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Lucca

In arrivo la tassa sui condizionatori 

In arrivo la tassa sui condizionatori 

Servono autocertificazione e bollino, ma non in tutti i casi

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LUCCA. Arriva una nuova tassa, ma stavolta i contribuenti hanno la possibilità di evitarla senza infrangere la legge. A finire nel mirino sono i condizionatori o climatizzatori che dir si voglia: impianti sempre più comuni nelle nostre case, ma anche negli uffici e nelle attività commerciali. Soprattutto bar e ristoranti che contano proprio sulla frescura per attirare clienti nei caldissimi giorni estivi in centro storico.
Fatto sta che per questi apparecchi, da ora in avanti, serviranno autocertificazioni e bollini come se si trattasse di caldaie. A meno che non siano impianti di rilevanza minore, per cui non sarà dovuta alcuna tassa. In caso contrario, chi non provvederà all’autocertificazione e al pagamento del bollino rischierà l’ispezione della Sevas, la società pubblica che si occupa del servizio nella provincia di Lucca e a Massa . Con relativa stangata, leggi costo dell’ispezione. La tassa è ridotta: parliamo di un bollino da 10 euro, valido quattro anni, per gli impianti con potenza da 12 a 35 kilowatt. Da 35 a 100 kilowatt si devono sborsare 12 euro; sopra i 100 se ne pagano 20.
E gli impianti con potenza inferiore ai 12 kw? Non pagheranno niente, né dovranno esibire l’autocertificazione. Per capire se si rientra o no nella fascia di esenzione è sufficiente fare un piccolo controllo, anche con l’aiuto di un tecnico: ma diciamo subito che se in casa abbiamo un climatizzatore che serve solo una stanza, o al massimo due, quasi certamente non dovremo sottostare alla tassazione. Un’informazione utile anche per tutti coloro che stanno pensando di mettere il climatizzatore in casa o nella sede della propria attività professionale in vista dell’estate.
In tutti gli altri casi bisognerà contattare l’azienda che ha installato e che si occupa della manutenzione del condizionatore: come avviene per la caldaia, il tecnico provvederà all’autocertificazione e al pagamento del bollino. La documentazione dovrà essere inviata in via telematica alla Sevas. Se non si provvederà a inviare il materiale, quindi non certificando l’impianto, si rischierà l’ispezione a pagamento della Sevas. Che presenterà un conto da 80 euro per gli impianti dai 12 ai 35 kilowatt; da 120 euro per quelli dai 35 ai 100 kw; da 180 euro per quelli sopra 100 kw. I controlli non potranno essere che a campione, visto e considerato che oggi non esistono dati aggiornati su quanti climatizzatori sono stati installati in Versilia (si stima che ce ne siano alcune migliaia). Una situazione simile al resto della provincia di Lucca e a Massa, le altre zone dove Sevas gestisce il servizio. La società, da questo punto di vista, sta cercando di mettere in piedi un vero e proprio "catasto" dei condizionatori: in questi mesi in cui si attendono gli ultimi chiarimenti sulla nuova tassa si invieranno lettere a domicilio.
Grazie alle risposte degli utenti si capirà quanti impianti sono presenti. Da lì si inizierà con i controlli a campione. Che comunque, fanno sapere dalla Sevas, non partiranno prima del marzo del 2018 (leggi box). C’è tempo, insomma, per mettersi in regola. O per installare un climatizzatore senza temere la stangata.
Matteo Tuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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