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Lucca

Dichiarata fallita l’impresa edile Casanova Costruzioni

LUCCA. L’istanza di fallimento presentata dal Monte dei Paschi di Siena non lascia scampo all’impresa edile Casanova Costruzioni srl con sede a Santa Maria a Colle e rappresentata dall’amministratore...

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LUCCA. L’istanza di fallimento presentata dal Monte dei Paschi di Siena non lascia scampo all’impresa edile Casanova Costruzioni srl con sede a Santa Maria a Colle e rappresentata dall’amministratore unico Antonio Casanova. E nonostante il tentativo di concordato in bianco, curato dall’avvocato Gaetano Anastasio, non riuscendo a monetizzare la vendita di alcuni immobili di pregio in via Guinigi alla fine l’impresa rinuncia all’ipotesi concordataria ed è costretta ad arrendersi. Così ieri mattina il tribunale (presidente Giulio Giuntoli, giudice relatore Giacomo Lucente e giudice Carmine Capozzi) dichiara il fallimento della storica impresa di costruzioni, ristrutturazioni, compravendite e locazioni di immobili. Curatore viene nominata la commercialista Alessia Cavallini mentre l’esame dello stato passivo viene fissato per il 30 gennaio 2018.
I fatti. Dopo l’istanza presentata dal Monte dei Paschi di Siena il tribunale fissò l’udienza il 27 settembre dello scorso anno per l’audizione della parte debitrice. Proprio prima dell’udienza pre fallimentare la Casanova Costruzioni presentò la domanda di ammissione al concordato preventivo. L’impresa edile aveva stipulato un contratto di conto corrente il 27 marzo 2000 alla filiale di Massarosa e dopo 16 anni il contratto presentava un saldo debitore di un milione e 119mila euro oltre ad interessi al tasso legale dalla chiusura del rapporto avvenuta nel marzo 2016. Il Monte dei Paschi sciogliendo il rapporto intimava la ditta ad adempiere alle obbligazioni e restituire quanto dovuto. Ma all’intimazione di provvedere al pagamento la ditta rimase inadempiente. L’esposizione che risulta al sistema centrale rischi interbancaria ammontava a 7 milioni al marzo 2016 e l’ultimo bilancio di esercizio depositato il 31 dicembre 2012 presentava una perdita pari a 834mila euro con un aumento esponenziale rispetto al 2011 dove la perdita di esercizio si attestava sui 30mila euro. Il valore della produzione era passato da un +552mila euro nel 2010 a un -262mila euro nel 2012 con i debiti verso i fornitori che ammontavano a oltre un milione di euro.
Tentativo fallito. L’unico modo per ridurre il debito e salvare il salvabile era quella di una vendita anche a prezzi decisamente inferiori di una serie di edifici di pregio in via Guinigi. Ma la crisi del mercato immobiliare che, specie per certi vani, non accenna a diminuire. Così dopo vari tentativi andati a vuoto la decisione inevitabile di rinunciare al piano concordatario.
(l.t.)

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