Il Tirreno

Lucca

La proposta: in Valle un grande Comune fondendone tre  

di Nicola Bellanova
La proposta: in Valle un grande Comune fondendone tre  

L’ex consigliere regionale Pellegrinotti lancia l’idea di unire Barga, Gallicano e Coreglia Antelminelli

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BARGA. Un unico, grande Comune, che comprenda tre territori legati da scambi e infrastrutture, nonché con problemi condivisi come Barga, Gallicano e Coreglia Antelminelli. Mentre il dibattito sull’opportunità o meno di progettare fusioni tra enti stenta a decollare, c’è chi, come l’ex consigliere regionale Pd Ardelio Pellegrinotti, presenta un progetto organico e supportato da valutazioni oggettive: «In questi giorni si parla di fusioni per esigenze finanziarie, con proposte che tengono conto più di aspetti territoriali, di vecchie localizzazioni burocratiche. Invece bisogna ragionare di fusione tra Comuni tenendo conto della funzionalità dei servizi e dello sviluppo sociale ed economico. La fusione tra Barga, Gallicano e Coreglia, di cui potrebbe far parte anche Fabbriche di Vergemoli, risponde a questi presupposti».
Nascerebbe un comune di oltre 20. 000 abitanti. La tesi di Pellegrinotti è basata su dati socioeconomici e di opportunità per i cittadini: «C’è già uno scambio quotidiano tra la nostra gente, con rapporti di lavoro, di studio, di sport, di sanità. Se un extraterrestre venisse sulla terra penserebbe a questo territorio come un unicum. Pensiamo solo a quanti ponti uniscono questi territori». Il Serchio, da Ponte di Campia a Turritecava, è attraversato da 5 infrastrutture che collegano i tre territori: Turritecava, Bolognana, due a Gallicano, Campia. «Oggi i Comuni così come sono non possono più andare avanti – riprende l’ex consigliere ed ex sindaco – non è possibile garantire i servizi alla popolazione senza aumentare i costi. Ma non è solo una questione di soldi. Se governi a malapena il quotidiano, non puoi progettare lo sviluppo. E questo sta accadendo. Abbiamo bisogno di pensare in grande, dobbiamo pensare a dare ai nostri giovani le opportunità che hanno i loro coetani che vivono in città. Dobbiamo cercare di dare loro lavoro, servizi scolastici migliori, aree e complessi sportivi adeguati, garantire una sanità efficiente. Per questo è necessario un Comune che abbia amministratori che pensino in grande, ma anche personale adeguato».
Le condizioni sono cambiate rispetto a due decenni fa, e i problemi occupazionali e sociali si sono accentuati: «Penso alla Kme, che vede ridurre il personale anno dopo anno, penso con preoccupazione al 2018, a quello che potrebbe essere e diventare quella fabbrica. Ma penso anche alle potenzialità che ha quella vasta area di terreno, già oggi non utilizzato dalla Kme, per farci altre cose, con un progetto che abbia ricadute sociali e occupazionali per l’intera valle. Abbiamo fortificazioni, percorsi tematici, attrazioni paesaggistiche e altro. È ora di rendere produttivi e trasformare in lavoro i soldi investiti. Un Comune del genere sarebbe in grado di accogliere i visitatori e distribuirli sul territorio ricco di bellezze storiche e naturalistiche». Il percorso burocratico è lungo e complesso, ma Pellegrinotti esorta una mobilitazione della gente: «Devono essere i cittadini a volere la fusione, che non si fa imponendola dall’alto. Certo se le amministrazioni fossero d’accordo tutto sarebbe più semplice, se no vi è la via della raccolta di firme e, in fondo a questi percorsi, un referendum».

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