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Centinaia di assunzioni negli istituti lucchesi
di Luca Cinotti
Sono 142 i docenti che andranno in pensione e saranno sostituiti
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LUCCA. Centinaia di posti lasciati vacanti dagli attuali docenti e che, a settembre, dovranno essere “riempiti” con l’immissione in ruolo di nuovi docenti (ma anche personale amministrativo). È l’effetto delle richieste di pensionamento nel mondo nella scuola che - negli ultimi giorni - sono state computate dall’ufficio scolastico provinciale.
Nel dettaglio sono 177 le domande arrivate negli uffici di piazza Guidiccioni. Di queste, 142 sono di docenti, due di insegnanti di religione cattolica e i restanti 33 fanno parte del personale ausiliario in tutte le sue declinazioni, dai collaboratori scolastici (cioè i bidelli) fino ai direttori dei servizi generali e amministrativi.
All’interno dei vari cicli di studio è nelle scuole superiori che si assisterà all’esodo maggiore: ad aver raggiunto i requisiti per il pensionamento sono infatti 44 insegnanti, concentrati in particolari fra i docenti di lettere e quelli di scienze naturali (cinque per ognuna delle classi di insegnamento).
Saranno invece 35 gli esodi a settembre nella scuola elementare: di questi ben sei sono quelli che avverranno nell’istituto comprensivo di Bagni di Lucca. Trentatré i docenti che non rientreranno in classe nelle scuole medie: si tratta soprattutto di insegnanti di educazione tecnica (nove), italiano, storia e geografia (nove) ed educazione fisica (sette). Trenta, infine, gli insegnanti della scuola materna che hanno finito la propria carriera lavorativa.
Il contingente di pensionandi lucchesi fa parte dei 21.000 che, secondo i dati del Ministero dell’istruzione, cesseranno dall’insegnamento dal prossimo 1° settembre. Ma la quota di insegnanti da dover assumere per il prossimo anno scolastico dovrebbe essere ben maggiore. L’accordo fra Miur e sindacati, infatti, è stato raggiunto sulla cifra di 52.000 docenti. Per raggiungere questo numero, infatti, si aggiunge ai 21.000 pensionamenti la quota dei 16.000 posti già vacanti e disponibili e dei circa 15.000 - e questa è la novità - garantite dalla trasformazione di 15.100 posti (dell’organico) di fatto, che venivano cioè assegnati ogni anno a supplenti - precari - in altrettanti posti (di organico) di diritto, da coprire cioè con docenti di ruolo a tempo indeterminato. Proprio quest’ultimo contingente è stato al centro delle trattative sindacali, anche perché in realtà i posti da “consolidare” (cioè da trasformare da precari in stabilizzati) sarebbero circa il doppio, oltre trentamila.
Bisognerà aspettare ancora un po’ per sapere quanti di questi 52.000 arriveranno nelle scuole lucchesi: bisognerà infatti definire innanzitutto gli organici degli istituti e, poi, capire quanti posti vuoti saranno riempiti con i trasferimenti.
Per gli ingressi varrà ancora la regola del “5 e 50”: fatto 100 il numero dei posti di ruolo da assegnare in funzione del piano ministeriale, la metà dei docenti verrà pescata tra i vincitori di concorso - fermi al pit stop ci sono ancora i prof sfornati dalla selezione 2015 - e l’altra metà, dalle graduatorie ad esaurimento (Gae), cioè quelle "liste" su base provinciale in cui è "parcheggiato" chi è abilitato all’insegnamento ma ancora non ha un posto fisso; le Gae, non verranno cancellate (qualcuno lo temeva). E se per alcune classi di discipline le graduatorie fossero esaurite, la quota di cattedre sarà assegnata pescando tra i vincitori di concorso.
Nel dettaglio sono 177 le domande arrivate negli uffici di piazza Guidiccioni. Di queste, 142 sono di docenti, due di insegnanti di religione cattolica e i restanti 33 fanno parte del personale ausiliario in tutte le sue declinazioni, dai collaboratori scolastici (cioè i bidelli) fino ai direttori dei servizi generali e amministrativi.
All’interno dei vari cicli di studio è nelle scuole superiori che si assisterà all’esodo maggiore: ad aver raggiunto i requisiti per il pensionamento sono infatti 44 insegnanti, concentrati in particolari fra i docenti di lettere e quelli di scienze naturali (cinque per ognuna delle classi di insegnamento).
Saranno invece 35 gli esodi a settembre nella scuola elementare: di questi ben sei sono quelli che avverranno nell’istituto comprensivo di Bagni di Lucca. Trentatré i docenti che non rientreranno in classe nelle scuole medie: si tratta soprattutto di insegnanti di educazione tecnica (nove), italiano, storia e geografia (nove) ed educazione fisica (sette). Trenta, infine, gli insegnanti della scuola materna che hanno finito la propria carriera lavorativa.
Il contingente di pensionandi lucchesi fa parte dei 21.000 che, secondo i dati del Ministero dell’istruzione, cesseranno dall’insegnamento dal prossimo 1° settembre. Ma la quota di insegnanti da dover assumere per il prossimo anno scolastico dovrebbe essere ben maggiore. L’accordo fra Miur e sindacati, infatti, è stato raggiunto sulla cifra di 52.000 docenti. Per raggiungere questo numero, infatti, si aggiunge ai 21.000 pensionamenti la quota dei 16.000 posti già vacanti e disponibili e dei circa 15.000 - e questa è la novità - garantite dalla trasformazione di 15.100 posti (dell’organico) di fatto, che venivano cioè assegnati ogni anno a supplenti - precari - in altrettanti posti (di organico) di diritto, da coprire cioè con docenti di ruolo a tempo indeterminato. Proprio quest’ultimo contingente è stato al centro delle trattative sindacali, anche perché in realtà i posti da “consolidare” (cioè da trasformare da precari in stabilizzati) sarebbero circa il doppio, oltre trentamila.
Bisognerà aspettare ancora un po’ per sapere quanti di questi 52.000 arriveranno nelle scuole lucchesi: bisognerà infatti definire innanzitutto gli organici degli istituti e, poi, capire quanti posti vuoti saranno riempiti con i trasferimenti.
Per gli ingressi varrà ancora la regola del “5 e 50”: fatto 100 il numero dei posti di ruolo da assegnare in funzione del piano ministeriale, la metà dei docenti verrà pescata tra i vincitori di concorso - fermi al pit stop ci sono ancora i prof sfornati dalla selezione 2015 - e l’altra metà, dalle graduatorie ad esaurimento (Gae), cioè quelle "liste" su base provinciale in cui è "parcheggiato" chi è abilitato all’insegnamento ma ancora non ha un posto fisso; le Gae, non verranno cancellate (qualcuno lo temeva). E se per alcune classi di discipline le graduatorie fossero esaurite, la quota di cattedre sarà assegnata pescando tra i vincitori di concorso.
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