Il presidio
L’odore inconfondibile della calzoleria storica
La storia del negozio “Antoni” in via Veneto e delle sue varie sedi. Il segreto di un’attività tramandata in famiglia e tutelata dal Comune
LUCCA. Il naso. Croce e delizia per Pinocchio e Cirano di Bergerac, porta aperta su mondi di immaginazioni e odori. Ci sono luoghi che possono essere fotografati, raccontati, magari anche registrati. Ma dei quali possiamo dire di avere un’esperienza completa soltanto attraverso il senso dell’olfatto. I negozi che trattano il cuoio fanno parte di questa categoria. Non soltanto per l’odore della pelle, ma anche per la mescolanza di aromi dei prodotti utilizzati per trattarla e curarla. Provate a mettere piede, pardon naso, nella calzoleria Antoni in via Vittorio Veneto, nel tratto fra Corso Garibaldi e la salita del Caffè delle Mura e ve ne renderete conto. Si tratta di uno dei negozi storici di Lucca, degno di tutela anche per il Comune. Basta il senso della vista, questa volta, a capire perché: vetrina essenziale quanto perfettamente geometrica nella sua costruzione di legno scuro e vetro, la classica insegna nera con caratteri dorati. E un piccolo vezzo - quasi una civetteria: il nome del proprietario scritto in un elegante corsivo.
Attività storica, quella della calzoleria Antoni. Che non sempre ha trovato posto nel fondo attuale di via Veneto. Ci sono alcune strepitose foto conservate nell’archivio fotografico lucchese a dimostrarlo. Una, la più risalente nel tempo, raffigura una carrozza con due cocchieri e quattro passeggeri che transita in piazza del Giglio. Alle spalle si vede, anzi si intravede, l’insegna della calzoleria Antoni, allora “ospitata” al piano terra dell’hotel Universo. Altri scatti, successivi, dovuti al grande Ettore Cortopassi, raccontano invece la sede in Corso Garibaldi a pochi passi dalla chiesa di San Girolamo. Ora la calzoleria, una delle non moltissime rimaste fra centro storico e periferia, si trova come ricordato in via Vittorio Veneto. Se non c’è dunque un’identità di luogo nel trascorrere della sua storia, ce ne sono altre due importanti quanto rare fra le botteghe storiche: quella dell’attività, mai cambiata nel corso dei decenni, e quella della gestione che si è snocciolata lungo il tempo e lungo le generazioni della famiglia Antoni, arrivando oggi a Stefano Doberti. Garanzia di qualità, e di trovare sempre quell’odore inconfondibile. Forse lo stesso che andava cercando il naso protagonista dell’omonimo racconto di Gogol’, scappato dal proprio padrone: che fosse diretto a Lucca?
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