo di garanzia simile alla cassa integrazione, a decorrere dal 3 luglio per un periodo di 26 settimane con una rotazione del personale e la disponibilità dell’azienda ad anticipare mensilmente l’importo. È previsto inoltre un sistema di incentivo all’esodo su base volontaria per i lavoratori che non si oppongono al licenziamento. Durante i sei mesi di utilizzo del Fis sarà attivato un monitoraggio con incontri mensili.
Resta ancora da sciogliere il “nodo” sull’inquadramento dei lavoratori, al centro di un braccio di ferro con l’Inps. «Nello stesso tempo non rinunceremo a vederci riconosciuti gli ammortizzatori sociali previsti dal settore industria metalmeccanica e i versamenti che i lavoratori hanno effettuato in questi ultimi 15 anni», attacca Braccini, il quale che sottolinea come «l’accordo raggiunto dopo un anno di incontri, discussioni e iniziative sindacali, segna comunque un punto di svolta importante per i lavoratori del gruppo e un settore complesso come quello legato al gioco, dove nel corso degli anni c’è stata una crescita esponenziale, ma che nello stesso tempo ha accumulato debiti per una probabile gestione imprenditoriale non proprio consona».
Secondo Braccini «la fusione delle società è stata un’ancora di salvataggio, ma il processo di organizzazione del lavoro tra le varie sedi di Porcari, Roma e Milano deve essere completato e si potrà fare solo se l’azienda non percorrerà le strade del passato e assumerà una visione industriale basata anche sulle relazioni sindacali che appartengono i grandi gruppi aziendali».
Nicola Nucci

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